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I bambini invisibili del Natale

L’Invisibilità non è sempre una protezione, un limbo in cui tutto è possibile, perché la vita non è sempre una favola, e non è solo quella guardata dal punto di vista di un supereroe. .....E così anno dopo anno trascorre un nuovo Natale, mentre Gesù bambino continua a restare nudo nella sua capanna di Betlemme e all’agghiaccio, e continuano a divenire Cristi in croce, bambini come lui.

Corrono le auto, corrono,
intolleranti per chi si sofferma un attimo soprapensiero…..
Se corri non riesci a guardare…se corri non riesci a capire…
Scrive l’Unicef : 50 milioni di piccoli che non vengono neppure registrati all’anagrafe, con la conseguente esclusione da ogni forma di controllo e di assistenza, 171 milioni di bambini impiegati in lavori ad alto rischio, 2 milioni sfruttati dall’industria del sesso, oltre 100 milioni che non hanno mai visto un’aula scolastica, centinaia di migliaia di vittime di catastrofi naturali o guerre sconosciute: una catena di esclusione ed emarginazione che si traduce in sfruttamento e abusi, un circolo vizioso che occorre spezzare infrangendo la barriera dell’invisibilità……

 

L’Invisibilità non è sempre una protezione, un limbo in cui tutto è possibile, perché la vita non è sempre una favola, e non è solo quella guardata dal punto di vista di un supereroe.
L’invisibilità quando riguarda i  più deboli, gli ultimi della terra diviene sinonimo di non esistenza, di non diritti, di sfruttamento fisico e condizionamento psicologico.
Merce, scambio, traffico, scempio, e divertimento sessuale per il  mondo degli adulti.
Chi sfugge o si sottrae finisce nella grande madre strada che tutto rigetta, ma che anche tutto raccoglie perché in un qualche modo è una matrigna meno esigente.

Bambino invisibile è sinonimo di abbandono fisico e morale, di non presenze,  di solitudine senza padri ne maestri.
Invisibili sono i bambini, quando gli occhi degli adulti  non vogliono vedere.
E così anno dopo anno trascorre un nuovo Natale, mentre Gesù bambino continua a restare nudo nella sua capanna di Betlemme e all’agghiaccio, e continuano a divenire Cristi in croce, bambini come lui.
 
Riproduzione testi e foto riservata Gilberto Gamberini
 
 
 

 

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