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Pedofilia e Violenza M H Erickson Il Piacere Maligno

Quando avevo sei anni mio padre mi molestò sessualmente, e dai 6 ai diciassette anni mi usò come oggetto sessuale, regolarmente, molte volte la settimana. Dopo ogni volta che lo faceva, io ero in uno stato di grande paura era ghiacciata dal terrore. Mi sentivo sporca, inferiore....Allora pensai che forse un diploma mi avrebbe dato rispetto di me stessa, ma così non fu....Pensai che forse una laurea mi avrebbe dato rispetto di me, ma così non fu......

 

Una donna sui trent’anni venne da me e mi disse: “non credo proprio che lei voglia vedermi”.

 

Questo è quello che pensa lei, vuoi sapere cosa penso io?”, risposi.

 

“Beh, io non ha merito alla sua attenzione”, disse.

“Quando avevo sei anni mio padre mi molestò sessualmente,

e dai 6 ai diciassette anni mi usò  come oggetto sessuale,

regolarmente, molte volte la settimana.

Dopo ogni volta che lo faceva,

io ero in uno stato di grande paura era ghiacciata dal terrore.

Mi sentivo sporca, inferiore, inadeguata, vergognosa.

 

A diciassette anni pensai di essere abbastanza forte

per fuggire da lui, mi mantenni da sola

per tutto resto della scuola media,

nella speranza che ciò mi avrebbe dato un senso di autostima,

ma così non fu.

Allora pensai che forse un diploma

mi avrebbe dato rispetto di me stessa,

ma così non fu.

Così attraversai tutta la scuola secondaria.

Mi sentivo vergognosa, inferiore, indecente.

Era una terribile sensazione di frustrazione.

 

Pensai che forse una laurea

mi avrebbe dato rispetto di me, ma così non fu.

Per tutto resto del liceo e dell’Università

ricevetti proposte sessuali,

e questo provava che non meritavo autostima.

Decisi allora di prendermi il dottorato,

e gli uomini continuavano a farmi proposte.

Piantai tutto e divenne una prostituta qualsiasi;

ma non è stato molto bello.

Finché un uomo mi ha offerto di andare a vivere con lui.

Beh, una ragazza ha bisogno di cibo e riparo,

così acconsentii.

 

  

Il sesso era un’esperienza terribile.

Il pene è così duro, ha un aspetto così minaccioso.

Ero atterrita e passiva

ed era una dolorosa orribile esperienza.

Quell’uomo si stancò di me,

e io presi a vivere con un altro.

La stessa cosa si è ripetuta sempre uguale,

e ora eccomi da lei.

Mi sento uno  schifo,

un pene eretto mi atterrisce completamente,

ed io divento debole, impotente e passiva.

E sono felice quando un uomo finisce.

 

Ma devo pur vivere.

Devo avere dei vestiti.

Devo avere un riparo;

e fatto fondamentale: è che non mi merito niente di più”.

 

“Questa è una triste storia”, le dissi; “è la cosa veramente triste è….. che lei è una stupida!

Lei mi viene a dire che spaventata da un pene eretto, gagliardo, duro, e ciò è stupido!

Lei sa di avere una vagina; io lo so.

Una vagina è capace di prendere il pene più grosso più gagliardo, più rigoroso che ci sia e trasformarlo in un misero ciondolino”

“è la sua vagina può provare il maligno piacere di ridurlo a un misero ciondolino

Il suo cambiamento d’espressione ebbe del meraviglioso.

 

 

 

“Ora me ne torno a Los Angeles”, disse “ma posso rivederla tra un mese?”

 

“Certamente”, risposi.

 

Tornò un mese dopo e mi  disse:

“lei ha ragione!

Sono stato letto con un uomo e ho provato

il maligno piacere di ridurlo all’impotenza.

Non c’è voluto molto e mi è piaciuto.

 

E  ho provato con un altro uomo. Stessa cosa.

E un altro ancora.. ed è stato piacevole!

Ora voglio prenderne la mia laurea,

voglio  andare da uno psicologo,

e poi aspetterò finché non trovo un uomo

col quale voglia vivere

……

 

 

Dice Sidney Rosen:

 

Quando Erickson mi raccontò questo racconto, commentai:

“da come hai descritto un pene in erezione, l’hai fatto sembrare molto attraente e anche affascinante.

Perché c’era anche una seduzione verbale.

Tu la stavi penetrando a parole e a immagini”

 

La prima parte del racconto, quella che termina con le parole

“non mi merito niente di più”,

è un modello del mondo del paziente.

 

Se questo racconto viene dato ad un  paziente

che ha cercato, senza riuscirvi,

di superare l’odio per se stesso,

per mezzo di cambiamenti esterni

(diplomi, il lasciarsi usare dagli altri),

e se in questa parvenza di potere

si sente anche minacciato

da qualche stimolo fobico

(qui rappresentato da un pene duro e minaccioso)

ci sono buone possibilità al livello inconscio,

di un riconoscimento che la storia si adatti al mondo del paziente.

…..

 

 

 

L’effettiva ristrutturazione

viene effettuata

non solo tramite il contenuto delle suggestioni di Erickson,

ma anche per mezzo dell’atteggiamento spigliato e umoristico

che egli adotta nel riproporre e reinquadrare il problema,

quando presenta un nuovo modo

di considerare il comportamento che la paziente esibisce,

nei suoi tentativi di “vivere”.

Il problema (paura di uomini in odio per se stessa)

viene riproposto nei termini:

 ”lei mi viene a dire che spaventata da un pene eretto, gagliardo, duro”.

 Il termine “spaventata”

condensa le sue paure non solo degli uomini,

ma anche della vita

quando le  viene detto con forza che questa paura è stupida

(e lei abituata a considerarsi una stupida). …

 

Ma, l’elegante passo finale della ristrutturazione

a favore del paziente espresso nella frase

“e la sua vagina può provare il maligno piacere

di ridurlo a un misero ciondolino”.

“Piacere maligno”

è un meraviglioso esempio

dell’impiego della ristrutturazione

per trasformare una sensazione di passiva impotenza

in una di attiva padronanza. ..

Per quanto la paziente mettesse l’accento

soprattutto sulla propria paura e  impotenza,

Erickson si rese conto

che provava anche un forte rancore verso gli uomini.

 

 

 

Allora allegò questa sensazione di rancore

ad una potenziale sensazione di piacere,

e giunse all’evocativa espressione “maligno piacere”.

Dopo aver letto questa storia,

saremo più inclini ad abbandonare

il senso di rancore e ad assumersi le nostre responsabilità?

Saremo in grado di affrontare le forze che sentiamo opprimerci,

e di ottenere piacere di dominarle e di ridurle all’impotenza?….

 

fonte  Milton H. Erickson La Mia Voce Ti Accompagnerà I racconti didattici di Milton H Erickson a cura di SIDNEY ROSEN

 

foto riprodotte a fini didattico esplicativi

 

 

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