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Sedativi a rischio per gli anziani...meglio una presenza ....

Meglio affrontare l'insonnia, con farmaci blandi ed associarla ad una psicoterapia. Quasiasi trattamento nell'anziano, nell'adulto e specialmente nei bambini non dovrebbe mai prescindere da una psicoterapia, per andare alla origine delle cose per ridimensionarle o eliminarle. Purtroppo si sceglie l'apaprentemente facile ed immediato. In certi casi la diffusione e l'abuso di farmaci può intendersi come un atteggiamento mentale simile a quello dell'uso di droghe. I giovani imparano dai loro genitori, dai loro nonni e da chi prescrive. Nell'anziano sono da affrontare delle problematiche dovute alla loro solitudine, abbandono o alla loro semplice noia. Basterebbe una presenza umana ed un obbiettivo, come diceva M H Erickson.

Sedativi a rischio per gli anziani

L’insonnia è un sintomo molto frequente che interessa circa 12 milioni di italiani, con una prevalenza del 60% negli anziani, nei quali si verificano alterazioni delle concentrazioni ematiche e dei ritmi circadiani di molti ormoni, così come dei ritmi sonno-veglia, della pressione arteriosa e della temperatura corporea. Tutto ciò si traduce in un sonno percepito come insoddisfacente a causa di difficoltà ad addormentarsi, numerosi risvegli, sonno frammentato e superficiale e risveglio mattutino precoce associato a astenia e irritabilità. Spesso l’insonnia viene trattata con terapie farmacologiche, in particolare con benzodiazepine o con altri sedativi ipnotici, con medesimo meccanismo d’azione (agiscono a livello dei recettori benzodiazepinici), ma miglior profilo farmacologico. Nonostante il diffuso utilizzo di questo tipo di farmaci negli over 60, ancora poco è conosciuto per quanto riguarda il rapporto rischi-benefici.

Il gioco non vale la candela
Una meta-analisi pubblicata sul British Medical Journal, si è occupata di quantificare e comparare i benefici e rischi del trattamento dell’insonnia a breve termine, con sedativi ipnotici, negli anziani. I ricercatori del Center for Addiction and Mental Health di Toronto hanno preso in considerazione 24 studi, condotti tra il 1966 e il 2003, che hanno riguardato quasi 2500 over 60 i quali hanno assunto per almeno cinque notti consecutive dei farmaci sedativo-ipnotici. Rispetto al placebo, l’utilizzo di tali farmaci è stato associato a notevoli miglioramenti per quanto riguarda la qualità del sonno, la facilità a addormentarsi, il numero di risvegli notturni e le ore di sonno complessive, tuttavia la probabilità di insorgenza di effetti collaterali è risultata essere maggiore in coloro che seguivano la terapia farmacologica. In particolare, gli effetti collaterali cognitivi (perdita di memoria, confusione, disorientamento) sono risultati essere 4,78 volte più probabili negli over 60 trattati con sedativi ipnotici e le manifestazioni avverse di tipo psicomotorio (vertigini, perdita dell’equilibrio, cadute), il 2,61 volte più frequenti. Inoltre, strascichi mattutini dell’effetto sedativo sono risultati essere il 3,82 volte più comuni in coloro che prendevano i farmaci anti-insonnia. ….

Fonte Ombretta Bandi DICA 33

Fonte
Glass J. Et al. Sedative hypnotics in older people with insomnia: meta-analysis of risks and benefits. BMJ. 2005 Nov 19;331(7526):1169.

Meglio affrontare l’insonnia,

con farmaci blandi

ed associarla ad una psicoterapia.

Qualsiasi trattamento nell’anziano, nell’adulto

e specialmente nei bambini

non dovrebbe mai prescindere da una psicoterapia,

per andare alla origine delle cose,

per ridimensionarle

o eliminarle.

Purtroppo si sceglie l’apparentemente facile ed immediato.

In certi casi, la diffusione e l’abuso di farmaci

può intendersi come un atteggiamento mentale

simile a quello dell’uso di droghe.

I giovani imparano dai modelli che ricevono,

dai loro genitori,

dai loro nonni,

da chi prescrive,

e dai mass media.

Nell’anziano sono da affrontare le problematiche dovute

alla loro sessualità, per lo più ignorata,

solitudine,

abbandono,

mancanza di considerazione,

o alla loro semplice noia.

Basterebbe

una presenza umana o animale,

ed un obbiettivo,

come sosteneva M H Erickson.

Gilberto Gamberini

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