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Pet Therapy Psicoterapia che aiuta i bambini e gli autistici

Il Pet:l’animale, diviene una metafora vivente, una fantasia che prende corpo, che interagisce senza prendere il bambino in mezzo. Diviene una psicoterapia, una psicoterapia umana ed animale. Bambino a volte stritolato dalla sua malattia e dal terapeuta. L’animale, accondiscende, accompagna in questo viaggio, e l’animale accarezza e manifesta la sua affettuosità senza le paure di loro stessi che hanno gli uomini. La paura dell’uomo deve andarsene e sublimarsi quando si avvicina ai cuccioli di uomo, altrimenti i cuccioli fuggono, anche se non fisicamente nel loro mondo ad imbuto rovesciato….. L’animale fornisce al bambino un senso del dare e dell’avere puramente affettivo, e non meramente utilitaristico come quello fornito dall’uomo.

Da univadis Fonte Milano, 15 lug. (Adnkronos Salute) - Animali amici dei bambini malati di autismo, un disturbo che affligge 5,24 italiani su 10 mila: soprattutto maschi, quattro volte piu’ colpiti delle femmine, e con un numero di casi superiori alla media nazionale in Piemonte (7,2 su 10 mila) e in Lombardia (7,9 su 10 mila). ….La compagnia di un cucciolo  … e’ ”uno strumento terapeutico complementare e integrante alle irrinunciabili terapie neurocognitive e comportamentali indivate per l’autismo”. Il contatto ”con un essere che, pur animato, non attiva richieste verbali”, spiegano gli specialisti, insegna al paziente a ”utilizzare uno spazio fisico, corporeo e relazionale con il mondo esterno diverso dal consueto, e mediato dall’animale”. Il pet ‘comunica’ con il malato di autismo senza spaventarlo. Il paziente non lo vive come una minaccia all’integrita’ del proprio Io, timore che invece ha nei rapporti con le persone, e cio’ incide positivamente sulle sue delicate dinamiche familiari e sociali. ”Il contatto fisico obbligatorio con l’animale, che fa richieste indirette e da’ risposte ‘pelle a pelle’, e’ per il malato di autismo un elemento nuovo, che lo costringe a uscire dal suo isolamento e a stabilire una relazione con il terapista”.

E ancora. ”Attraverso l’animale il paziente puo’ mettersi in contatto con un ambiente ricco di stimoli emotivi, sensoriali e relazionali”, che all’inizio lo lascia diffidente, ma che piano piano lo aiuta a esprimersi. Infine, ”la possibilita’ di entrare nel mondo degli animali e di comunicare con loro attraverso un linguaggio ‘alternativo’ permette al malato di autismo di rinforzare e stimolare l’uso delle sue capacita’ cognitivo-relazionali” anche con i propri cari. (Red-Opa/Adnkronos Salute)

Il Pet:l’animale,

diviene una metafora vivente, una fantasia che prende corpo, che interagisce senza prendere il bambino in mezzo.

Diviene una psicoterapia, una psicoterapia umana ed animale.

Bambino a volte stritolato dalla sua malattia e dal terapeuta.

L’animale, accondiscende, accompagna in questo viaggio, e l’animale accarezza e manifesta la sua affettuosità senza le paure di loro stessi che hanno gli uomini.

La paura dell’uomo deve andarsene e sublimarsi quando si avvicina ai cuccioli di uomo, altrimenti i cuccioli fuggono, anche se non fisicamente nel loro mondo ad imbuto rovesciato…..

L’animale fornisce al bambino un senso del dare e dell’avere puramente affettivo, e non meramente utilitaristico come quello fornito dall’uomo.

 Gilberto Gamberini riproduzione riservata

foto riprodotte a fini didattico esplicativi e non commerciali

 

 

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