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Essenza di follia

La famiglia che è il luogo della conservazione dei valori diviene una sorta di girone infernale delle sue contraddizioni

Urlo di follia
Un padre che si comporta come un Killer.
Tre luci che si spengono. Li chiamano “omicidi in famiglia”, ma sono qualcosa di più.
Quando un uomo e una donna si uniscono hanno un senso di pienezza appagante, quello di un sentimento che li unisce per renderli due, liberi e uguali.
Essenza di armonia.
Poi accade qualcosa la compagnia diventa violenza, l’affetto disprezzo, la libertà possesso.
Il Noi diventa Io, e l’Io una maschera che si confonde e che lentamente muore prima ancora di essere nata, totalmente immersa nei suoi bisogni cieca al punto da non riuscire a vedere gli altri
Essenza di follia.
Guardiamo sempre noi stessi dando poco spazio a quello che ci circonda, ma quello che ci circonda siamo noi

e come lo percepiamo…..

di Luisa Maria Carretta
Due luci che si spengono e quella che resta è troppo fioca forse perché si rende conto di non riuscire ad illuminare più nulla…per cui decide anche essa di spegnersi

O forse lo ha già deciso da subito perché incapace di sopportare quel totale dolore deserto, orfano di altre emozioni vitali.

Già il dolore, il proprio personale dolore che occupa tutta la scena e che impedisce agli altri protagonisti di apparire..,.

Gli omicidi in famiglia sono in netto aumento, forse perché sempre di più la famiglia è spinta oltre i suoi limiti oltre quello che può dare
La famiglia che è il luogo della conservazione dei valori diviene una sorta di girone infernale nelle sue contraddizioni

Una foto non resta immutata nel tempo ma ingiallisce, così ingiallisce, invecchia l’amore

Quando si cessa di alimentarlo
Quando cessa la condivisione, quando cessano gli obbiettivi comuni

A volte tale cessazione è solo apparente ed allora la psicoterapia può ritrovarli e divenire paradosso: spingerli alla separazione per portarli a stare insieme, e ..tutto può ricominciare e il ricordo del dolore diviene breve come il tempo di un tango

Ma quando la cessazione è definitiva, quando manca ogni gesto di dolcezza….
Quando ogni gesto è interpretato dall’altro secondo il proprio schema mentale e viene frainteso…

Quando non si riesce più a calarci nel ruolo altrui…quando le esigenze dell’altro vengono filtrate solo attraverso le proprie, allora la comunicazione cessa di essere nelle due direzioni e di compenetrarsi, e diviene solitudine dell’io.

E quell’io si riempie di quello che trova e che elabora dentro di se

Quando cessa la condivisione l’altro diviene un fantasma o una entità fastidiosa come una zanzara
il ricordo del bel tempo trascorso insieme diventa intolleranza

Il presente un tempo infinitamente lungo a passare come i tempi del dolore e della paura

in assenza di futuro, che diviene clonazione di presente.

Ed allora il peso, l’idea ossessiva che monta come marea e tutto sommerge anche l’alone di cuore che resta…allora l’idea di vita che aveva spinto l’uno nelle braccia dell’altro diviene seme…essenza

di follia.

Ci sono persone, che portano in se i semi di uno squilibrio che un evento evidenzia…..

E’ un delirio, un binario unico, senza ritorno e senza fermate intermedie….

Fate deragliare i pensieri , soleva dire Milton Erickson….

Ma non sempre è possibile, perchè…. a volte la mente si spezza…e non si ricompone ….

e dopo un inutile discussione con la morte la si va a cercare
uccidono e si uccidonoin una visione salvifica del loro gesto

..perché i figli paradossalmente accompagnano e vengono coinvolti in questa idea di morte, ed a volte li si elimina affinché non soffrano per l’abbandono.

E’ una idea d’amore fraintesa, un possesso di anime e di corpi che nessuno dovrebbe possedere, un cordone ombelicale che invece di nutrire e far crescere ti soffoca come un serpente boa tra le sue spire….nella convinzione che chi ha dato la vita può poi anche toglierla, interpretando gli altri e le loro esigenze attraverso il proprio delirante schema mentale di follia.
Delirio di possesso che prende i singoli e le collettività quando considerano gli altri o il resto della umanità come cosa loro, interpretandone sogni e desideri fino a confonderli coi propri bisogni.

E ai propri bisogni tutto sacrificano….obbedendo alla entità cieca e crudele, della morte e del non perdono….

Riproduzione riservata Gilberto Gamberini

foto riprodotte a fini didattico educativi

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