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Da 55 anni, a Palermo Inchiodata in casa con il figlio disabile

fatti ignoti che stanno lì, sotto il naso di stampa e telecamere per anni interi, pronti a diventare notizie solo che qualcuno se ne accorga...

Da 55 anni, a Palermo
Inchiodata in casa con il figlio disabile

Francesco Ognibene

Le notizie sono fatte così. Il più delle volte basta una piccola, astuta spinta per avviarle con la traiettoria giusta dentro il flipper del circuito mediatico: e di agenzia in tivù, di radio in sito web, eccole rimbalzarci addosso a tutta velocità, ormai impossibili da schivare anche quando sono irrilevanti (e quanto spesso lo sono…). Ma c’è anche la categoria dei fatti ignoti che stanno lì, sotto il naso di stampa e telecamere per anni interi, pronti a diventare notizie solo che qualcuno se ne accorga. Quella spinta però non arriva, manca chi la imprima per il semplice motivo che s’è estinta per incuria e leggerezza l’abitudine a guardare dentro il cuore e non sopra la testa della gente, quella vera. Prendete il «fatto ignoto» di Palermo: per 55 anni nessuno si è accorto che una madre vegliava senza sosta il figlio disabile senza quasi mai spingersi oltre l’uscio di casa. Nessuno - s’intende - del circo informativo. Di Maria, la madre volontariamente reclusa per amore del figlio, tutto il quartiere sapeva. E in città - in tutte le città - di fatti così ce n’è a decine: nascosti perché i loro protagonisti scelgono così, ma nessuno impedisce di raccontarli a chi per mestiere dovrebbe farlo. Perché il fatto ignoto eppure straordinario diventasse notizia, si facesse largo dentro la calca che preme per un posticino nei tigì, bastava uno sguardo sensibile, o anche solo umanamente curioso, come il mestiere esigerebbe. In mezzo secolo non s’è trovato. Fino a ieri, quando Maria, la mamma senza volto, si è come materializzata davanti ai giornalisti: la sua storia l’ha raccontata l’arcivescovo di Palermo De Giorgi, con la pazienza di farsi cronista al posto di altri. Ha chiamato una notizia col suo nome, ma per capirlo forse servirebbe un po’ meno rumore. E se provassimo a spegnere i l flipper?

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