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Geniale follia

Sul connubio genio e follia non mancano illustri esempi che hanno segnato la storia letteraria, pittorica, musicale e culturale del nostro tempo, tra i quali Lord Byron, Virgina Wolf, Franz Kafka, Sylvia Plath, Edgan Alan Poe, Ernest Hemingway, Vincent Van Gogh, Amadeus Mozart, Robert Schuman, Kurt Cobain. Fortunatamente i due aspetti, talento e patologia, non sono inscindibili: si può essere artisti geniali e non malati così come, purtroppo, molti malati non hanno talento artistico. Detto questo bisogna riconoscere che, forse grazie anche a film e libri sulle biografie di questi personoaggi illustri, hanno contribuito a migliorare la conoscenza e la comprensione del disturbo bipolare.

Geniale follia
Ultimo aggiornamento 27/01/06

Sul connubio genio e follia non mancano illustri esempi che hanno segnato la storia letteraria, pittorica, musicale e culturale del nostro tempo, tra i quali Lord Byron, Virgina Wolf, Franz Kafka, Sylvia Plath, Edgan Alan Poe, Ernest Hemingway, Vincent Van Gogh, Amadeus Mozart, Robert Schuman, Kurt Cobain. Fortunatamente i due aspetti, talento e patologia, non sono inscindibili: si può essere artisti geniali e non malati così come, purtroppo, molti malati non hanno talento artistico.
Detto questo bisogna riconoscere che, forse grazie anche a film e libri sulle biografie di questi personoaggi illustri, hanno contribuito a migliorare la conoscenza e la comprensione del disturbo bipolare.

Conoscere per curare
Come molte patologie psichiatriche, anche il disturbo bipolare è sottostimato a causa di diagnosi errate (e conseguenti terapie) o tardive. Attualmente però la situazione è nettamente migliorata, come ha positivamente sottolineato il professor Giovanni Battista Cassano, Direttore del Dipartimento di Psichiatria Neurobiologia Farmacologia e Biotecnologie e della Scuola di Specializzazione in Psichiatria dell’Università di Pisa. Cassano descrive due importanti traguardi che sono stati raggiunti dalla psichiatria: in fase di diagnosi si riesce a distinguere il disturbo bipolare dalla schizofrenia; medici e specialisti concordano sul fatto che la patologia, non adeguatamente curata, cronicizza.
Una corretta diagnosi è fondamentale per impostare tempestivamente il trattamento migliore. Stabilizzare la malattia al suo primo insorgere, infatti, riduce frequenza e gravità degli episodi acuti, inoltre evita i gravi danni alla vita sociale e professionale del paziente che spesso conseguono alle fasi maniacali.
…Le varie manifestazioni dello spettro bipolare, come ha ricordato Cassano, comprendpono anche forme “lievi” o intermedie per le qiuali non è sempre necessario il farmaco. Tutte le forme però, dalle più gravi a quelle più sfumate, necessitano sempre di un intervento psicoeducazionale, indispensabile per accompagnare il paziente verso l`inserimento nel contesto sociale e lavorativo.

Il farmaco dolente
La difficoltà principale nel trattare adeguatamente il disturbo bipolare risiede proprio nel suo presentarsi, a fasi alterne, con manifestazioni antitetiche. Manifestazioni che nel Disturbo bipolare I assumono tratti di estrema gravità, con episodi maniacali che disgregano la qualità di vita del paziente e fasi di depressione fortemente disperata, con frequente ideazione suicidaria. ……Mancano però studi di efficacia dei vari farmaci sui pazienti affetti da Disturbo bipolare II e III (meno severo) e su anziani e bambini; categorie per le quali, attualmente, rimane più difficile stabilire una terapia ottimale.

fonte Elisabetta Lucchesini dica 33

(Conferenza stampa “Il disturbo bipolare: depressione e mania in un vissuto reale e creativo.
Due volti in un unico disturbo che oggi si puo’ diagnosticare e curare.” Milano, 18 gennaio 2006)

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