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Lavoratore stressato, metabolismo disastrato

Uno stile di vita sedentario e una dieta ipercalorica favoriscono l’insorgenza della patologia, che viene quindi definita “da benessere”, tuttavia uno studio inglese, pubblicato sul British Medical Journal, mette in relazione l’insorgenza della sindrome metabolica con situazioni di stress cronico sul posto di lavoro.

Lavoratore stressato, metabolismo disastrato

La sindrome metabolica è una condizione molto diffusa che triplica il rischio di patologie cardiovascolari e aumenta di circa quattro volte quello di ammalarsi di diabete di tipo 2. Il quadro clinico è caratterizzato da adiposità addominale (la pancia, per capirsi), resistenza all’insulina, dislipidemia aterogenica (elevate concentrazioni di trigliceridi e di colesterolo cattivo o LDL, bassi livelli di colesterolo buono HDL), elevata pressione arteriosa, alti valori di glicemia e insomma le classiche condizioni che precedono una trombosi.
In particolare, secondo i criteri diagnostici del National Cholesterol Educational Program, si parla di sindrome metabolica quando si è in presenza di almeno 3 di queste condizioni: giro vita maggiore o uguale a 102 cm negli uomini e 88 cm nelle donne, livelli di trigliceridi maggiori o uguali a 150 mg/dl, HDL

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