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Patrizio Bellini L'Ipnosi nella Comunicazione Workshop Cassacco

Relazione tenuta dal Dott Patrizio Bellini docente e rappresentate della Società Medica Italiana di Ipnosi e Psicoterapia al Workshop di Cassacco del 16 luglio 2005 ..... Il presente lavoro intende evidenziare quanto il fenomeno Ipnosi contribuisca a formare la natura della comunicazione. Ancorandosi a riferimenti storici, a metafore ed a stili espressivi di autori come Fernando Pessoa, Martin Heidegger, Humberto Maturana, Richard Dawkins e Susan Blackmore, l’autore articola il suo viaggio scivolando attraverso la storia dell’emozione, della memoria, del pensiero e del linguaggio.Conclude il suo lavoro citando il fenomeno Ipnosi quale strumento utile e vitale in ogni Comunicazione. Bellini Patrizio, Hypnosis inside Communication Key words: hypnosis, communication, sensation, perception, memory, memetics, thought,word, language, being, the being, to be in SUMMARY The present work is to evidence how Hypnosis lets to form the Communication’s Nature. Patrizio Bellini makes his cultural trip flowing across Emotion’s History, Memory, Thought and Language, putting his stones in History, Metafors and expressive Autors’Styles like Fernando Pessoa, Martin Heidegger, Humberto Maturana, Richard Dawkins and Susan Blackmore. This work ends with the affirmation of how hypnosis works and that it is an useful ad lived instrument in every Communication’s Style......Tutti per uno...uno per tutti..e si incrociano le spade.... per forgiar di penne...

Patrizio Bellini

L’IPNOSI NELLA COMUNICAZIONE.

Parole chiave: ipnosi, comunicazione, sensazione, percezione, memoria, memetica, pensiero, parola, linguaggio, essente, essenza, EsserCi.

Premessa.

Ringrazio il dott. Gilberto Gamberini per avermi invitato nel luglio scorso al suo Workshop dal titolo: “Un viaggio dell’anima”, tenutosi all’Auditorium di Cassacco (UD) sua terra di vita e di professione. Mi presento brevemente con i seguenti accenni:

“Il modello che mi porta ricorsivamente e linguisticamente a propormi nella prassi psicoterapeutica, è quello che ho affinato in questi ultimi quindici anni anche per la conoscenza dello stile di pensiero di due importanti esponenti: il filosofo Martin Heidegger (vissuto dal 1889 al 1976), assistente di Husserl ed autore di: “Essere e Tempo”, opera pubblicata la prima volta nel 1927. Per Heidegger il Tempo acquisisce la possibilità di rappresentare l’orizzonte del nostro EsserCi a sua volta vero traguardo dell’Essere che EssendoCi testimonia, comunica ed attua la sua Essenza.

E, poi ho conosciuto anche la qualità dell’apporto culturale del biologo e neurofisiologo cileno Humberto Maturana (ancora in salute di vita).

Costoro hanno stimolato considerevolmente le mie memorie memetiche (a proposito di Memi… questa, è un’altra fase di “malattia culturale” che ho contratto circa un decennio fa leggendo di Richard Dawkins l’opera intitolata: “L’Orologiaio cieco”, pubblicazione del 1976, epoca in cui appunto Dawkins accenna ai concetti di Meme e di Memetica: intendendo quest’ultima come la branca che dà spiegazione dell’evoluzione culturale naturale, evoluzione di quella che Darwin spiegò come Evoluzione Genetica). Inoltre ho sviluppato l’affinamento delle mie ricerche sull’Ipnosi grazie al lavoro ed agli ingenti contributi culturali lasciati da Milton Erickson (psichiatra e psicologo Americano divenuto riferimento di un nuovo modo di insegnare l’Ipnosi).

Da quasi un trentennio l’apporto culturale di Milton Erickson ha interagito e quindi modificato il mio divenire psicoterapeutico, nel senso di un miglior e più naturale approccio al problema, allo strumento Ipnosi ed al paziente.

Da ultimo, ma non per questo fatto meno importante, vi dichiaro la mia entusiastica appartenenza nonché formazione in sintonia con la Società Medica Italiana di Psicoterapia ed Ipnosi (abbreviata si legge SMIPI) fondata a Bologna nel 1985 con sede a Casalecchio di Reno (BO), che oggi qui ho tra l’altro il piacere anche di rappresentare.

Formazione che mi ha portato, assieme al dott. Gilberto Gamberini, a percorrere tappe esplorative e cognitive per le quali il Presidente della SMIPI, dott. Riccardo Arone di Bertolino e lo stesso Consiglio dei Docenti ci hanno insignito della qualifica di Docenti presso la stessa Società, oggi anche Istituto riconosciuto per la formazione Specialistica ed il conferimento del titolo di Specialità nell’esercizio della Psicoterapia)”.

Racconto

Dopo queste veloci premesse Biografiche, oggi v’illustrerò l’anima delle mie aspirazioni culturali parlandovi di:

1 che cos’è la sensazione e che cos’è la percezione

2 cosa fanno in noi sensazione e percezione

3 dove nascono: il pensiero, la parola ed il linguaggio

4 perché comunichiamo

5 cosa c’entra l’Ipnosi con il nostro essere capaci di linguaggio verbale e quindi di Comunicazione

Penso che tutti voi avete idea di cosa è una cellula vivente e penso non sia difficile per voi immaginare la stessa cellula come un sistema dotato di autonomia propria, di vita propria che farà , e del compito che assolverà appunto vivendo la sua vita.

Questa cellula, dalle dimensioni che possiamo ovviamente immaginare a nostro piacimento, pur funzionando essenzialmente nel suo sistema vitale specifico, alla sua nascita non sa e non può sapere ciò che le accadrà nel suo futuro di vita. Senz’altro vivrà questa sua Vita, impegnata in mille altri suoi progetti. Questo fatto, la porterà però essenzialmente ad ignorare il suo vivere poiché il tempo che si costruirà vivendo, sempre che non sopraggiungano incidenti di grave malattia o eventi addirittura mortali, questo tempo, si formerà man mano che essa porrà in essere i suoi specifici progetti di vita.

E così, la nostra piccola cellula trascorrerà quel periodo che chiamiamo infanzia, dove anche altre cellule, tutte le altre cellule che incontrerà strada facendo, comunicando ed interagendo con lei modificheranno il suo vivere e soprattutto le insegneranno qualcosa. La nostra cellula ben presto arriverà a fare le proprie cose da sola, poi s’inventerà gli strumenti ed i percorsi utili al suo divenire adulta. E qui, avrà già capito ed in parte sperimentato quanto importante sia stato e sarà saper comunicare.

Dimenticavo di dirvi che un momento centrale, nel mondo a lei ignoto, è stato quello dove la sua biologia l’ha resa capace di avere sensazioni: cioè di sentire il linguaggio del proprio essere, per arrivare poi attraverso questo linguaggio ad avere, comprendere e dirigere razionalmente le proprie percezioni. Ora, se ci chiediamo: “Vengono prima le sensazioni o prima le percezioni? Nasce prima l’uovo o la gallina?”, per rispondere a tali domande finiremmo in un altro mondo cognitivo, parallelo al nostro ma notevolmente distante dall’obiettivo per il quale vi sto parlando ora.

Torniamo quindi a dire delle Percezioni, che altro non sono, che “risposte sensoriali” motivate dalle stesse sensazioni che le guidano.

E’ dal gioco nascente ed infinito di questi due eventi di vita: appunto, Sensazione e Percezione, che impara a costruire “quell’Io sono” che ci porta in breve tempo a chiederci il perché delle stesse sensazioni e percezioni che proviamo.

Infatti, è appunto nella risposta alla realtà soggettiva, realtà che nasce nella autoconsapevolezza, (cioè: da quell’Io che vuole a tutti costi divenire un Sé), che la percezione diventa poi quel mondo, quella certezza, che anche “l’IO della nostra cellula”, vivendoli come propri, inizia a comunicare.

Ma per fare questo serve un linguaggio e questo linguaggio nascerà come risposta ai suoni, alle sensazioni, alle percezioni che l’ambiente le ha permesso, le permette e le permetterà di memorizzare. Eh, sì, la nostra cellula si accorge di poter memorizzare quanto accadutole nel mondo che abita, e quindi di saper formare una propria memoria. Ed in questa memoria la cellula, questo minuscolo essere funzionante da sé, cioè vivente nel mondo che la ospita, ritrova e può ritrovare a suo piacimento i dati accumulati vivendo istante dopo istante, giorno dopo giorno, i suoi continui cambiamenti generati nel suo esclusivo presente. E questi dati, combinati poi in un sistema ricorsivo di coordinazioni in essere con il suo comportamento, le fa nascere una ricorsività di coordinazioni consensuali nel mondo esterno, come modo per generare all’infinito, appunto, questo suo ed esclusivo comportamento.

Quindi la nostra cellula avverte il bisogno di comunicare e questo: per fare quello che gli altri le permetteranno di fare e che lei stessa vorrà e saprà fare.

Ma ben presto, pur vivendo tutto ciò, si accorgerà d’essere sola, di sentirsi stanca e così sentirà sempre più il bisogno di essere aiutata. E’ in questa domanda d’aiuto che questa nostra cellula si accorgerà dell’importanza di avere un linguaggio, cioè: un sistema di comunicazione per trasferire i propri dati al mondo che abita e permetterle di vivere questa sua esclusiva esistenza.

Ora abbandoniamo la metafora della cellula e parliamo di noi umani, del nostro linguaggio fatto di tante cose tra cui primeggiano le parole, quelle parole nate dal pensiero, da quel pensiero: continuo pervenire di messaggi che quella nostra brava cellula

(devo ancora solo nominarla una volta, o poche volte, ma senz’altro non vi esporrò una seconda volta la storia che di lei vi ho appena narrato),

dicevo: parole nate dal pensiero, da quel pensiero: continuo pervenire di messaggi che quella nostra brava cellula apprezza, elabora ed espande attraverso quei “fili” quelle “reti” di collegamento che chiamiamo Sistema Nervoso.

E’ lui, il Sistema Nervoso a raccogliere i dati dei miliardi di cellule che ci formano, dei miliardi di miliardi d’informazioni che giungono da tutte le cellule del nostro corpo.

Ma, dove andrà a finire tutto ciò?

Tutto ciò, alimenterà la Memoria.

Ma, cos’è la memoria, da dove arriva costei?

Già gli antichi Greci raccontavano di Memosyne: figlia del cielo e della terra che diventò in nove notti la madre delle Muse. E così: Poesia, Teatro, Musica e Danza finirono per generare il parto del grembo di Memosyne, che noi OGGI per praticità chiamiamo con il termine: Memoria.

Come poi afferma Heidegger (filosofo discepolo ed assistente di Husserl… che ha speso la sua vita per riattualizzare a noi il significato culturale del pensiero degli antichi Greci):

“La memoria è il raccoglimento del pensiero presso di ciò che ovunque già dapprima vorrebbe essere pensato. La memoria è cioè il raccoglimento del pensiero volto all’indietro. Quel pensiero volto all’indietro che riscopriamo e chiamiamo Poesia”.

Ora, è per questo nostro essere perennemente alla ricerca di senso, che noi umani trascorriamo il nostro tempo a produrre significati.

Quei significati importanti al nostro Essere per arrivare ad EsserCi e quindi a ritrovarCi attori perché il nostro Essente c’invita, ci pretende, ci modifica nell’Essere.

Senz’altro questo mio modo di parlare, v’impegna ad ascoltare parola dopo parola, in un lavoro che impegna ogni nostra conoscenza utile a decifrare quel significato, quella ricerca appunto di significato che ci permetterà di interagire insieme gli uni con gli altri.

E qui, cito quanto disse e scrisse (o scrisse e poi disse) negli anni novanta (e scrive e dice tuttora) il biologo e neurofisiologo cileno Humberto Maturana (nato a Santiago nel 1928):

“E’ nel nostro agire ricorsivo linguistico nella prassi del nostro vissuto che noi creiamo il mondo che abitiamo e lo facciamo appunto agendo ricorsivamente e linguisticamente nella nostra prassi”. Maturana considera poi, la cultura come una fitta rete di conversazioni utile a conservare un modo particolare di vivere. Ed anche il “Riflettere” ha a che fare con un allontanamento da ciò che si sta vivendo, per osservarlo e comprenderlo.

L’Ipnosi e la Comunicazione.

Ora, quanto sopra Vi ho esposto, senz’altro ci aiuta a comprendere perché come esseri umani viviamo nel linguaggio e perché poi perennemente vogliamo comunicare.

Allora, ecco la domanda che chiuderà questo mio intervento:

“Cosa c’entra l’Ipnosi con la Comunicazione?”.

Se mi permettete ancora qualche istante, risponderò in modo tale che il:

“Cosa c’entra”, diventi la risposta principale all’Essere dell’Ipnosi, cioè: dello stato mentale d’Ipnosi. Uno stato, uno spazio importante in cui costruiamo appunto questo nostro continuo e ricorsivo saper comunicare.

Come appena detto, l’Ipnosi rappresenta uno stato mentale della Comunicazione. Cioè uno stato di essere della mente. Quella mente che nasce dall’accumulo di pensieri. Quella mente che contiene la capacità di memoria. Quella mente che pone e coordina l’energia fluente dal nostro corpo e diretta dai nostri continui pensieri, esperienze e spiegazioni di dette esperienze.

La mente nasce ed esiste perché esistiamo come individui, esseri capaci di collezionare esperienze che sappiamo spiegare facendo appunto altre esperienze e così all’infinito.

La mente esiste per ordinare e catalogare queste nostre esperienze. Esperienze a loro volta motivo e non, di emozioni generanti pensieri. Emozioni con impronta centrale e permanente, a lungo immagazzinate appunto nella Memoria.

Memoria che non smette mai di esumare ricordi e quindi permettere al nostro Io di calcolare il proprio futuro.

Allora, ritornando alla nostra domanda di prima: “Cosa c’entra l’Ipnosi con la Comunicazione?”, la risposta che vi offro è la seguente:

“L’Ipnosi si accorda alla Comunicazione, come la Sensazione si fa guida per la nostra Percezione”, percezione che avrà luogo negli organi di senso che abbiamo e questo grazie ai recettori specifici di cui disponiamo e che però, NON DIMENTICHIAMOLO MAI, NON costituiscono un dato OGGETTIVO, BENSI’ uno stupendo strumento SOGGETTIVO, tutto ed esclusivamente nostro, NASCENTE DA NOI, per comunicare agli altri ed ANCHE a noi stessi, il mondo che viviamo e che intendiamo proporre attraverso questo percorso di vita a noi tanto personale ed importante”.

Vorrei richiamare la vostra attenzione sul fatto che l’Ipnosi ci appartiene e ci accompagna in ogni nostra passeggiata in quello che possiamo chiamare il nostro desiderio di Essere.

Permettetemi, infine di chiudere questa mia esposizione CON un, per me bellissimo, scritto di Fernando Pessoa (scrittore e poeta vissuto dal 1888 al 1935) figura culturale e nazionale Portoghese.

Pessoa lasciò molti scritti. Scriveva ogni volta che ne aveva l’ispirazione. Visse dal 1888 al 1935 e appunto, scrisse:

“Nel suo slancio spirituale l’istinto di conoscere non desiste mai. Non potendo conoscere con l’intelligenza, conosce con il sentimento, che è l’intelligenza del desiderio. E dove non può osservare, crede; dove non può calcolare, indovina; dove non può sottoporre a verifica, profetizza. Questa condizione dell’anima è il misticismo, e consiste nell’aver chiaro il sentimento di qualcosa di cui non si conosce la natura”.

Pessoa, compilando queste sue affermazioni sull’istinto di conoscere, ne indagava in sostanza i possibili effetti nel comportamento umano. Comportamento che da individuo ad individuo pur acquisendo soggettività, rimane sempre identico nelle tendenze che la mente della specie umana pone in essere.

Conclusione

Il “Cosa c’entra l’Ipnosi nella Comunicazione” diventa allora:

“Cosa fa l’Ipnosi nella comunicazione?”.

L’Ipnosi ci permette di ritrovare lo spazio dei nostri sentimenti, le motivazioni del nostro agire, i percorsi anche lontani di rotte cognitive da noi tracciate per consentirci un più diretto contatto con i significati emotivi che si formano nel vitale fluire di quella biologia che ci mantiene vitali.

L’Ipnosi si accorda ad ogni nostra comunicazione distillando il meglio del nostro modo di vivere le emozioni: parametro fondamentale ed indagabile appunto ricorrendo alla nostra capacità di riconoscere ed usare lo stato mentale d’Ipnosi.

L’ipnosi resta il motore di ogni nostra comunicazione, di quel lavoro che incessantemente poniamo in essere per sentirci vitali, e per soddisfare quell’EsserCi a cui tendiamo per avvertire l’Essenza dell’Essente che in noi si propone.

BIBLIOGRAFIA:

- L’Ipnosi per un Medico (a cura di Patrizio Bellini, Daniela Carissimi, Nadia Manghi, Elisabetta Zauli – Martina Editore, Bologna 2003)

- Ipnosi (dilatare la mente per conoscere e trasformare la realtà) di Gilberto Gamberini (Giunti Gruppo Editoriale, Firenze 2002)

- Il libro dell’inquietudine (di Bernardo Soares) di Ferdinando Pessoa (Feltrinelli Editore ventitreesima edizione ottobre 1999)

- L’albero della conoscenza di Humberto Maturana , Francisco Varela (Garzanti Libri S.p.A. 1999)

- Autopoiesi e cognizione (la realizzazione del vivente) di Humberto Maturana, Francisco Varela (Marsilio Editori S.p.A. Venezia 2001)

- Essere e tempo di Martin Heidegger (Longanesi Editore, Milano, quindicesima edizione 1976)

- The blind Watchmaker (l’orologiaio cieco) di Richard Dawkins (Penguin Books Ltd, Registered Offices Harmondsworth, Middlesex, England 1988)

- The Meme Machine di Susan Blackmore (Oxford University Press Inc. New York, 1999)

Bellini Patrizio , L’IPNOSI NELLA COMUNICAZIONE.

Parole chiave: ipnosi, comunicazione, sensazione, percezione, memoria, memetica, pensiero,

parola, linguaggio, essente, essenza, EsserCi.

RIASSUNTO

Il presente lavoro intende evidenziare quanto il fenomeno Ipnosi contribuisca a formare la natura della comunicazione. Ancorandosi a riferimenti storici, a metafore ed a stili espressivi di autori come Fernando Pessoa, Martin Heidegger, Humberto Maturana, Richard Dawkins e Susan Blackmore, l’autore articola il suo viaggio scivolando attraverso la storia dell’emozione, della memoria, del pensiero e del linguaggio.Conclude il suo lavoro citando il fenomeno Ipnosi quale strumento utile e vitale in ogni Comunicazione.

Bellini Patrizio, Hypnosis inside Communication

Key words: hypnosis, communication, sensation, perception, memory, memetics, thought,word, language, being, the being, to be in

SUMMARY

The present work is to evidence how Hypnosis lets to form the Communication’s Nature. Patrizio Bellini makes his cultural trip flowing across Emotion’s History, Memory, Thought and Language, putting his stones in History, Metafors and expressive Autors’Styles like Fernando Pessoa, Martin Heidegger, Humberto Maturana, Richard Dawkins and Susan Blackmore. This work ends with the affirmation of how hypnosis works and that it is an useful ad lived instrument in every Communication’s Style.

L’autore:

Dott. Patrizio Bellini

Medico Psicoterapeuta

Via Dante, 9 – 21057 OLGIATE OLONA (VA)

Tel. 00390331649796 – E-mail: pabellini@libero.it

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per forgiar di penne

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