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Induzione informale di Ipnosi

Per Erickson l'induzione d'ipnosi informale era semplicemente il processo di ricordare. Ad una persona del tutto estranea potete chiedere di parlarvi di un qualche luogo in cui è stata prima e che voi non avete mai visto. La portate a parlarvi di quel particolare luogo e poi potete suggerire che vede l'acqua, percepisce odori, ascolta suoni o qualsiasi cosa considerasse quando era in quel luogo. L’ipnosi informale è quella che avviene nelle situazioni naturali, spontanee della vita d’ogni giorno in cui si hanno dei cambiamenti della mente profonda, a volte non percepibili.

Informale inter-relazionale.

Nell’induzione d’ipnosi l’attenzione della persona può essere focalizzata al suo interno, per esempio concentrandosi sulle sensazioni che provengono dal proprio corpo, oppure all’esterno, per esempio su un’immagine.

Per Erickson l’induzione d’ipnosi informale era semplicemente il processo di ricordare. Ad una persona del tutto estranea potete chiedere di parlarvi di un qualche luogo in cui è stata prima e che voi non avete mai visto. La portate a parlarvi di quel particolare luogo e poi potete suggerire che vede l’acqua, percepisce odori, ascolta suoni o qualsiasi cosa considerasse quando era in quel luogo. L’ipnosi informale è quella che avviene nelle situazioni naturali, spontanee della vita d’ogni giorno in cui si hanno dei cambiamenti della mente profonda, a volte non percepibili.

Facciamo un esempio. Magari potremmo dire che: “In una giornata calda come questa… così calda… in cui le gomme delle auto… lasciano dei segni sull’asfalto… è molto gradevole… andare con la memoria… in un altro tempo… in un altro luogo… quando… proprio in una giornata come questa… facevamo delle cose molto più piacevoli… per il benessere del nostro corpo e della nostra mente… Tutti i rumori… vi arrivano sempre più lontani… e conciliano… il vostro desiderio di rilassarvi sempre di più… e… magari… di essere al mare… sdraiati sulla riva di quel mare… che… conosciamo… per le tante volte… che… ci siamo stati… e… di cui abbiamo goduto il refrigerio… e… di cui abbiamo vivo… il ricordo… e… l’immagine… nella nostra mente…

Ora… io conterò… dal numero 1 al numero 10… e man mano… che… conterò… voi… vi rilasserete… sempre di più… e… ritroverete… le sensazioni …più piacevoli… per voi… o… le foto… più belle… che… sono rimaste… impresse…nella vostra memoria… Quando… avrete raggiunto… tutto quello… che… vi siete prefissati… di ottenere… allora… io potrò… contare dal numero 10 al numero 1… e… al numero1… vi riprenderete… lentamente…come… se aveste fatto… un piacevole…sonno ristoratore… Ora… conteremo… insieme… dal numero 10 al numero 5… Molto bene… Gli ultimi quattro numeri… li penserete … da soli… mentalmente.”

Ci sono infiniti altri modi per ottenere una induzione informale; li vedremo nei successivi capitoli. Consideriamo, al momento, lo spiazzamento …..

Lo spiazzamento è l’interruzione dello schema mentale che una persona in quel momento sta usando. E’ un qualche cosa di inaspettato, strano, inaccettabile, che avviene in modo talmente rapido, per cui lo schema di riferimento mentale non riesce ad adattarsi.

Il soggetto resta momentaneamente bloccato e va in tilt.

L’induzione informale a livello terapeutico, può svilupparsi durante un normale colloquio, qualora s’instauri un particolare tipo di comunicazione che tiene conto delle modalità di funzionamento della nostra parte inconscia. Per esempio il modo di comunicare usando dei termini vaghi agisce direttamente a livello inconscio. È proprio la sua incompletezza che la rende operativa. In pratica, il terapeuta fornisce l’input e la persona, se è d’accordo, ci mette il contenuto. Lo stesso tipo di comunicazione, fatta a livello razionale, non avrebbe lo stesso impatto, in quanto non evocherebbe alcunché e metterebbe in rilievo solo delle lacune della comunicazione, a livello delle informazioni fornite.

Nelle induzioni informali non è riconoscibile l’uso di una tecnica. Se si usasse una tecnica, anche se perfetta nella sua esecuzione, senza tenere conto delle reazioni della persona, la tecnica non sarebbe credibile perché non ci sarebbe una comunicazione.

Il modo migliore per il terapeuta di comunicare: è trasmettere quello che sente. La spontaneità dà credibilità, l’artificio crea disagio. Le istruzioni vengono date come suggerimenti aperti, continuamente modificabili in rapporto alle reazioni ed al comportamento del soggetto. Ogni essere umano ha una visione del mondo diversa. Quando non si comprende, bisogna chiedere qual è. Interpretare e classificare secondo i propri schemi mentali induce in errore e fa perdere un sacco di tempo.La persona, di quanto le è proposto, sceglie in piena libertà quello che più le aggrada e diventa il compagno di un viaggio che si compie insieme.

Strada facendo, il rapporto si approfondisce e l’inconscio si apre a ventaglio, valutando ed elaborando le prospettive e le alternative proposte dal terapeuta.

Riproduzione riservata Gilberto Gamberini

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