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Egomania Dall'arte la raffigurazione della Psiche L'identità

Argomento sempre affascinante quello dell' identità. Si può dire che l'arte lo ha affrontato da sempre....L'individuo non è in effetti sempre uguale a sé stesso, ma piuttosto simile a qualcosa che, nel tempo, si sfoglia strato dopo strato, maschera dopo maschera. L'identità è dunque un'entità flessibile anziché rigida e il vecchio motto "conosci te stesso" si è via via andato a formulare come "conosci i molti te stesso"..... La tedesca Fritsch...rappresenta il simulacro di una svastica tedesca ottenuta con la composizione di un candelabro funebre, intende dimostrare a quale potenziale di morte può giungere l'egocentrismo.... Moro (Underdog, 2005) che propone cinque cani fusi in bronzo che si aggrediscono l'un l'altro. A ben vedere i cani sono identici e sono un modo di raccontare quanto una persona possa farsi del male continuando a lottare contro se stessa......Chaimowicz che ricerca la propria identità attraverso il ricorso alla memoria .....

Forme dell’identità
nel mondo globale

Fonte AVVENIRE Da Modena Giancarlo Papi

Argomento sempre affascinante quello dell’ identità. Si può dire che l’arte lo ha affrontato da sempre.

Oggi, poi, in epoca di globalizzazione mondiale la questione dell’identità in ogni sua sfumatura (culturale, psicanalitica, etnica, religiosa) ha assunto una rilevanza sempre più significativa, anche se l’identità viene spesso percepita in modo riduttivo come sinonimo di una condizione data, fissa e immutabile e non, più correttamente, come un processo in continuo divenire, influenzato dalle mutazioni psicologiche, biologiche e storiche di ogni singolo soggetto.

L’individuo non è in effetti sempre uguale a sé stesso, ma piuttosto simile a qualcosa che, nel tempo, si sfoglia strato dopo strato, maschera dopo maschera.

L’identità è dunque un’entità flessibile anziché rigida e il vecchio motto “conosci te stesso” si è via via andato a formulare come “conosci i molti te stesso”.
Attorno a questo tema e alle ossessioni che lo assediano è incentrata “Egomania” (catalogo Silvana Editoriale) allestita a Modena dalla Galleria Civica a cura di Milovan Farronato in collaborazione con Angela Vettese. La mostra, distribuita tra Palazzo Santa Margherita e Palazzina dei Giardini, coinvolge quindici artisti attraverso i quali il curatore ha individuato altrettante declinazioni, raggruppabili in tre sezioni, che mettono a fuoco il tema.
Katharina Fritsch, Anneè Olofsson, Rory Macbeth, Dongwook Lee e Hanne Darboven affrontano l’aspetto che potremmo definire del solipsismo, cioè di quell’atteggiamento in cui vi è una autocelebrazione del sé, della sua asserzione assoluta che esclude a priori l’altro. La tedesca Fritsch, per esempio, attraverso una delle sua opere più note (Kerzenstander, 1985) che rappresenta il simulacro di una svastica tedesca ottenuta con la composizione di un candelabro funebre, intende dimostrare a quale potenziale di morte può giungere l’egocentrismo.
Il fallimentare incontro con l’altro, ancorché segnato da una apparente apertura, è affrontato da Markus Schinwald, Liliana Moro Biorn Melhus e Marc Quinn. Particolarmente interessante l’opera dell’italiana Moro (Underdog, 2005) che propone cinque cani fusi in bronzo che si aggrediscono l’un l’altro.

A ben vedere i cani sono identici e sono un modo di raccontare quanto una persona possa farsi del male continuando a lottare contro se stessa.
Il lato, diciamo così con risvolto positivo, è affidato alla terza sezione che punta l’obiettivo su chi come Roberto Cuoghi, Ugo Rondinone, Naneun, Marc Camille Chaimowicz e Tim Hawkinson mirano alla estensione dei confini dell’ io, accettando di modificare il proprio punto di vista fino a riconoscere l’altro da sé.

Di grande efficacia e coinvolgimento si presenta il riadattamento di un allestimento (Enough Tiranny) del 1972 dell’inglese Chaimowicz che ricerca la propria identità attraverso il ricorso alla memoria (scritte, annotazioni, fotografie sbiadite, oggetti), alla quotidianità, ai suoni, al tempo concepito non in senso cronologico ma come entità fluida.

Modena, Palazzo Santa Margherita
Egomania
Fino al 2 maggio

Per approfondimenti Vilma guida di Arte Moderna

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