
S. Freud si occupò dell’ipnosi all’inizio della sua carriera per poi abbandonarla quando codificò la psicoanalisi
Le sue puntualizzazioni teoriche sull’ipnosi sono interessanti e straordinariamente moderne.
Nella recensione all’Ipnotismo di August Forel pubblicato nel 1899 S.Freud affermava : “ Lo stato ipnotico è provocato dalla suggestione la suggestione cioè la capacità di suggerire è un avvenimento tanto grandioso da poter essere paragonato alle maggiori scoperte o meglio ancora alle maggiori rivelazioni dello spirito umano”
Alle affermazioni critiche sull’ipnosi del consigliere Meynert che si esprimeva con giudizi da oracolo del tipo >
S.Freud replicava: “…Il rispetto della grandezza soprattutto di quella intellettuale è una delle più grandi virtù dell’uomo; ma deve prevalere il rispetto per i fatti.”
“L’ipnosi non si differenzia dal normale sonno e quando si sviluppa in modo completo corrisponde alle varie fasi del processo dell’addormentarsi si differenzia dal sonno normale solo per l’introduzione del rapporto tra il soggetto e colui che lo fa addormentare.”

“Si dice che i medici conoscano da sempre l’uso della suggestione > dicono; ed in realtà il medico anche se non esercita l’ipnosi è certamente soddisfatto quando è riuscito a sviare l’attenzione del paziente da un sintomo.”
Nel Trattamento psichico (Trattamento dell’anima ) pubblicato nel 1890 S.Freud affermava: “ Psiche è un vocabolo greco che significa anima Il trattamento psichico vuol dire trattamento di disturbi psichici o somatici con mezzi che agiscono in primo luogo e direttamente sulla psiche umana Questo mezzo è costituito anzitutto dalla parola e le parole sono anche lo strumento fondamentale del trattamento psichico Le parole dei nostri discorsi di tutti i giorni sono solo magia attenuata. Ma per comprendere come la scienza riesca almeno in parte a restituire alla parola la sua primitiva forza magica occorrerà scegliere una strada indiretta più vasta.”
La strada indiretta più vasta indicata da Freud è l’ipnosi.

“ Quella che chiamiamo lettura del pensiero può essere spiegata con gli impercettibili involontari movimenti dei muscoli che il medium effettua quando si compiono esperimenti con lui ad esempio quando ci si fa guidare da lui alla ricerca di un oggetto nascosto. ”
“ Così come si provocano o si esagerano i dolori dando loro importanza nello stesso modo questi scompaiono quando se ne distoglie l’attenzione. Questa esperienza può essere utilizzata con ogni bambino per tranquillizzarlo; nell’accanimento della lotta il guerriero adulto non avverte il dolore delle ferite; nell’estasi del suo sentimento religioso quando tutti i suoi pensieri sono rivolti alla divina ricompensa che lo attende molto probabilmente il martire diventa assolutamente insensibile ai dolori dei suoi tormenti. E’ meno facile illustrare con esempi l’influsso della volontà sui processi patologici somatici ma è lecito pensare che
la volontà di guarire o il desiderio di morire non siano irrilevanti per l’esito di casi gravi ed incerti di malattia. Nella condizione psichica dell’attesa si possono attivare una serie di forze psichiche efficacissime per contrastare e guarire malattie somatiche .l’attesa speranzosa e fiduciosa costituisce una forza attiva che dobbiamo senz’altro tenere in considerazione in tutti i nostri tentativi di terapia e di guarigione”.

“ Si può ipnotizzare costringendo il soggetto a tenere per qualche momento lo sguardo fisso su di un oggetto lucente o tenendogli un orologio accostato all’orecchio facendogli passare più volte a poca distanza le mani aperte sul viso e sulle membra in tutti questi sistemi c’è l’elemento comune della fissazione dell’attenzione Ma lo stesso effetto può essere ottenuto annunciando in tono sicuro e tranquillo alla persona da ipnotizzare il sopravvenire dello stato ipnotico e delle sue caratteristiche dunque suggerendole a parole l’ipnosi davvero in questo caso la parola è diventata magia”.
“Mentre in genere l’ipnotizzato si comporta nei riguardi del mondo esterno come una persona che dorme cioè se ne è allontanato con tutti i sensi per l’ipnotizzatore egli è sveglio vede e sente solo questo lo comprende e gli risponde. Questo fenomeno che nel caso dell’ipnosi viene denominato rapport ha un corrispondente nel modo di dormire di certe persone ad esempio della madre che allatta il proprio bambino”.
“ L’ipnosi genera un aumento della padronanza della psiche sul corpo “

“ Il medico di famiglia dovrebbe conoscere egli stesso la tecnica ipnotica e se pensa che sia il caso sia la persona siano idonei applicarla fin dall’inizio. In tutti i casi in cui può essere utilizzata l’ipnosi dovrebbe stare sullo stesso piano di tutti gli altri strumenti terapeutici L’ipnoterapia può essere usata nei vari stati nervosi e nei disturbi immaginari ma anche nelle malattie organiche perfino infiammatorie in cui nonostante persista il male di fondo c’è la possibilità di rimuovere quei sintomi che fanno soffrire “.
“Il presupposto fondamentale per cui con l’ipnosi si sarebbe riusciti a far perdere ai malati l’arbitrarietà del loro comportamento psichico è evidentemente insostenibile. Essi la conservano e già a cominciare dalla presa di posizione rispetto al tentativo di ipnotizzarli ne danno prova”.
“ Per quel che riguarda la profondità dell’ipnosi spesso succede di poter osservare un buon effetto della suggestione con un stordimento ipnotico abbastanza blando”.
In Ipnosi pubblicato nel 1891 S.Freud scriveva:
“ Chi si dispone ad ipnotizzare senza una piena fiducia sentendosi un po’ ridicolo in quella situazione chi con l’atteggiamento i gesti il tono di voce dà l’impressione di non sperare niente nell’esperimento non potrà stupirsi di un esito negativo..”
“ Si deve partire dal principio di non imporre mai ad un malato il trattamento ipnotico in quanto ci interromperebbero fatti spiacevoli che in realtà sono provocati dallo stato ansioso del paziente e dalla sua penosa impressione di essere sopraffatto ma che invece sarebbero certamente considerati effetti dell’ipnosi. Perciò quando c’è una forte resistenza contro l’ipnosi è più opportuno farne a meno invece il fatto che un paziente affermi di non avere paura dell’ipnosi ma di non credere in essa o di credere di non poterne trarre alcuna utilità non costituisce un fatto negativo. In questo caso gli si dice >”
“Bisogna anche dire che per alcune persone l’ostacolo al cadere in ipnosi è costituito proprio dal loro intenso desiderio di essere ipnotizzate “.
“ E’ importante che prima di farsi ipnotizzare il paziente veda altre persone in stato ipnotico ed impari per imitazione come debba comportarsi. Tutto ciò lo predispone psichicamente ”

M.H.Erickson andò al di là delle intuizioni di S.Freud in quanto amava dire che lui stesso andava in ipnosi trascinando per imitazione il paziente.

S.Freud aggiungeva:
“ Non sempre il successo dell’ipnosi corrisponde alla sua profondità; in un ipnosi molto lieve si possono ottenere delle modificazioni radicali ed invece anche in uno stato sonnambolico si può avere un esito assolutamente negativo “
“ Stabilire le indicazioni per quali malattie è opportuno usare l’ipnosi è più difficile che per gli altri metodi terapeutici in quanto nell’ipnoterapia l’importanza delle reazioni del singolo individuo è quasi pari a quella del tipo di malattia da debellare Se l’ipnoterapia riguarda solo i sintomi e non anche i processi patologici si può solo dire che questa via che essa è costretta a praticare è la stessa che seguono altre terapie. Nel caso l’ipnosi abbia avuto successo la durata della guarigione dipende dagli stessi elementi che valgono per gli altri rimedi terapeutici. La guarigione durerà a lungo nel caso in cui i fenomeni erano solo effetti tardivi di un processo già concluso; invece è probabile un ritorno del male se ancora sussistono le cause che davano luogo ai sintomi patologici in tutti i casi in cui i sintomi patologici abbiano un’origine puramente psichica l’ipnosi ha tutte le caratteristiche di una terapia causale “.

Le premesse teoriche di S.Freud sull’ipnosi erano geniali in larga parte condivisibili ed andavano oltre il limiti del tempo.
L’induzione d’ipnosi all’epoca di S.Freud era di tipo autoritaria. Il paziente ideale doveva essere ubbidiente e suggestionabile cioè accettare tutto quello che gli veniva proposto dal terapeuta. Non era dissimile nelle modalità a quella che ancor oggi viene praticata nell’ipnosi da teatro. Nella terapia praticata attraverso l’ipnosi autoritaria gli scopi erano nobili in quanto si cercava un mezzo valido per togliere dei sintomi patologici ma nella modalità di imporre il proprio metodo e la propria verità si creava il paradosso che si sceglievano le persone obbedienti ed in pratica si scartavano i buoni soggetti ipnotici cioè quelli in grado di elaborare di porsi da un punto di vista diverso rispetto al proprio problema di cambiare e quindi in ultima analisi di avviare un processo di guarigione attingendo alle potenzialità profonde sopite in ognuno di noi. Nell’ipnosi da teatro gli scopi sono diversi in quanto sono solo quelli dell’ipnotista. Gli scopi dell’ipnotista da teatro sono quelli di realizzare una macroscopica profondità e fenomenologia della trance. Le modalità usate dall’ipnotista da teatro per dimostrare la sua potenza sono: la cattura dell’interesse una capacità di osservazione molto sviluppata un grande allenamento a cogliere cenni sensoriali minimi di tipo subliminale (ad esempio i movimenti del corpo degli occhi delle labbra del viso del collo attorno alle corde vocali dei muscoli della respirazione tale metodologia permette apparentemente la lettura della mente ) la percezione di segnali tattili ( pulsazione resistenza o rilassamento del polso ) ricalco del respiro tecniche non verbali l’uso degli accessi oculari ( che consentono di comprendere se la persona sta elaborando mentalmente a livello auditivo cenestesico o visivo ) la scelta della persona obbediente ordini impositivi l’uso di espressioni verbali vaghe che possono significare tutto ed il contrario di tutto lo spiazzamento la distrazione la confusione e la manipolazione di tutti i dati raccolti. M.H.Erickson invitava spesso ad osservare tutto quello che apparentemente non è visibile perché le persone tradiscono le paure che stanno cercando di nascondere.
M.H.Erickson contestò più volte l’ipnosi da teatro facendo degli esperimenti con i suoi studenti. In uno di questi uno studente aveva nascosto un oggetto in un palazzo a più piani. M.H.Erickson lo teneva per mano toccandogli il polso.
Erickson ritrovò l’oggetto perché in base alla resistenza che sentiva al polso dello studente capiva che quella era la direzione giusta quando invece sentiva il polso rilassato comprendeva che quella era la direzione sbagliata.
Riproduzione riservata Gilberto Gamberini
fonte Freud: Sogno, Ipnosi e Suggestione
foto riprodotte a fini didattico esplicativi

gilberto gamberini








