M.H.Erickson I messaggi subliminali II

Osservare liberandosi dai preconcetti e dalle idee precostituite che ti impediscono di vedere. E’ un concetto dolcemente ossessivo quello di Milton H. Erickson che accompagnerà tutta la sua psicoterapia e che iniziò fin dalla sua infanzia. Era forse quella la sua magia.Osservare, guardare, poter vedere al di la dei muri e delle apparenze......Il tono della voce il modo di dire le cose,al di la delle cose che venivano dette, il suo atteggiamento corporeo, il suo modo di muoversi, il suo modo di guardare, il suo trasalire ...con apparenti divagazioni e storie che raccontava, permetteva a Milton H. Erickson di comprendere chi aveva di fronte...ma non era lettura del pensiero....

Osservare liberandosi dai preconcetti e dalle idee precostituite che ti impediscono di vedere.

E’ un concetto dolcemente ossessivo quello di Milton H. Erickson che accompagnerà tutta la sua psicoterapia e che iniziò fin dalla sua infanzia. Era forse quella la sua magia.

Osservare, guardare, poter vedere al di la dei muri e delle apparenze.

 

Durante la sua infanzia temette di morire ma non lo comprese da solo,

lo capì dall’atteggiamento particolarmente premuroso della madre,

in quella particolare mattina.

Ed allora chiese alla madre di spostare la cassapanca che era posta davanti alla finestra perché dal suo letto gli impediva di guardare fuori.

“per nulla al mondo poteva privarsi prima di morire

di guardare per l’ultima volta il tramonto”

 

In un’altra occasione a forza di osservare dal suo letto le sue sorelle che si aggiravano nella sua stanza aveva compreso quando volevano dire si coi movimenti del proprio corpo anche se la loro risposta verbale era no….

Aveva scoperto il linguaggio subliminale del corpo,

il linguaggio subliminale della comunicazione, 

non solo di quella umana,

perché Milton H. Erickson era un attento ed implacabile osservatore anche degli esseri animali

come abbiamo avuto modo di osservare nella Pet Theraphy,

di cui  ebbe profonde intuizioni;

nonchè osservatore del mondo vegetale

come in  “gradazioni diverse di verde” in ossevare con occhio innocente…

 

L’uomo….uno  e trino….

 

Le profonde intuizioni di Milton H. Erickson non sempre seguivano a codificazioni sistemiche, perché Milton H. Erickson era attento

alle cose importanti, a particolari che per altri erano insignificanti,

ma che a lui permettevano di penetrare nell’animo umano.

Ad altre cose della vita Milton H. Erickson era meno attento,

quasi distratto, teso alla essenzialità delle cose che per lui contavano.

Da adulto fu proprio l’osservazione che gli permise di confutare molti maghi o manipolatori che erano in grado di produrre una fenomenologia che attirava il pubblico.

 

Un giorno disse ad un suo studente di nascondere un oggetto all’interno della Università, dicendogli che lui avrebbe ritrovato.

L’esperimento ebbe pieno successo, fra lo stupore generale e lo studente incredulo,  Milton H. Erickson trovò quell’oggetto.

Sorridendo spiegò l’arcano.

Per Milton H. Erickson era tutto molto semplice.

Aveva applicato l’osservazione non solo visiva ma anche sensoriale

a livello subliminale.

 

Aveva tenuto per mano lo studente, in modo tale che quel contatto gli permettesse di capire ancora meglio.

Osservò la sua respirazione, nelle escursioni che compiva il  torace,

i movimenti del pomo di adamo, il suo battito che percepiva al polso,

la sua sudorazione, la sua temperatura corporea,

gli atteggiamenti che teneva di resistenza o di accondiscendenza.

Era chiaro che se il suo polso, la sua mano dimostrava resistenza, se la sua respirazione aumentava, se il suo battito cresceva  significava che la direzione era quella giusta;

se invece si rilassava voleva dire che l’oggetto nascosto

non era in quella direzione.

Passo dopo passo la magia poteva espletarsi

ed infatti trovò l’oggetto al secondo piano di quell’edificio universitario.

 

Quali sono le applicazioni pratiche e terapeutiche di tale atteggiamento mentale di apertura totale a 360 gradi che permette di osservare?

Il tono  della voce usato dal paziente, il modo di dire le cose,

al di la delle cose che venivano dette, il suo atteggiamento corporeo,

il suo modo di muoversi, il suo modo di guardare, il suo trasalire

o di recepire il messaggio che Milton H. Erickson lanciava “en passant” con apparenti divagazioni e storie che raccontava, gli permetteva,

al di la delle parole che il paziente usava, di comprendere chi aveva di fronte, se avrebbe collaborato o no, se era motivato o meno, se sarebbe stato trascinato in una terapia controvoglia.

(che peraltro Milton H. Erickson non accettava)

 

Nella paziente  che lui invitò a salire sulla montagna all’alba sullo Squaw Peak    Milton H. Erickson aveva notato una eccessiva cura su certe parti visibili come il viso, le mani e le unghie accuratamente limate e laccate. Milton H. Erickson aveva compreso che la stessa cura non la aveva per il suo corpo…….altrimenti sarebbe dimagrita…..

 

L’atteggiamento di Milton H. Erickson non era però mai categorico o assoluto, se la paziente ricercava un cambiamento,  il modo di porsi sarebbe stato diverso e lui l’avrebbe aiutata.

 

In un altro caso dall’atteggiamento del corpo di una donna

Milton H. Erickson intuì delle cose che espresse,

al di la di quello che lei gli stava dicendo.

Milton H. Erickson le chiese a bruciapelo

“quanti anni sono che lei tradisce suo marito?”

Poteva non c’entrare nulla……

ma noi fu così perché lei rispose “come ha fatto a capirlo?”

E’ quello che Sigmund Freud chiama lettura della mente…..

 

In un’altra occasione entrò una bellissima donna

che espresse alcuni suoi dubbi a Milton H. Erickson

“ io non so se lei è il terapeuta giusto per me”

Milton H. Erickson rispose “non solo sono il terapeuta giusto per lei

ma sono il terapeuta migliore che lei possa trovare”

E… la donna un po’ irritata

“non le sembra di essere un pò troppo presuntuoso?”

Milton H. Erickson che aveva notato molte cose, sul suo  modo di comportarsi e di muoversi, disse

“ no e le dimostro subito che sono il miglior terapeuta che lei possa trovare….perchè lei si traveste… da donna?”

Milton H. Erickson poteva anche sbagliarsi ma la “donna” confermò

quello che il “mago” Milton H. Erickson aveva attentamente osservato…..

 

Copyright © 2004-2007 [Gilberto Gamberini]. Tutti i diritti riservati.

 

foto riprodotte  a fini didattico esplicativi

 

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Pubblicato il 1 marzo 2006 in: OSSERVARE Punti di Vista Psicoterapia Cambiamento

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