
Partecipò alle finali di miss Italia,
ma lei non si sentiva bella.
Era la madre che la aveva spinta a fare quel concorso.
Ma anche quel traguardo,
che le aveva aperto le porte della alta moda,
non le aveva fatto mutare il concetto,
l’idea,
l’immagine che lei aveva di se.
Perché lei si sentiva brutta,
così si percepiva dentro.

Gli uomini,
che l’apprezzavano e l’ammiravano,
li giudicava stupidi e falsi,
e lei non si sentiva attratta da loro.
Lei non disprezzava il bello,
ma non se ne sentiva parte.
Passò del tempo .
ma non cambiò il suo modo di percepire
quella fastidiosa attenzione,
che sentiva attorno a se.
Finchè un giorno… incontrò un uomo
brutto ed insignificante, sgraziato ed ignorante,
che disprezzava le donne,
che non comprendeva il bello.
Quell’uomo la trattò diversamente dagli altri,
quell’uomo che disprezzava la bellezza,
disprezzò quella bellezza,
che, lei, per prima, non percepiva.
E lei se ne innamorò.
Si innamorò
dell’unico uomo,
che non solo non la corteggiava,
ma, che, poneva in risalto la sua completa mancanza di attrazione.
E lei perse la testa per lui,
perché lui era “vero”
e le ribadiva l’idea che lei aveva di se stessa.
Lei si lasciò cadere verso il basso,
sempre più giù,
fino a perdere il rispetto per se stessa
per quello che fu costretta a fare ,
fino a morire dentro….
di quelle morti che non appaiono,
in cui si esce di scena senza clamore…

Come io mi sento,
così io mi percepisco,
al di là di come gli altri mi vedono .
al di la di come realmente sono,
oltre la maschera del mio inespresso amore.

Riproduzione riservata Gilberto Gamberini

gilberto gamberini









Anteprima del commento