Dovrebbe comprendere il massimo rispetto chi è affetto da una malattia, che implica un cambiamento totale del rapporto con se stessi e con gli altri, e che induce emarginazione, ossessione, depressione, dolore interiore che spesso non si riesce ad affrontare da soli e che le persone intorno non riescono a comprendere nella sua drammaticità, nella sua perdita di legami, di affetti, di tessuto sociale, ed a volte della mancanza di futuro…
Matto…uno sguardo triste o troppo allegro, stanco o senza sosta, nel matto vi è tutto l’universo degli estremi…

lontano da un centro che non si riesce a ritrovare….
Matto….una ragione in caduta libera, una emozione che non si comprende e che stenta a farsi capire….
Matto…un mondo a testa in giù…in cui invece del cielo, si beccano i calci in faccia…
Matto…. è sempre l’ultimo…e dopo di lui non c’è più nessun altro…
Matto… marchio che ti porti dietro, che ti toglie credibilità e saggezza, qualunque cosa dica non conta nulla…

Matto…. può dire e fare di tutto, purchè nelle case degli altri…
Matto …o venivi rinchiuso o lasciato libero senza avere la coscienza di questo dono…
Matto… è abbandono…
Matto… una corsa trafelata senza meta, un fermarsi a metà senza riuscire a capire…
Matto… è la saggezza e l’avvillimento dei poveri e della gente di strada…..
Matto… sguardo perso in un vuoto, che non sa come riempire….
Matto… delirio di essere un qualcuno che non potrà mai essere…

Se sei un matto buono… devi sopportare tutto, anche la stupidità di chi matto non è, che ha un vuoto non innato o provocato, ma coltivato…
Se sei un matto che non sopporta…sei un matto cattivo e ti devono isolare…
Matto…
La parola matto…
non dovrebbe essere usata per offendere chi è già offeso….

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gilberto gamberini









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