DENTILANDIA Il paese dei denti felici

"Dentalandia" è una favola dedicata non solo ai bambini che sono i nostri piccoli pazienti, ma anche in particolare modo agli odontoia­tri ed ai loro collaboratori che, insieme ai genitori, accompagnano i bambini nel loro percorso di crescita. Questa favola è ideata come uno strumento per entrare in un mondo nascosto dentro ciascuno di noi, un mondo pieno di emo­zioni, sentimenti e sensazioni. "Dentalandia" è una chiave per aprire la porta del mondo infantile che per sempre portiamo dentro di noi, è un gioco... E il gioco è come un treno che ci può portare lontano a visitare i posti dove c'è la magia... Basta salire sul questo treno magico, e la nostra fantasia ci accom­pagnerà in questo viaggio meraviglioso, in un paese dei denti felici con il nome strano: DENTALANDIA...

La favola in odontoiatia
“Dentalandia” è una favola dedicata non solo ai bambini che sono i nostri piccoli pazienti, ma anche in particolare modo agli odontoia­tri ed ai loro collaboratori che, insieme ai genitori, accompagnano i bambini nel loro percorso di crescita.

Questa favola è ideata come uno strumento per entrare in un mondo nascosto dentro ciascuno di noi, un mondo pieno di emo­zioni, sentimenti e sensazioni.

“Dentalandia” è una chiave per aprire la porta del mondo infantile che per sempre portiamo dentro di noi, è un gioco… E il gioco è come un treno che ci può portare lontano a visitare i posti dove c’è la magia

Basta salire sul questo treno magico, e la nostra fantasia ci accom­pagnerà in questo viaggio meraviglioso, in un paese dei denti felici con il nome strano: DENTALANDIA…

Dentalandia, il paese dei denti felici

C’era una volta nel regno di Dentalandia un paese tanto felice che si chiamava Dentalia.

I suoi abitanti erano persone simpatiche, sempre sorridenti, con un nome strano “dentaliani”. I dentaliani erano esserini simpatici dal muso rotondo e dagli oc­chietti furbi e vivaci. Vivevano felici nelle loro casette bianche, mol­to graziose. Ogni giorno mettevano in ordine le loro casette e si­stemavano i loro giardini. Avevano molto riguardo per le proprie cose e rispetto per quelle degli altri.

Era una vera oasi felice. Ma un bel giorno, arrivò nella piazza del paese un messaggero in alta uniforme, tutto agitato, in sella ad un cavallo

“Udite! udite!” proclamò a gran voce ai cittadini di Dentilandia.

Ad un tratto si aprirono tutte le case e i dentaliani sorpresi precipitarono alle finestre, uscirono dalle loro botteghe, scesero elle strade ad ascoltare incuriositi. “Dentaliani”, disse il messaggero, “vi comunico che Dentalandia riceverà presto un ospite d’eccezione conosciuto in tutto il mondo, il prìncipe Caramellino, nipote del nostro amato re.

Per un istante scese un silenzio quasi irreeale tra gli abitanti di Dentalandia. Poi incominciarono a saltare battere le mani, finché improvvisamente, Molaris, primo cittadino e Sindaco di Dentalandia, fece un passo in avanti, prese la parola e disse a gran voce: “siamo onorati di ricevere il principe Caramellino» ma vogliamo sapere subito quando arriverà. ” Arriverà domani! Sara` accompagnato dal suo seguito personale cuochi e servi” rispose il messaggero, chiuse la sua pergamena e si allontanò al galoppo dal paese.

L’indomani, appena prima del tramonto, il principe Caramellino, con tutto il suo seguito, giunse nella piazza del paese. Molaris, il sindaco, inchinandosi innanzi all’illustre ospite gli diede il benvenuto a nome proprio e della cittadinanza. “Benvenuto principe Ca­ramellino, siamo al tuo servizio e ogni tuo desiderio sarà per noi un ordine”.

Il principe ringraziò per la festosa accoglienza e i suoi cuochi coinciarono a preparare subito un banchetto memorabile.

I dentaliani non avevano mai visto né conosciuto quei piatti e quei sapori ed erano molto sorpresi. Quando fu tutto pronto, il principe Caramellino aprì i festeggiamenti e tutti incominciarono a bere ed mangiare. Non ci volle molto tempo per vedere che sui tavoli erano rimaste solo le briciole.

I dentaliani, soddisfatti, contenti, con , pancia piena, andarono a dormire, e nessuno di loro si preoccupò di pulire né le strade né la propria casa. Nessuno di loro sospettava quello che si sarebbe verificato nella stessa notte.

Gli abitanti di Dentalandia dormivano profondamente, stanchi per la giornata intensa, e nessuno si accorse che i cuccioli del principe, una razza un po’ strana e cattivella di nome bacterius, erano stati trascurati per tutto il giorno.

Le piccole bestiole affamate uscirono dalle gabbiette alla ricerca di cibo. Pezzetti di cibo sbriciolati erano sparsi dovunque nelle piazze, e i piccoli bacterius non fecero nessuna fatica per soddisfare il loro appetito. Si divertivano, saltellavano, ridevano, finché all’improvviso: puffs! Cominciarono a sdoppiarsi e puffs ancora una volta, e ancora, e ancora…

Mentre tutti dormivano ignari di quello che stava succedendo i bacterius piano piano popolavano tutto il paese. Il mattino seguente, Ovunque guardasse si vedevano solo loro e nessuno sapeva da dove potesse­ro essere giunti. I dentaliani cominciarono a pulire le loro case ma i bacterius saltavano qua e là, continuando a moltipllcarsi. I dentaliani preoccupati chiamarono subito il sindaco Molaris, che stava ancora sonnecchiando. Vista la gravita della situazione Mola­ris rimase sconvolto e scoppiò in lacrime.

“Ci mancavano solo bacterius! Lo sapevo che non dovevo distrarmi alla festa, ecco dovei ci ha portato la nostra golosità! Adesso non potremo mai più esserel il paese felice. Dovete sapere” disse al suoi concittadini “che gli animaletti che vedete saltare per le strade si chiamano bacterìus, Sono molto dispettosi e aggressivi, e lutto quello che mangiano lo trasformano in acidi”. Rimasero tutti in silenzio finché improvvisamente Molaris ebbe un’idea illuminante.

“Devo chiamare il mio vecchio amico, il doctor Dentis per chiedegli un consiglio. Lui saprà come aiutarmi”. Subito fu dato l`incarico ad un messaggero di mandare a chiamare doctor Dentist.

“Carissimo Molaris, quanto tempo e passato dal nostro ultimo incontro, è successo qualcosa di grave? chiese preoccupato il dottore. “In e/lètti” replicò Molaris “è passato molto tempo, forse troppo dal nostro ultimo incontro, ma sapevo di poter contare sulla tua amicizia”. Con grande precisione il sindaco aggiornò il doctor Dentist sull’accaduto. Al termine del racconto il doctor Dentist disse: “la situazione è seria ma si può risolvere.

Voi abitanti di Dentalandia non conoscete il mago Spazzolin. Credo sia molto importante che ve lo presenti”.

Poco dopo si presentò un tipo strano, con i baffi lunghi e disse se­riamente: ”prima di tutto, ognuno di voi si deve ricordare che i bacterius sono molto pericolosi se abbandonati a se slessi. Per combatterli, dovete pulire come specchi le piazze e le vostre case.

Adesso, mettiamoci tutti al lavoro!”

I dentaliani erano molto contenti di risolvere il loro problema e se­guirono il mago Spazzolin con tanta attenzione. Quando finì, il mago Spazzolin mise i suoi lunghi baffi sotto l’acqua della fontana della piazza, li lavò con cura, e si mise al sole per asciugarli.

“Di­chiaro che adesso Dentalandia è di nuovo il paese dei denti felici. Cari amici, vi ringrazio di avermi chiamato e ci rivediamo stasera “. Mentre il sole tramontava a Dentalandia tornò il sorriso e tutti vis­sero felici e contenti

.fonte tutti i diritti riservati SMIPI Convegno anestesiologia e rianimazione

foto riprodotte a fini didattico esplicativo

BIBLIOGRAFIA

1. Philip Barker

• L’uso della metafora in psicoterapia. (Astrolabio, 1987)

2. K. Bandler e G. Grinder

• La struttura della magia. (Astrolabio, 1981)

3. Milton H. Ericson, lìrnest L. Rossi, Sheila I. Rossi

• Tecniche di suggestione ipnotica. (Astrolabio, 1979)

4. Riccardo Arone di Bertolino

• Lo slato di Ipnosi.

(Rivista Medica Italiana di Psicoterapia ed Ipnosi Voi. 1- 1989, S.M.I.P.I.)

5. Marco Spinicci

• L’ipnosi, ed esplode il nostro inconscio.

(Rivista Medica Italiana di Psicoterapia ed ipnosi Vol.I 1995, S.M.I.P.I.)

6. Umberto Monlecorboli

• L’ipnosi nel paziente in fase avanzata: Risorsa palliativa o terapeutica? (Rivista Medica diIpnosi e psicoterapia

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Pubblicato il 12 aprile 2006 in: Corso Ipnosi Comunicazione Psicoterapia Erickson

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