F.GRANONE L`analgesia ipnotica nella neoplasia

essendo il dolore una presa di coscienza di un'aggressione, grande o pic­cola, portata al nostro organismo; la quale prevede l'attività vigile della corteccia e del­la zona limbica, è presumibile che tutto ciò che contribuisce a spegnere questa attività, dai farmaci (barbiturici, antidepressivi, anti-ansia, ecc.), alla distrazione, può produrre la disattivazione della presa di coscienza del dolore e quindi analgesia

Intimi rapporti mente-corpo spiegano come una ideoplasia ipnotica possa modificare le più profonde reazioni organo viscerali.

Studi compiuti da più parti hanno appurato come, essendo sistemi immunitario e nervoso collegati fra loro, stress, solitudine e depressione possano riattivare virus dormienti paralizzando la risposta linfocitaria  immunitaria.

Inoltre, e questo dato ci sembra particolarmente importante, è stato sperimentalmente dimostrato da studiosi della Università di Rochester come sia possibile condizionare pavlonianamente la reazione immunitaria, influenzandola in una data dirczione. Ricor­derò come esperimenti da me condotti al­l’Ospedale di Vercelli hanno dimostrato che i condizionamenti e decondizionamenti sono molto più facilmente instaurabili durante la trance ipnotica. Ecco, con ciò, un’altra risposta alla domanda « l’ipnosi perché ».

Da Butler nel 1954, sino ad oggi, la lette­ratura straniera è ricca di pubblicazioni sul­l’impiego dell’ipnosi nella cura del cancro.

 

..la base neurofisiologica dell’analgesia ipnotica …Personalmente ritengo che essa possa avve­rarsi anche perché la sensazione algogena non è accolta a far parte dei fenomeni psico­logici coscienti per via dello stato di disso­ciazione peculiare della condizione ipnotica. Ciò anche se la trasmissione degli impulsi dolorifici avviene, tanto che possono essere elettroencefalograficamente registrati.

 

Difatto essendo il dolore una presa di coscienza di un’aggressione, grande o pic­cola, portata al nostro organismo; la quale prevede l’attività vigile della corteccia e del­la zona limbica, è presumibile che tutto ciò che contribuisce a spegnere questa attività, dai farmaci (barbiturici, antidepressivi, anti-ansia, ecc.), alla distrazione, può produrre la disattivazione della presa di coscienza del dolore e quindi analgesia.

 

L’ipnosi vigile da me clinicamente individuata, viene stimata da vari A. come un valido contributo alla conoscenza dei sistemi autogeni di analgesia discendenti (serotoninergici o noradreniner-gici); attivati da meccanismi psichici con sede nella corteccia e nella regione limbica, durante i particolari « stati di coscienza della ipnosi.

fonte

F. Granone: Hypnosis in the multidisciplinary treatment of neoplastic pain.

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