L'ipnosi è dunque manipolazione? Quale prevenzione?

Gli avvenimenti descritti e analizzati, e le relative dinamiche, sembrerebbero essere in contrasto con la conclusione a cui sono pervenuti tutti gli ipnologi, che hanno stu­diato se vi fosse possibilità di plagio e di coartazione nello stato mentale di ipnosi: che è impossibile far compiere al soggetto in ipnosi azioni in contrasto con i propri principi. Conclusione che invece non è posta in discussione da questi eventi: perché per un cassiere di banca consegnare del danaro ai clienti è un'azione normale, lecita e abi­tudinaria. In effetti, con le prassi operative descritte viene modificato temporaneamente per il soggetto il contesto in cui opera. Per cui un'azione, in realtà ingiustificata, viene com­piuta e vissuta come un comportamento normale. L'amnesia postipnotica, non infrequente effetto secondario delle tecniche di confu­sione, viene potenziata e stabilizzata (per il tempo necessario) dalle relative istruzio­ni disseminate.

Posso quindi proporre solo due tipi di soluzioni che potrebbero efficacemente evitare il ripetersi di simili episodi.

1) Affiancare un supervisore a ciascun componente del personale di cassa e dell’al­tro personale, che sia operativamente in condizioni di prendere decisioni immediate e irrevocabili.

2) Istituire un programma mirato di formazione che sia in grado di rendere la mente inconscia del personale completamente resistente a queste tecniche.

DISCUSSIONE

Gli avvenimenti descritti e analizzati, e le relative dinamiche, sembrerebbero essere in contrasto con la conclusione a cui sono pervenuti tutti gli ipnologi, che hanno stu­diato se vi fosse possibilità di plagio e di coartazione nello stato mentale di ipnosi: che è impossibile far compiere al soggetto in ipnosi azioni in contrasto con i propri principi.

Conclusione che invece non è posta in discussione da questi eventi: perché per un cassiere di banca consegnare del danaro ai clienti è un’azione normale, lecita e abi­tudinaria.

In effetti, con le prassi operative descritte viene modificato temporaneamente per il soggetto il contesto in cui opera. Per cui un’azione, in realtà ingiustificata, viene com­piuta e vissuta come un comportamento normale.

L’amnesia postipnotica, non infrequente effetto secondario delle tecniche di confu­sione, viene potenziata e stabilizzata (per il tempo necessario) dalle relative istruzio­ni disseminate.

La modalità di intervento che ho potuto identificare, non solo in questi casi, ma anche in altri in seguito riportati dalla stampa, segue questo schema:

a) Elementi ambientali:

- situazione tranquilla di rapporto diretto

- nessun osservatore “estraneo” attento all’azione (colleghi del soggetto, clienti)

b) Elementi operativi:

- un operatore .e un osservatore

- stimoli di focalizzazione generica dell’attenzione (particolare modo di vestire e
di parlare)

- stimoli di focalizzazione specifici (banconota, anello)

e) Tecniche codificate identificabili d’induzione:

- di shock

- di confusione

- di disseminazione.

CONCLUSIONI

L’applicazione delle tecniche identificate e descritte non è in sé di estrema facilità. Ma per raggiungere un obiettivo contingente e temporaneo, come quello descritto, bastano una notevole sicurezza e un’altrettanto notevole abilità, ottenuta con un vali­do allenamento.

In campo terapeutico è abbastanza raro sia utile l’uso di queste tecniche, che hanno quasi sempre valore come fasi dì passaggio e non come elementi conclusivi per otte­nere un cambiamento positivo stabile nel paziente.

L’affinarsi e l’approfondirsi della comprensione delle dinamiche relazionali e intrap-sichiche ha ottenuto la messa a punto di tecniche che possono ottenere uno stato di ipnosi operativamente efficace nella quasi totalità dei casi.

La maggiore diffusione, negli ultimi tempi, dell’uso dell’ipnosi per scopi criminali, è dovuta al fatto che queste tecniche sono descrivibili. Si possono quindi insegnare ad apprendere. Per cui, purtroppo, sono alla portata di chiunque abbia una nativa abi­lità di eloquio per applicarle e la costanza di apprenderle e allenarle. Fortunatamente vengono ottenuti risultati criminalmente soddisfacenti solo in casi in cui sia possibile raggiungere una conclusione immediata e non più rivedibile, perché l’effetto è solo intraipnotico e temporaneo.

Probabilmente nella criminologia odierna vi sono altri casi in cui una” valutazione ipnologica potrebbe essere chiarimento e soluzione di fatti altrimenti inspiegabili per la giustizia.

fonte Riccardo Arone di Bertolino

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Pubblicato il 15 maggio 2006 in: Corso Ipnosi Comunicazione Psicoterapia Erickson

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