
Posso quindi proporre solo due tipi di soluzioni che potrebbero efficacemente evitare il ripetersi di simili episodi.
1) Affiancare un supervisore a ciascun componente del personale di cassa e dell’altro personale, che sia operativamente in condizioni di prendere decisioni immediate e irrevocabili.
2) Istituire un programma mirato di formazione che sia in grado di rendere la mente inconscia del personale completamente resistente a queste tecniche.
DISCUSSIONE
Gli avvenimenti descritti e analizzati, e le relative dinamiche, sembrerebbero essere in contrasto con la conclusione a cui sono pervenuti tutti gli ipnologi, che hanno studiato se vi fosse possibilità di plagio e di coartazione nello stato mentale di ipnosi: che è impossibile far compiere al soggetto in ipnosi azioni in contrasto con i propri principi.
Conclusione che invece non è posta in discussione da questi eventi: perché per un cassiere di banca consegnare del danaro ai clienti è un’azione normale, lecita e abitudinaria.
In effetti, con le prassi operative descritte viene modificato temporaneamente per il soggetto il contesto in cui opera. Per cui un’azione, in realtà ingiustificata, viene compiuta e vissuta come un comportamento normale.
L’amnesia postipnotica, non infrequente effetto secondario delle tecniche di confusione, viene potenziata e stabilizzata (per il tempo necessario) dalle relative istruzioni disseminate.
La modalità di intervento che ho potuto identificare, non solo in questi casi, ma anche in altri in seguito riportati dalla stampa, segue questo schema:
a) Elementi ambientali:
- situazione tranquilla di rapporto diretto
- nessun osservatore “estraneo” attento all’azione (colleghi del soggetto, clienti)
b) Elementi operativi:
- un operatore .e un osservatore
- stimoli di focalizzazione generica dell’attenzione (particolare modo di vestire e
di parlare)
- stimoli di focalizzazione specifici (banconota, anello)
e) Tecniche codificate identificabili d’induzione:
- di shock
- di confusione
- di disseminazione.
CONCLUSIONI
L’applicazione delle tecniche identificate e descritte non è in sé di estrema facilità. Ma per raggiungere un obiettivo contingente e temporaneo, come quello descritto, bastano una notevole sicurezza e un’altrettanto notevole abilità, ottenuta con un valido allenamento.
In campo terapeutico è abbastanza raro sia utile l’uso di queste tecniche, che hanno quasi sempre valore come fasi dì passaggio e non come elementi conclusivi per ottenere un cambiamento positivo stabile nel paziente.
L’affinarsi e l’approfondirsi della comprensione delle dinamiche relazionali e intrap-sichiche ha ottenuto la messa a punto di tecniche che possono ottenere uno stato di ipnosi operativamente efficace nella quasi totalità dei casi.
La maggiore diffusione, negli ultimi tempi, dell’uso dell’ipnosi per scopi criminali, è dovuta al fatto che queste tecniche sono descrivibili. Si possono quindi insegnare ad apprendere. Per cui, purtroppo, sono alla portata di chiunque abbia una nativa abilità di eloquio per applicarle e la costanza di apprenderle e allenarle. Fortunatamente vengono ottenuti risultati criminalmente soddisfacenti solo in casi in cui sia possibile raggiungere una conclusione immediata e non più rivedibile, perché l’effetto è solo intraipnotico e temporaneo.
Probabilmente nella criminologia odierna vi sono altri casi in cui una” valutazione ipnologica potrebbe essere chiarimento e soluzione di fatti altrimenti inspiegabili per la giustizia.
fonte Riccardo Arone di Bertolino

gilberto gamberini








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