La Memoria in Psicoterapia ed Ipnosi ericksoniana

1 ) II ricordo, sostanzialmente non dissimile dall'accesso alla memoria in stato di veglia. 2) La regressione parziale, come se si rivedesse un filmato di cui si può essere più o meno partecipi. 3) La rivificazione completa di tutti gli elementi esterocettivi ed endogeni del vissuto originale.......Dovrebbe essere superfluo sottolineare quali disastri possono fare gli "ipnotizzatori" incompetenti, convinti solo che il loro compito sia ottenere risultati spettacolari e stu­pefacenti a qualsiasi costo. Per fare questo ottengono invece un aumento della sof­ferenza e della patologia del soggetto, spesso temporaneo ma a volte permanente. Non raramente, purtroppo, ho dovuto curare patologie scatenate o addirittura create ex novo da terapeuti di questo genere

Negli ultimi tempi sono comparsi spesso sulle cronache notizie di azioni con “ipnosi”. Le descrizioni lette sui quotidiani, non esaustive per ragioni di spazio, mi avevano indotto a pensare che tali avvenimenti fossero più frutto di fantasia delle vittime che fatti realmente accaduti.

In alcuni articoli è stato inoltre riportalo il parere dei soliti pseudoipnologi di turno, i quali, come se fossimo ancora nell’Alto Medio Evo o all’epoca di Mesmer, sosten­gono che questi fatti sono dovuti a un particolare ‘potere” psichico o metafisico degli ipnotizzatori, e ad una altrettanto inspiegabile labilità mentale delle vittime. Persone che, anche per il lavoro che svolgono, sono da considerarsi fino a prova contraria sane di mente e ben orientate nel tempo e nello spazio.

In ipnologia e psicologia relazionale, abilità, allenamento e talento non sono poteri” mentali magici e trascendentali, ma fanno parte delle naturali capacità umane più o meno sviluppate in ciascuno di noi, in rapporto alle possibilità, agli interessi e alle conoscenze individuali.

Come spesso purtroppo capita, quando sui mass media si parla di ipnosi, non ho avuto invece la ventura di leggere, forse perché mi è sfuggito, il parere valido di un ipnologo serio….

Secondo la mia esperienza, in ipnosi è possibile ricostruire avvenimenti del passato

con tre principali modalità:

1 ) II ricordo, sostanzialmente non dissimile dall’accesso alla memoria in stato di

veglia.

2) La regressione parziale, come se si rivedesse un filmato di cui si può essere più o
meno partecipi.

3) La rivificazione completa di tutti gli elementi esterocettivi ed endogeni del vissuto originale.

E’ essenziale proteggere il paziente da danni temporanei o permanenti che potreb­bero derivare dall’accesso traumatico a materiale negativo rimosso. Perché questo non accada è essenziale tenere conto di ogni sua reazione emotiva, fare rivivere a una persona avvenimenti traumatici nello stesso modo in cui si sono svolti nella realtà è sempre potenzialmente dannoso, perché non solo non risolve, ma rinnova e conferma il vissuto patogeno e i suoi effetti.

La rivivificazione spontanea (cioè non guidata consapevolmente dal terapeuta), di fatti negativi, è quindi sempre da evitare anche se richiesta dal pazienle nella veglia. Può invece essere utilmente usala riguardo ad avvenimenti positivi e gratificanti, oppure quando dalla reattività emotiva e dalla personalità del paziente si siano già ottenute modificazioni tali che gli permettano di rivivere situazioni negative con una risposta e una elaborazione positive e utili.

Dovrebbe essere superfluo sottolineare quali disastri possono fare gli “ipnotizzatori” incompetenti, convinti solo che il loro compito sia ottenere risultati spettacolari e stu­pefacenti a qualsiasi costo. Per fare questo ottengono invece un aumento della sof­ferenza e della patologia del soggetto, spesso temporaneo ma a volte permanente. Non raramente, purtroppo, ho dovuto curare patologie scatenate o addirittura create ex novo da terapeuti di questo genere.

Guidare il paziente a riaccedere alla memoria in modo simile a quello dello stato di veglia è sempre, a mio parere, la prassi migliore. Spesso la difficoltà vera è guidare il paziente in modo che non scivoli, incontrollato e incontrollabile, in una rivivifica­zione traumatica che può avere effetti imprevedibili. I materiali rimossi non vanno affrontati direttamente, ma è bene “girare loro attorno“, fino a trovare una via d’ac­cesso che permetta di esaminarli serenamente. Per fare questo è indispensabile osser­vare e capire qualsiasi reazione emotiva del paziente, anche minima, perché queste sono indicazioni di cui è fondamentale tenere conto.

Successivamente, a completamento del lavoro, può essere utile una regressione par­ziale, guidando il paziente a rivedere con distacco gli avvenimenti che riaffiorano. In questo modo è possibile ottenere una ricostruzione completa, spesso stupefacen­te per ricchezza di particolari, con il minimo disagio e senza pericolo.

Fonte Riccardo Arone di Bertolino

foto e testi riprodotti a fini didattico esplicativi

la fotografia del cervello quando ricorda…..

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Pubblicato il 15 maggio 2006 in: Corso Ipnosi Comunicazione Psicoterapia Erickson

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