
Venezia .
i luoghi belli sfuggono via
e del suo carnevale conservano la pazzia,
nei suoi campi assolati,
sulle cui pietre rimbalza il sole,
ti rifugi nell’ombra delle calli
e nelle più strette ritrovi gli odori
Persone che non si potrebbero mai toccare,
sporgendosi dai balconi,
lo potrebbero fare…

Piccoli negozi delle maschere di cartapesta
e se le indossi
assumi i connotati di altre vite e di altre emozioni,
prima sospese .
Attraversi piccoli ponti solitari,
che sorvolano stancamente
l’acqua stantia dei ricordi perduti

Grandi ponti.. colmi di gente che fotografano
quella grande attrice che è Venezia,
impigrita dalla sua bellezza .

E ti aggiri nell’antico Ghetto
dove ricerchi i passi perduti
e con la sinuosità di un Corto Maltese
scivoli sopra alle cose e vedi al di là di esse,
ed entri in un mondo di fantasia,
in cui la realtà si mischia alla magia
e i pensieri vanno via,
come vele in Altomare
E se sollevi il tuo cappello un mondo nuovo puoi guardare .
E se vuoi una spiaggia,
verso il Lido devi andare
e nell’ombra dei gazebo in altre epoche ti puoi ritrovare,
rivivendo miti di un cinema che mai tramontare .
E se un luogo di pace vuoi ritrovare,
puoi raccoglierti nell’isola di San Lazzaro degli Armeni
dove, qualunque sia la tua fede e la tua lingua in cui parlare,
il tuo Dio puoi ritrovare

Copyright © 2004-2006 [Gilberto Gamberini]. Tutti i diritti riservati.
foto riprodotte a fini didattico esplicativo

gilberto gamberini








