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Parigi la Plage

Parigi dei cinesi, come formiche d’argento, dei mussulmani nascosta dai veli, degli ebrei, degli italiani, dei territori d’oltremare, dei neri dallo sguardo di cioccolata, di tutto un mondo, che Parigi accoglie e che Parigi colonizza, frantumandola in tante piccole città, che si erodono l’una con l’altra e che, quando hanno paura e sospirano di notte, sono le stesse….. Parigi della “plage” del Lungo-Senna trasformato, d’estate, in spiaggia, con la sabbia vera che ruba l’asfalto alle auto…. tutto si trasforma…. come la tua vita.... E i barconi divengono piscine, e tutto si confonde, mentre il sole abbronza e scioglie i veli, e fa divenire tutti un po’ più uguali.

Parigi la Plage

Parigi… non esiste,

esistono solo le Parigi che conosci,

tutte le altre Parigi sono sospese,

in qualche luogo e in un qualche tempo.

Il tempo che scivola,

come battelli lungo le rive della Senna,

lunghi ed interminabili,

come le tue speranze

di ritrovare quello che cercavi….

La Parigi della Senna,

impeccabile e da cartolina,

coi battelli turistici

che sovrastano quelli che un tempo portavano il carbone

ed, ora, pentiti,

si adornano di un vaso di fiori,

di tendine colorate e di una bicicletta a prua….

che li lancia,

appena approdati nelle campagne,

in prati fioriti,

come in un quadro di Monet….

E tu donna ti fermi il cappello….

e lasci volare via i pensieri…..

La Parigi di Pigalle,

dagli improbabili viados,

di donna vestiti,

dagli sguardi duri ma dal cuore tenero ….

come quel brasiliano,

che, lasciata la sfrontatezza

del suo soffiarti in faccia il fumo di una sigaretta….

lontano dagli sguardi…

si occupa dei bambini..

di quelli abbandonati….

di quelli che, in uomini e in donne,

non trovano una carezza…

La Parigi di Montmartre,

che, dall’alto del suo villaggio,

osserva, con distacco, la città,

e se la Tour Eiffel ti appare lontana…

ti sembra ti toccarla, tra i comignoli dei tetti….

e il suo luccichio ti ricorda un anticipato Natale…

Parigi dei cinesi, come formiche d’argento,

dei mussulmani nascosta dai veli,

degli ebrei,

degli italiani,

dei territori d’oltremare,

dei neri dallo sguardo di cioccolata,

di tutto un mondo,

che Parigi accoglie e che Parigi colonizza,

frantumandola in tante piccole città,

che si erodono l’una con l’altra

e che, quando hanno paura e sospirano di notte,

sono le stesse…

Parigi della “plage”

del Lungo-Senna trasformato, d’estate, in spiaggia,

con la sabbia vera che ruba l’asfalto alle auto….

tutto si trasforma….

come la tua vita….

E i barconi divengono piscine,

e tutto si confonde,

mentre il sole abbronza

e scioglie i veli,

e fa divenire tutti un po’ più uguali.

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