Insonnia .... Passo dopo passo la risolverai

Se faccio di tutto per guarire e voglio guarire nessuna diagnosi è necessariamente categorica, viceversa se non faccio nulla ed aspetto che tutto avvenga, anche una semplice disturbo diviene un ostacolo insormontabile. E’ come ci poniamo di fronte ad una montagna che la rende invalicabile, non la montagna di per se. Se la salita è molto ardua, avremo bisogno di molto allenamento e di procedere per gradi successivi, passo dopo passo, e, senza rendercene conto, ci troveremo al di là dell’ostacolo......

Se l’insonnia è un fatto acuto,

reattivo a situazioni contingenti o traumatiche,

allora il farmaco è preferibile, per la sua facilità d’uso,

magari, iniziando prima con prodotti naturali

od omeopatici,

che seguano l’equilibrio del corpo….

La Melatonina, può essere una possibile soluzione.

La soluzione farmacologica è la strada

più semplice e più opportuna, come momento iniziale….

poi ad essa potrà e dovrà essere associata una psicoterapia

Nei casi cronici,

quando l’insonnia non è più un fatto di un momento,

ma perdura nel tempo ed è rivelatrice di un disturbo interiore,

di un modo di affrontare la vita,

di una sofferenza fisica o psichica,

di uno stress,

di una sofferenza che perdura,

anche post traumatica

il solo ricorso al farmaco è limitativo e non risolutore,

perché il farmaco non cambia e non migliora

il concetto, la valutazione che abbiamo di noi stessi,

non interviene sul nostro io,

ma lo sorvola.

Spesso l’insonnia nasce dalla solitudine,

dalla non presenza,

e non solo negli anziani…..

Il farmaco, nel tempo, dà assuefazione,

dobbiamo aumentarne le dosi

per ottenere lo stesso effetto.

Ci ritroviamo nelle condizioni iniziali,

non dormivamo senza farmaco

e non dormiamo, comunque, col farmaco.

A tal punto, il farmaco non è più l’amico che credevamo,

ma, un problema in più …..

Milton H. Erickson

non aveva posizioni assolute contro il farmaco……

Se un farmaco funziona, si può continuare ad usarlo

anche se si fa la psicoterapia,

perché, come diceva Milton H. Erickson,

quando ci sentiremo meglio

lo abbandoneremo naturalmente….

senza metterci a discutere con noi stessi.

Le mille domande della Psiche,

si risolvono spesso, strada facendo,

lasciando scorrere la nostra vita,

piuttosto che fermarsi nelle sue mille stazioni.

Le tecniche “non tecniche”

usate da Milton H. Erickson

sono infinite,

e si adattavano per ogni singola persona,

di per se irripetibile,

Una tecnica codificata e rigida

diventa un limite che impedisce, al terapeuta,

di sperimentare nuove strade.

Allo stesso modo, Milton H. Erickson,

rifiutava di incasellare un paziente

con una diagnosi senza speranza,

perchè impediva la possibilità di guarigione.

Perché non è tanto il tipo di malattia

che ci impedisce o meno di guarire,

ma il nostro atteggiamento verso la malattia…

come noi ci poniamo..

Se faccio di tutto per guarire e voglio guarire

nessuna diagnosi è necessariamente categorica,

viceversa se non faccio nulla

ed aspetto che tutto avvenga,

anche una semplice disturbo

diviene un ostacolo insormontabile.

E’ come ci poniamo di fronte ad una montagna

che la rende invalicabile,

non la montagna di per se.

Se la salita è molto ardua,

avremo bisogno di molto allenamento

e di procedere per gradi successivi,

passo dopo passo,

e, senza rendercene conto,

ci troveremo al di là dell’ostacolo……

Copyright © 2004-2006 [Gilberto Gamberini]. Tutti i diritti riservati

foto Erickson Leighton e Kidman riprodotta a fini didattico esplicativi

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