
Droghe Psicoterapia Ericksoniana di vita non di morte
Liberalizzare le droghe
per diminuirne l’uso e lo spaccio e il profitto,
potrebbe essere una soluzione… paradossale….
ma pur sempre un tentativo di soluzione….
purchè attraverso la liberalizzazione
si arrivi ad un concetto personale e sociale di autoproibizione…..
introdurre una cultura che non abbia come fine lo sballo
e la trasgressione… sempre….
che diventa monotona come una routine forzata…..

Ma come fare?
una vecchia canzone diceva è dall’amore che nasce l’uomo….
è dal coltivare i suoi valori che la vita continua,
ed ha il diritto di chiamarsi vita….
perchè la vita è comunque esistere
e l‘esistere comporta, comunque,
l’affrontare diverse gradualità di difficoltà….
è a questo che i giovani sono impreparati…..
forse mancano i gesti giusti….quelli che i giovani si attendono….
mancano gli esempi dei genitori, perchè siamo persi in futilità
perdendo di vista l’essenzialità…..

perchè abbiamo coltivato per anni il concetto della pillola della felicità
che ci risolva tutto senza mai fare nulla per affrontare e per risolvere….
un aspettare vano…qualcuno o qualcosa risolva le cose per noi….
in un concetto simile a quello della droga…
del “farsi” per affrontare al meglio le difficoltà della vita….

forse dovremmo noi genitori, per primi, cambiare
per indurre anche i giovani a farlo….
perchè la nostra incertezza ….diviene quella dei nostri figli….
siamo così avari di gesti d’amore …
che non riusciamo a trasmetterli ai nostri figli…..
e i giovani all’interno del gruppo
tendono a valorizzare dei non valori ..

Liberalizzare si .
ma sostituirlo con un qualcosa da creare,
che ancora non c’è ma che potrebbe esserci .
Liberalizzare si . per eliminare spaccio e criminalità .
ma non per arrendevolezza
verso un fenomeno che non si riesce a controllare .
La droga cessa di essere un fenomeno individuale,
perché come un virus si espande
e come una setta crea e cerca adepti per sopravvivere .
sopravvivere si ma non si sa fin quando,
perché comunque non è cultura di vita ma di morte .
è gioia finta
depressione profonda, ottundimento mentale,
un Alzheimer provocato
che distrugge dapprima le idee poi anima e corpo .
In tale ottica, non ci sentiamo di restare inerti
a veder morire i nostri figli in stanze della morte
del buco di stato legalizzato
ma vorremmo salvarli da quella morte
e portarli verso una cultura di vita
che noi stessi dobbiamo ricreare e riprogettare.
Copyright © 2004-2006 [Gilberto Gamberini]. Tutti i diritti riservati

fonte TGCOM
“Liberalizzazione,effetti positivi”
Veronesi: calano i dipendenti da droghe
“Liberalizzare le droghe pesanti fa calare il numero dei tossicodipendenti”. Ad affermarlo è l’oncologo Umberto Veronesi, citando il risultato pubblicato sulla rivista “Lancet” relativo alla sperimentazione svizzera. “L’esperimento è iniziato nel 1991, - ricorda Veronesi a “Grazia” - quando si cominciò la somministrazione controllata di eroina. Sono contro gli stupefacenti, ma penso che non sia con il proibizionismo che si risolva il problema”.
“Siamo tutti contrari alle droghe, leggere o pesanti, nessuno dice che fanno bene. Ma abbiamo soltanto due scelte davanti a noi - prosegue Veronesi nell’intervista a Grazia - proibire o educare. E’ possibile proibire? E, soprattutto, possiamo essere certi che la proibizione sia rispettata? Io credo di no”. “La proibizione non è un deterrente, al contrario fa aumentare nei giovani il desiderio di trasgressione. Non solo: la proibizione - argomenta Veronesi - rende costosissime le droghe e spinge chi ne fa uso a compiere atti criminali per procurarsele.
E c’è un ultimo argomento a favore della droga di Stato: il proibizionismo è all’origine del mercato nero che alimenta la malavita internazionale e in Italia è la prinipale fonte di sostentamento per la mafia. Sono convinto che se vogliamo combattere davvero la criminalità organizzata bisognerà considerare seriamente l’abolizione del proibizionismo”.
A sostegno della sua posizione Veronesi cita uno studio elvetico: “Liberalizzare le droghe pesanti fa calare il numero dei tossicodipendenti: è il risultato, pubblicato sull’ultimo numero del settimanle scientifico Lancet, di uno studio condotto dall’università di Zurigo.
L’esperimento è iniziato nell 19991, quando - spiega Veronesi - la Svizzera ha cominciato un programma di somminisrazione controllata di eroina. Se dieci anni fa i neoconsumatori erano 850, oggi la cifra è scesa a 150 (circa l’82% in meno). “per gli autori dello studio, il sociologo Carlos Nordt e lo psichiatra Rudolf Stohler, questi dati dimosrano che la politica ‘liberale’ sulla droga della Svizzera non ha provocato la tanta temuta ‘banalizzazione’ del consumo di eroina, cioè il rischio di usarla di più perché era più facile procurarsela.
Al contrario, la dipendenza di eroina è diventata sempre più un problema medico e ha perso la sua immagine di ‘atto di ribellione’. I risultati di questa ricerca non mi meravigliano - commenta Veronesi - già dopo un anno dalla legalizzazione dell’eroina per i tossicodipendenti gravi, all’inizio degli anni ‘90, il governo elvetico aveva ottenuto una riduzione del 20% delle morti per overdose”.

gilberto gamberini









Anteprima del commento