
Reality….
forse non è il modo ma il troppo ..
piacciono le brioches ma un conto è mangiarne una .
un conto è essere costretti a mangiarne dieci alla volta ..
perché non basta essere sazi? ..
perché farci divenire bulimici ..
obesi di reality ..
E facile sparare contro i reality,
un “nemico”che ti circonda,
come se avessero scoperto un nuovo Bin Laden,
non è nella esasperazione dei ruoli
che si troverà la possibile soluzione,
ma nella completezza della informazione,
nel suo approfondimento,
come suggeriva, il mai troppo compianto,
Papa Giovanni Paolo II,
senza sospetti atteggiamenti di “sufficienza”
Perché il diavolo, a volte,
come suggeriva una grande incompresa della storia
non è sempre identificabile,
ma a volte è subdolamente nascosto in noi,
in come facciamo le cose,
piuttosto che nelle cose in se ..

Il diavolo in noi ..
e non è trattandolo con sufficienza,
non è chiudendo gli occhi,
non è tirandosi fuori
che lo si vince .
ma….
togliendoli energia,
togliendoli forza,
quella forza che nasce dalla nostra condiscendenza a tutto
e dal nostro desiderio di stupire ..
Stupire poi….cosa e chi? .
quando, oramai, non stupiamo più neppure noi stessi
ed allora andiamo a cercarlo nelle estremizzazioni,
nelle accentuazioni .
come se la realtà non ne avesse già abbastanza .

Ci si chiede mai cosa veramente voglia la gente?
Qualche psicoterapeuta se lo chiede mai .
perché non si ascolta la gente nelle piazze .
nei metrò .sugli autobus ..
quello che vogliono .
quello che sognano .
in che cosa si identifica .
Una cultura che si chiude in torri d’avorio….
per meglio pensare…..
finisce per sragionare…..
La gente non cerca dolore .
cerca piacere .
perché è, inconsciamente, protesa verso il bene ..

Starà nella fantasia degli autori,
dei psicoterapeuti
conciliare spettacolo
con questa idea di rinnovamento che la gente chiede ..
perché è evidente che proponendo
solo scene melliflue e mielate
raggiungeremo la noia
grilli parlanti noiosi .
bisognerà conciliare divertimento, spettacolo
e valori da enfatizzare ..
Possibile che non ci sia una via di mezzo
tra stare fermi immobili
aspettando un improbabile tram
che non passa mai di lì
e correre a trecentocinquanta all’ora con un bolide di formula uno che alla fine non si sa guidare,
in una specie di delirio di onnipotenza .
Perché non può esistere una guida sobria
col desiderio di vedere e di scoprire e di ascoltare ..
Bisognerà stimolare tutto questo,
farlo nascere ..
smettendola di considerare la gente come degli sottosviluppati
che devi riempirla di parole vuote e di situazioni limite
che, già, nella propria vita, affronta quotidianamente
e che nei reality vorrebbe superare .
La fantasia dovrebbe farci superare i nostri limiti,
e non accentuarli,
facendoci precipitare dentro….
dovrebbe dare delle possibili soluzioni
e non imprigionarci al suo interno ..
Non c’è, in realtà,
un che di sadico e di irrisolto,
nel portarci oltre il limite di rottura?….

Lo spirito dell’isola dei famosi….
Isola .
naufrago che sopravvive .
che ringrazia il cielo di essere vivo
ed affronta tutto quello che accade,
come una piacevole scoperta ..
e con questo spirito di un mondo nuovo
riscopre e riprogetta la vita ..

Tutto il resto è scavo nel passato
alla ricerca del dolore perduto ..
dolore e situazioni mentali
che nessuno vorrebbe più ritrovare ..
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gilberto gamberini








