
La fame e la consunzione .brutti ricordi cattive identificazioni
Mi viene in mente Dacchau ….
l’unico campo che vidi molti anni fa
e la sensazione che ne ricavo è sgradevole
la Pierrelli Balzo .
smagriti quasi alla consunzione .
mi sovvengono non l’immenso ma gli scritti di Primo Levi
la perdita progressiva di dignità
qui non cè la nudità .
non cè la marchiatura animale di un numero .
l’ordine in una lingua dura e sconosciuta per molti .
cè però lo spiazzamento,
l’essere comunque lontani da casa,
con le loro paure, ricordi,
mancanze che affondano in problematiche personali
da definire e da approfondire .
la lotta per la sopravvivenza che prescindeva
da legami di parentela e d’amore,
bello il film di Benigni “la vita è bella”
commovente e poetico,
ma è anche vero che madri strappavano il mangiare ai figli,
e figli alle madri,
perché quando sei alla fame estrema,
quando sei allo stremo e oltre ….
perdi la tua dignità
e hai solo l’istinto di sopravvivenza animale
ma il tuo essere e restare, comunque, uomo
in situazioni estreme,
affina la tua crudeltà e ipocrisia,
che a torto si chiama strategia .
La fame e la consunzione .
brutti ricordi cattive identificazioni…
per noi tutti….

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gilberto gamberini









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