
A volte è angoscia ed allora ti viene da smorzare….
L’isola talmente simile
troppo simile…
a quello che accade nella realtà
cosicchè uno se ne distoglie,
vince il più furbo, il più ipocrita,
e tu sei talmente stufo di quella realtà
che la dai per persa,
sai che soccomberai come sempre,
sai che resterai sempre un ultimo
un perdente …..
ed allora ti togli,
non la guardi più
perché quell’operazione di identificazione
ti crea sofferenza ti urta….
il tuo eroe è stanco, stremato, aspetti un guizzo .
una carezza che non viene .
hai tanti pensieri nella testa
ma non ne realizzi uno,
hai sempre paura di arrivare in ritardo
e che qualcuno arrivi prima di te .
già c’è il mondo prima di te
e tu sei inesorabilmente ultimo….
nella vita ….come nell’isola dei famosi .

Una identificazione diversa
Non dovrebbe essere così .
non dovrebbe l’isola uccidere le speranze
ma dovrebbe colorarle
dovrebbe dare la possibilità al nostro grigiore di divenire colore dovrebbe dare la possibilità
al nostro essere insipidi di divenire sapore
e odore che ti inebria
e ti fa divenire anche ciò che non sei
eroe per un giorno .
protagonista…
bello fuori conta poco e svanisce nel tempo
e ripetuto spesso diventa un doppio legame
ed agli altri resta impresso
quello che non sei e che non viene detto
bello e stupido….
Protagonista bello dentro
di quella bellezza che ti fa sentire al centro della vita
perché tu sei lì,
con i tuoi limiti che sono quelli di tutti,
con le tue paure….
quelle di tutti
quelle delle infinite notti senza stelle….
che qualcuno dovrebbe illuminare….

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