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La verità di Anna Maria Franzoni in un suo libro

di cui "Gente" pubblica alcuni stralci......un gruppo di cosiddetti scienziati della mente, senza mai incontrarmi, ha stabilito che soffro di crepuscolo della memoria e che, se a uccidere mio figlio sono stata io, allora in quel momento ero inferma di mente

”Ero certa che non sarei sopravvissuta a un figlio, perché non c’è dolore più innaturale, straziante e terribile (…). Sono stata inquisita come responsabile del suo omicidio assurdo e condannata in primo grado. Secondo la giustizia italiana, l’ avrei ucciso con lucidità, cinismo e spietata freddezza. Poi un gruppo di cosiddetti scienziati della mente, senza mai incontrarmi, ha stabilito che soffro di crepuscolo della memoria e che,

se a uccidere mio figlio sono stata io, allora in quel momento ero inferma di mente (…). ‘Non può essere stata che lei è la frase più ricorrente, perché in quella stanza non c’ era nessun altro”. Questa certezza accusatoria mi perseguita fin dalla detenzione alle Vallette di Torino (…) ……

La ”mamma” di Cogne conclude così il suo racconto: ”In tutti questi anni non sono mai stata angosciata dalla prospettiva del carcere, o del manicomio. La detenzione mi ha sempre fatto meno paura dell’ ospedale psichiatrico, è vero, ma io non ho mai accettato nessuna delle due ipotesi”.

fonte Gente

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