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Donazione di organi La nostra vita può costare altre vite?

la donazione è un gesto splendido.... ma restano le perplessità di molti..... forse dovrebbero essere spiegate e sedate le loro paure.... La paura che per il proprio caro espiantato non sia stato fatto abbastanza..... il timore che la necessità dei potenti sia preponderante.... Notizie come quelle provenienti dalla Cina, sulle quali per ragiioni di mercato non ci si sofferma.... inducono a essere perplessi...... la nostra vita.....costa o può costare altre vite?..... afferma il sito di Nessuno tocchi Caino......

Al mercato degli organi

E se si potessero vendere gli organi? Se cioè quello che adesso esiste come commercio illegale venisse adeguatamente regolamentato? La provocazione non è nuova visto che in maniera ricorrente il tema viene riproposto, in ambienti anglosassoni in particolare. Alle nostre latitudini è più difficile che un simile argomento salga agli onori della cronaca e da questo punto di vista Ignazio Marino, chirurgo specialista in trapianti e Presidente della Commissione igiene e sanità del Senato, è stato chiaro: “No alla possibilità di introdurre compensi per la donazione degli organi”. Il punto è che, spiegava Marino, rendere legale la donazione retribuita di organi la renderebbe pari a un commercio. E sarebbe discriminate per i più poveri. La pratica, però, si va diffondendo, complice la maggiore richiesta di trapianti, la minor disponibilità di organi prelevati da cadavere e l’allungamento delle liste d’attesa. E ci sono paesi, come Israele, dove il trapianto mercenario è consentito e regolato da apposite leggi e disposizioni. A rilanciare il dibattito dalle pagine del British Medical Journal è Amy Friedman, una chirurga di Yale che si dice convinta che una adeguata regolamentazione del commercio risolve il problema della disponibilità e renderebbe la pratica più sicura.

Da illegale a legale
Il problema, del resto, spiega la Friedman, esiste e non può essere sottovalutato. La carenza di donazioni ha portato alcuni pazienti disperati ad accordarsi con dei “broker” di organi, in grado di procurare reni da donatori viventi. L’illegalità del processo porta i richiedenti a recarsi direttamente nel luogo di residenza del donatore, cosa che spesso peggiora le prospettive di riuscita, visto che se si tratta di paesi in via di sviluppo non è detto che l’intervento sia condotto secondo gli standard ottimali. Donatori sfruttati? Forse. Ma è uno sfruttamento che potrebbe essere prevenuto, arrivando a un equo trattamento per donatori e riceventi. Del resto, continua l’analisi del medico inglese, i benefici di un trapianto riuscito sono evidenti e non solo per il soggetto trapiantato ma anche per la sua famiglia. E i medici vengono pagati per effettuare l’intervento. Ma ancora a beneficiare sono le amministrazioni ospedaliere, gli ospedali stessi, persino i contribuenti che beneficiano dei minori costi rispetto alla dialisi, nel caso del trapianto di rene. E chi ripaga i donatori? La nobile preoccupazione della Friedman va oltre considerando come spesso i donatori devono addirittura pagarsi il viaggio per raggiungere il sito del trapianto. In fondo, continua l’analisi, negli Stati Uniti è legale pagare per la donazione di altre parti del corpo. Dai capelli al sangue, al seme maschile, esiste un commercio legalizzato che comporta, in realtà, rischi minimi per i donatori. E la cessione, in questo caso, è deliberatamente fatta in vista di un guadagno economico. Allo stesso modo anche gli ovuli, per la riproduzione assistita, sono in vendita a prezzi da capogiro senza che sia del tutto chiaro a quali rischi si va incontro sottoponendosi a una simile pratica. …..

fonte Marco Malagutti Dica 33

Fonte
Friedman Al et al. Payment for living organ donation should be legalised. BMJ 2006;333:746-748

la donazione è un gesto splendido….

ma restano le perplessità di molti…..

forse dovrebbero essere spiegate e sedate le loro paure….

La paura che per il proprio caro espiantato non sia stato fatto abbastanza…..

il timore che la necessità dei potenti sia preponderante….

Notizie come quelle provenienti dalla Cina, sulle quali per ragiioni di mercato non ci si sofferma….

inducono a essere perplessi……

la nostra vita…..costa o può costare altre vite?…..

afferma il sito di Nessuno tocchi Caino……

29 settembre 2006: il Congresso degli Stati Uniti ha svolto per la prima volta un’audizione sul tema del traffico di organi in Cina, in particolare prelevati da praticanti del Falun Gong.
In base ad un Rapporto presentato ai deputati Usa, sono circa 41.500 i praticanti uccisi nel 2002-2005 per il prelievo dei loro organi.
Si tratta del “Rapporto sulle Asserzioni relative al Trapianto di Organi di Praticanti del Falun Gong in Cina”, datato 6 luglio 2006 e realizzato da David Kilgour e David Matas, rispettivamente ex segretario di stato e avvocato canadesi, che hanno partecipato all’audizione.
Il Congressman Dana Rohrabacher (Repubblicano della California) ha presieduto l’audizione svolta dalla Sottocommissione di Vigilanza e Inchiesta, che ricade sotto la Commissione per le Relazioni Internazionali.
Tra il 2001 e il 2005 – è scritto nel Rapporto Kilgour-Matas – sono stati effettuati in Cina più di 41.000 trapianti di organi con donatori non identificabili.
“E’ impossibile che tutti questi organi siano strati prelevati solo da prigionieri giustiziati, familiari e donatori volontari”, ha detto Rohrabacher commentando il Rapporto, aggiungendo che “l’aumento di trapianti in Cina viaggia in parallelo con l’aumento della persecuzione nei confronti del Falun Gong”.
Il Dipartimento di Stato – ha infine polemicamente sottolineato Rohrabacher – non ha inviato a quest’audizione alcun osservatore.
Per David Kilgour, ex segretario di stato canadese per l’Asia-Pacifico “è sempre più evidente che le vittime sono in larga parte “prigionieri di coscienza del Falun Gong”.
“La maggior parte delle vittime sono state condannate per nulla e assassinate da medici per i loro organi”, ha detto Kilgour, secondo cui “molti pazienti con ogni probabilità pensano di ricevere organi prelevati da assassini o stupratori … ma dovrebbero sapere che in Cina ci sono 68 reati per cui si può essere giustiziati, compresa la frode fiscale. In realtà è probabile che l’organo provenga da un giovane prigioniero del Falun Gong”…….

Le foto di una recente manifestazione del Falun Gong a Parigi …..

FOTO Copyright © 2004-2006 [Gilberto Gamberini]. Tutti i diritti riservati.

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