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Eutanasia: Un vestito fiorito non un abito appassito

Vengono in mente le parole di Don Luigi Verzé, il fondatore dell'ospedale San Raffaele, che ha rivelato di aver aiutato, a metà anni 70, un amico a morire. "Era attaccato a un respiratore e mi chiese di staccarlo: piangendo dal cuore accondiscesi. Così non è eutanasia ma un atto d'amore"......la vita appartiene a chi la possiede e nessuno se ne può fare interprete ambasciatore o delegato..... Si ascoltano storie nell'aria..... e qualcuna di loro ha la magia dell'Avvento e la nostalgia del ricordo..... Era vestita a festa, con un abito fiorito.... era la sua festa di addio..... sorrisi, gli scherzi di sempre, occhi lucidi.... una partenza senza ritorno.... l'indomani mattina sarebbe partita per l'Olanda dove tutto era già stato organizzato..... senza valigie, senza speranze ma con la serenità del cuore..... fu l'ultima volta che la videro.... e così la ricordarono.... non si spense come una candela ma bruciò nel massimo del suo fulgore.... Non so cosa sia giusto.... da medico, se lo avessi saputo le avrei detto di lottare..... ma dentro di noi, in fondo, sappiamo sempre come per un sesto senso, quando questa possibilità esiste o è di pura fantasia.... Eutanasia è un nome un fatto.... una scelta, comunque, che deve essere rispettata, paradossalmente, un atto d'amore.... Un vestito fiorito..... non un abito appassito....

Emma Bonino ha annunciato uno sciopero della fame per Piergiorgio Welby, che da mesi chiede di poter ricorrere all’eutanasia…..

“Nessuno di noi ha diritto di condannare un altro alla tortura. E’ esattamente ciò che sta accadendo e io da cittadina ho voluto partecipare a questa mobilitazione straordinaria che l’associazione Luca Coscioni ha lanciato per oggi e domani. Credo sia importante che le istituzioni diano una risposta a questa domanda che Piero Welby pone ormai da settembre”. Così Emma Bonino spiega la sua adesione allo sciopero della fame a favore di Piergiorgio Welby, malato di distrofia.

L’esponente della Rosa nel Pugno ha poi sottolineato: “Piero, come molti, avrebbe potuto risolvere la questione con l’eutanasia clandestina, che esiste nel nostro Paese. E’ però esattamente quello che non ha voluto fare perché l’obiettivo è quello di trovare, anche in modo molto rigoroso, un quadro di legalità a questo dramma. Spero che molti cittadini sentano questa urgenza, si uniscano e che il Senato riesca a calendarizzare il dibattito e magari aprire l’indagine sull’eutanasia clandestina”. ……

Welby: staccate il mio respiratore

Il sottoscritto Piergiorgio Welby chiede il distacco dal ventilatore polmonare sotto sedazione terminale se possibile orale”. Con queste parole, Piergiorgio Welby ha chiesto ufficialmente al suo medico di staccare il respiratore che lo mantiene in vita.

Lo ha reso noto lo stesso co-presidente dell’associazione Coscioni, diffondendo la richiesta scritta rivolta ai sanitari.

La vicenda del co-presidente dell’associazione Coscioni, malato di distrofia muscolare, ha riproposto all’attenzione del mondo politico e bioetico la questione eutanasia da quando, il 22 settembre scorso, ha rivolto un video appello al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Poi quest’ultima richiesta scritta nella quale si chiede anche la sedazione terminale per non soffrire nel momento del distacco dal respiratore meccanico……

fonte TG COM

 

Vengono in mente le parole di Don Luigi Verzé, il fondatore dell’ospedale San Raffaele, che ha rivelato di aver aiutato, a metà anni 70, un amico a morire. “Era attaccato a un respiratore e mi chiese di staccarlo: piangendo dal cuore accondiscesi. Così non è eutanasia ma un atto d’amore”.

la vita appartiene a chi la possiede e nessuno se ne può fare interprete

ambasciatore o delegato…..

 

Si ascoltano storie nell’aria…..

e qualcuna di loro ha la magia dell’Avvento

e la nostalgia del ricordo…..

 

Era vestita a festa, con un abito fiorito….

era la sua festa di addio…..

sorrisi, gli scherzi di sempre, occhi lucidi….

una partenza senza ritorno….

l’indomani mattina sarebbe partita per l’Olanda dove tutto era già stato organizzato…..

senza valigie, senza speranze ma con la serenità del cuore…..

fu l’ultima volta che la videro….

e così la ricordarono….

non si spense come una candela

ma bruciò nel massimo del suo fulgore….

 

 

Non so cosa sia giusto….

da medico, se lo avessi saputo le avrei detto di lottare…..

ma dentro di noi, in fondo, sappiamo sempre come per un sesto senso,

quando questa possibilità esiste o è di pura fantasia….

 

Eutanasia è un nome

un fatto….

una scelta, comunque,

che deve essere rispettata,

paradossalmente, un atto d’amore….

 

Un vestito fiorito…..

non un abito appassito….

 

 

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