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Il Presepe: Un simbolo famigliare e proletario

e albero di Natale stimolo all’immaginario?.....Artigiani, operai, pensionati, professionisti vi dedicano mesi e mesi di lavoro per preparare i presepi artigianali..... l’antico che si fa tradizione..... e che indica una appartenenza..... la memoria delle cose....Qualche "ignorantone" si stupisce che nel presepe siano rappresentati tutti i mestieri…. spesso non attinenti al panorama della Palestina all’epoca di Gesù…. ma è proprio questa loro non attinenza che li rende ancora più attinenti….. esprime la partecipazione e la comprensione al sacrificio di tante parti della nostra società, nel corso della storia….. Dal carbonaio, al minatore, al fabbro, al pastore, dall’artigiano al pescatore, dal calzolaio al muratore…. dal boscaiolo al contadino…. realtà diverse ma unite dalla miseria della paga, dal sacrificio, dalla sua comprensione e dalla speranza di redenzione che quella nascita comportava.....Lo stesso contesto della nascita avveniva nella miseria estrema…. una capanna diroccata…. una grotta… una stalla.....Mia nonna ricordava a noi bambini quella miseria….. ci ricordava la loro miseria…. e ci faceva tenere presente la nostra fortuna, di bambini….senza il superfluo…. ma con la pancia piena…. con abiti caldi d’inverno… con porte e finestre alle pareti….Ricordo mio padre, vi dedicava giorni alla sua preparazione, la carta crespata…dipinta a mano…..per simulare le montagne….. pezzi di specchio e di stagnola….per laghi e fiumi…. ponti per attraversare…. muschio per creare prati…. ed in mezzo i personaggi più improbabili…. dal legionario romano…allo zampognaro..... dal carbonaio al venditore ambulante che comunque esprimevano la realtà che conoscevamo….. non era importante la realtà storica, ma lo spirito che la animava….

Presepe un simbolo famigliare e proletario

e albero di Natale stimolo all’immaginario?

Da quando è nato…. così è sempre stato…..

Artigiani, operai, pensionati, professionisti

vi dedicano mesi e mesi di lavoro

per preparare i presepi artigianali

in mostra in chiese, chiostri, in concorsi del Natale

o semplicemente per un desiderio interiore che prende forma……

E’ già in questo vi è uno spirito diverso,

che riempie il presepio di altri significati,

legato alla fatica e al sacrificio…..

Vi è uno spirito “operaio” nel presepe…..

Il presepio non è vecchio ….perché quando un’immagine emoziona ancora….

non è vecchia ma l’antico che si fa tradizione…..

e che indica una appartenenza…..

la memoria delle cose….

Qualche “ignorantone” si stupisce

che nel presepe siano rappresentati tutti i mestieri….

spesso non attinenti al panorama della Palestina all’epoca di Gesù….

ma è proprio questa loro non attinenza che li rende ancora più attinenti…..

esprime la partecipazione e la comprensione al sacrificio

di tante parti della nostra società, nel corso della storia…..

Dal carbonaio, al minatore,

al fabbro, al pastore,

dall’artigiano al pescatore,

dal calzolaio al muratore….

dal boscaiolo al contadino….

realtà diverse ma unite dalla miseria della paga,

dal sacrificio, dalla sua comprensione

e dalla speranza di redenzione che quella nascita comportava….

Lo stesso contesto della nascita

avveniva nella miseria estrema….

una capanna diroccata….

una grotta…

una stalla…..

riscaldata dal respiro degli animali….

Gesù adagiato sulla paglia….

cibo degli animal,

come Gesù diverrà cibo per gli uomini…

Mia nonna ricordava a noi bambini quella miseria…..

ci ricordava la loro miseria….

e ci faceva tenere presente la nostra fortuna,

di bambini….senza il superfluo….

ma con la pancia piena….

con abiti caldi d’inverno…

con porte e finestre alle pareti….

Era un modo per andare oltre

e per guardare più lontano…..

Era l’occasione per una meditazione sul passato….

e su altri che quel passato non potevano superare…

non solo il Darfur…

oltre il Darfur….

era l’occasione per una speranza e un ricordo

che ancora i mass media non dirigevano,

trasformandoci in pupazzi…..

Ricordo mio padre,

vi dedicava giorni alla sua preparazione,

la carta crespata…dipinta a mano…..per simulare le montagne…..

pezzi di specchio e di stagnola….per laghi e fiumi….

ponti per attraversare….

muschio per creare prati….

ed in mezzo i personaggi più improbabili….

dal legionario romano…allo zampognaro…..

dal carbonaio al venditore ambulante

che comunque esprimevano la realtà che conoscevamo…..

non era importante la realtà storica,

ma lo spirito che la animava….

Questi sono i ricordi più belli che mi legano a mio padre….

con quel suo rituale che diventava maniacale,

quando progettava un impianto luci che creava il giorno e la notte su quello scenario…

Io lo sentivo mio…quel suo lavorare,

perché mi trasmetteva sensazioni belle

e da lui traspariva, in quei momenti, una serenità che altrimenti non aveva,

come se quel suo concedersi al tempo,

gli creasse spazi a lui cari,

che riempivano le sue inquietudini e le sue frustrazioni,

che poi sono simbolicamente quelle di tutti…..

L’albero veniva dopo…era più semplice farlo….

Il presepe non escludeva l’albero e viceversa….

Le luci dell’albero brillavano di colori diversi,

erano più forti e sicure e stimolavano il tuo immaginario,

riflettendosi sulle pareti intorno….

Ma la magia era e restava in quella capanna…..

in cui nei giorni che precedevano il Natale,

Cristo non c’era ancora…..ma tu ne sentivi la magia…

e stringendo la mano di tuo padre,

comprendevi la fortuna che avevi e la forza che ti dava quella presenza….

I regali venivano dopo…..con la befana…..

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