Veronica Lario e Silvio Berlusconi Vorrei non vorrei ma se vuoi

un segnale forte, un avviso di chiamata, forse per un’ultima possibilità…..c’è sempre una possibilità di riconciliazione, perché come abbiamo annacquato il vino dell’amore possiamo di nuovo piantarne le piante e seguirne il nuovo percorso, vederle crescere e di nuovo maturare….. Può ritornare il momento della gioia, ma ora è un momento di segnali, che nascono da profonda e intima riflessione….. Bravo Berlusconi, nella risposta, ottimo comunicatore, ma se questa risposta convince parte di noi, non è, forse, quella che si aspettava Veronica….. Ci sono tempi delle parole e tempi delle cose da fare…. questo è uno di quei tempi…. Ci sono “grandi opere” da costruire…. E le grandi opere richiedono tempo….. Tutto questo, comunque li rende più umani e più veri….. Auguri Veronica e Silvio…. comunque vada….. Come suggeriva Erickson potreste ritrovare una strada partendo da una consapevolezza diversa fatta di nuove condivisioni….. Perché stupirci ….l’amore finisce ma, spesso, ricomincia di nuovo…. e può rinnovarsi ogni giorno…. perché ogni giorno tramontiamo un po’ ma, allo stesso, tempo rinasciamo……ti amo.....perchè amarti è tutto ciò che mi serve....

Veronica Lario e Silvio Berlusconi Vorrei ….non vorrei…. ma se vuoi….

Non è un reality

è reale…e forse per questo più appassionante, perché, d’altra parte, non parliamo di morti ammazzati, di bambini e di violenza ma di quel quotidiano vero in cui possiamo identificarci….

Nella ricchezza dei protagonisti certamente la identificazione sarà per pochi eletti,

ma per i problemi che la coppia presenta…..

Perché portare tutto in piazza?

Oramai pare una moda, chi rivela la propria omosessualità in diretta

ad una moglie ignara, chi confida altre cose private….

l’imperativo è basta fare audience….

Ma non è questo il motivo per cui lo ha fatto Veronica Lario…..assolutamente no….

si trova già nel mezzo del guado, di un cammino suo personale che sta compiendo, maturato nel tempo, sicuro, per certi versi….

è un segnale forte, un avviso di chiamata, forse per un’ultima possibilità…..

perché come nel racconto un carro per l’Oregon, c’è sempre una possibilità di riconciliazione, perché come abbiamo annacquato il vino dell’amore

possiamo di nuovo piantarne le piante

e seguirne il nuovo percorso,

vederle crescere e di nuovo maturare…..

Può ritornare il momento della gioia,

ma ora è un momento di segnali,

che nascono da profonda e intima riflessione…..

Bravo Berlusconi, nella risposta, ottimo comunicatore,

ma se questa risposta convince parte di noi,

non è, forse, quella che si aspettava Veronica…..

Ci sono tempi delle parole e tempi delle cose da fare….

questo è uno di quei tempi….

Ci sono “grandi opere” da costruire…. E le grandi opere richiedono tempo…..

Tutto questo, comunque li rende più umani e più veri…..

Auguri Veronica e Silvio….

comunque vada…..

Come suggeriva Erickson

potreste ritrovare una strada partendo da una consapevolezza diversa

fatta di nuove condivisioni…..

Perché stupirci ….l’amore finisce ma, spesso, ricomincia di nuovo….

e può rinnovarsi ogni giorno….

perché ogni giorno tramontiamo un po’

ma, allo stesso, tempo rinasciamo……

Dove vai quando poi resti sola
il ricordo come sai non consola
Quando lei se ne andò per esempio
Trasformai la mia casa in tempio
E da allora solo oggi non farnetico più
a guarirmi chi fu
ho paura a dirti che sei tu
Ora noi siamo già più vicini
Io vorrei non vorrei ma se vuoi
Come può uno scoglio
arginare il mare
anche se non voglio
torno già a volare
Le distese azzurre
e le verdi terre
Le discese ardite
e le risalite
su nel cielo aperto
e poi giù il deserto
e poi ancora in alto
con un grande salto
Dove vai quando poi resti sola
senza ali tu lo sai non si vola
Io quel dì mi trovai per esempio
quasi sperso in quel letto così ampio
Stalattiti sul soffitto i miei giorni con lei
io la morte abbracciai
ho paura a dirti che per te
mi svegliai
Oramai fra di noi solo un passo…..

Fonte Battisti

ti amo…..perchè amarti è tutto ciò che mi serve….

Copyright © 2004-2007 [Gilberto Gamberini]. Tutti i diritti riservati.

Egregio Direttore,

con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso dei 27 anni trascorsi accanto ad un uomo pubblico, imprenditore prima e politico illustre poi, qual è mio marito. Ho ritenuto che il mio ruolo dovesse essere circoscritto prevalentemente alla dimensione privata, con lo scopo di portare serenità ed equilibrio nella mia famiglia. Ho affrontato gli inevitabili contrasti e i momenti più dolorosi che un lungo rapporto coniugale comporta con rispetto e discrezione. Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da mio marito nel corso della cena di gala che ha seguito la consegna dei Telegatti, dove, rivolgendosi ad alcune delle signore presenti, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: ” … se non fossi già sposato la sposerei subito” “con te andrei ovunque”.

Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità, affermazioni che per l´età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare (due figli da un primo matrimonio e tre figli dal secondo) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni. A mio marito ed all´uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l´occasione chiedo anche se, come il personaggio di Catherine Dunne, debba considerarmi “La metà di niente”. Nel corso del rapporto con mio marito ho scelto di non lasciare spazio al conflitto coniugale, anche quando i suoi comportamenti ne hanno creato i presupposti. Questo per vari motivi: per la serietà e la convinzione con la quale mi sono accostata a un progetto familiare stabile, per la consapevolezza che, in parallelo alla modifica di alcuni equilibri di coppia che il tempo produce, è cresciuta la dimensione pubblica di mio marito, circostanza che ritengo debba incidere sulle scelte individuali, anche con il ridimensionamento, ove necessario, dei desideri personali. Ho sempre considerato le conseguenze che le mie eventuali prese di posizione avrebbero potuto generare a carico di mio marito nella sua dimensione extra familiare e le ricadute che avrebbero potuto esserci sui miei figli.

Questa linea di condotta incontra un unico limite, la mia dignità di donna che deve costituire anche un esempio per i propri figli, diverso in ragione della loro età e del loro sesso. Oggi nei confronti delle mie figlie femmine, ormai adulte, l´esempio di donna capace di tutelare la propria dignità nei rapporti con gli uomini assume un´importanza particolarmente pregnante, almeno tanto quanto l´esempio di madre capace di amore materno che mi dicono rappresento per loro; la difesa della mia dignità di donna ritengo possa aiutare mio figlio maschio a non dimenticare mai di porre tra i suoi valori fondamentali il rispetto per le donne, così che egli possa instaurare con loro rapporti sempre sani ed equilibrati.

RingraziandoLa per avermi consentito attraverso questo spazio di esprimere il mio pensiero, La saluto cordialmente.

Fonte Repubblica

Cara Veronica,
eccoti le mie scuse. Ero recalcitrante in privato, perché sono giocoso ma anche orgoglioso. Sfidato in pubblico, la tentazione di cederti è forte. E non le resisto. Siamo insieme da una vita. Tre figli adorabili che hai preparato per l’esistenza con la cura e il rigore amoroso di quella splendida persona che sei, e che sei sempre stata per me dal giorno in cui ci siamo conosciuti e innamorati.

Abbiamo fatto insieme più cose belle di quante entrambi siamo disposti a riconoscerne in un periodo di turbolenza e di affanno. Ma finirà, e finirà nella dolcezza come tutte le storie vere. Le mie giornate sono pazzesche, lo sai. Il lavoro, la politica, i problemi, gli spostamenti e gli esami pubblici che non finiscono mai, una vita sotto costante pressione.

La responsabilità continua verso gli altri e verso di sè, anche verso una moglie che si ama nella comprensione e nell’incomprensione, verso tutti i figli, tutto questo apre lo spazio alla piccola irresponsabilità di un carattere giocoso e autoironico e spesso irriverente. Ma la tua dignità non c’entra, la custodisco come un bene prezioso nel mio cuore anche quando dalla mia bocca esce la battuta spensierata, il riferimento galante, la bagattella di un momento. Ma proposte di matrimonio, no, credimi, non ne ho fatte mai a nessuno.

Scusami dunque, te ne prego, e prendi questa testimonianza pubblica di un orgoglio privato che cede alla tua collera come un atto d’amore. Uno tra tanti.

Un grosso bacio
Silvio.

01 febbraio 2007

fonte Corriere della Sera

…. Perché quel gesto così prorompente? «Perché non deve mai mancare il rispetto», spiega la signora Berlusconi. «Dicono che io non ho mai avuto una caduta di stile che lo potesse danneggiare. Per me e la mia famiglia ho chiesto altrettanto. Le cose avvenute più di recente sono solo la punta dell’iceberg di una caduta di stile», chiosa.

06 febbraio 2007

fonte Corriere della Sera

È stata una domenica normale, uguale a quella di tante famiglie. I genitori che pranzano con i figli, il padre e il figlio maschio che parlano di calcio, del Milan in questo caso, progettano di andare insieme allo stadio una di queste domeniche. Una «normalità» cercata dopo le tensioni di una settimana. Poi, dopo pranzo, Silvio Berlusconi si trasferisce ad Arcore: la sera sarà dedicata al primo incontro con il nuovo acquisto del Milan, Ronaldo. Veronica resta a Macherio e qui, nel salotto dove quasi sempre si sono consumate le nostre conversazioni degli ultimi quindici anni, parliamo di quanto è accaduto prima e dopo la lettera che mercoledì scorso, esattamente una settimana fa, compariva sulla prima pagina di Repubblica. Senza trucco, pantaloni di velluto e pullover blu carta da zucchero, Veronica Berlusconi dice che non avrebbe immaginato di suscitare le reazioni che ha invece suscitato. Sorride delle molte ricostruzioni che hanno accompagnato il pubblico carteggio tra lei e il marito. Molti sono convinti che dietro la sua decisione ci fosse la tentazione di «buttarsi in politica». Conoscendola, pare improbabile e lei stessa, nell’intervista che segue, liquida l’ipotesi in una battuta. Qualcuno, invece, immagina scenari collegati agli equilibri finanziari della famiglia Berlusconi, ai ruoli da assegnare nelle aziende di famiglia ai tre figli più piccoli, tutti ormai maggiorenni, Barbara, Eleonora e Luigi, quest’ultimo, diciannovenne, appena entrato a far parte della Holding Italiana quattordicesima, la cassaforte di famiglia. Nei giorni scorsi sono corse le voci più diverse, a Roma soprattutto: che Berlusconi stesse per vendere Mediaset, per esempio. Nell’intervista ad A pubblicata la settimana scorsa, del resto, era stato proprio lui, Berlusconi, a lasciar intuire di aver preso in esame l’idea, e di averla naturalmente abbandonata. Come in passato, del resto: «Se non fossi l’uomo che ha inventato in Italia la tv commerciale…», aveva confidato. Di questi scenari, però, Veronica non parla. Ha letto anche lei, certo, la notizia, ripresa dai giornali italiani e pubblicata giorni fa dal Financial Times, secondo la quale Rupert Murdoch ha appena proceduto alla divisione del suo patrimonio in sei parti uguali (tra tutti i sei figli avuti da tre matrimoni), ma non commenta. Né la preoccupa che, nei giorni successivi alla sua pubblica presa di posizione, i sondaggisti si siano scatenati, ipotizzando che la maggior parte degli italiani non abbia condiviso l’iniziativa della lettera pubblica: «Non ho mai valutato quel che devo o non devo dire pensando ai sondaggi». Le interessava richiamare l’attenzione sul suo diritto al rispetto, qualcosa che riguarda lei e i suoi figli, ma anche tante altre donne alle prese con mariti in grave deficit da attenzione. Ha ottenuto le scuse, sta cercando di riavviare col marito un dialogo che s’era interrotto. Se, in futuro, le battute e i comportamenti sgraditi continuassero, la cosa non la toccherà più di tanto. Ha fatto sapere quel che le stava a cuore: «Non sono complice». Quanto ai prossimi mesi, se non interverranno clamorose novità in quello che è stato definito “reality Macherio”, il programma di vita della signora Berlusconi è già definito: pochi viaggi all’ estero e molta concentrazione sull’esame di maturità del figlio Luigi.

fonte Corriere della Sera

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Pubblicato il 12 febbraio 2007 in: 4 Psicoterapia AMORE

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