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Trash…..l’uomo non è un indice di ascolto

Il cattivo gusto…. È un modo di dire ma anche un modo di essere…. ci fa apprezzare il bello che poi viene dopo….come il dolce che segue all’amaro….. Come la malattia che ci fa apprezzare l’importanza della salute…....l’uomo non può essere ridotto ad indice di ascolto…l’uomo ha il diritto ed il dovere ad altre valorizzazioni….. Stupire per stupire….senza pensare agli altri ed alle conseguenze dei propri gesti è di cattivo gusto…. Urlare per farsi ascoltare per coprire chi parla piano è di cattivo gusto….Cattivo gusto è usare doppi legami, una grande risorsa della comunicazione sprecata per apparire e per mettere a disagio gli altri

Trash…..l’uomo non è un indice di ascolto

 

Trash….. il cattivo gusto ….

 

Trash è spazzatura….qualcosa che si consuma ….…che si usa e si getta perché non serve più….

 

Qualcuno dice che la nuova moda dei vips è rovistare nella spazzatura….perché nella spazzatura c’è sempre qualcosa di buono che la gente butta via…..è vero ma perché ad un mio paziente , che diceva la stessa  cosa, anni fa, le hanno tolto l’affidamento della figlia e lo hanno definito matto…..?

C’è una patente per fare le stupidaggini…impunemente?

 

 

Trash è spazzatura….qualcosa che si consuma ….…che si usa e si getta perché non serve più….

Parliamo di cose….non di persone….perché le persone hanno un valore aggiunto……

e anche quando non lo hanno…..lo possiedono comunque….magari ben nascosto….

 

Sei timida? Perché allora una minigonna inguinale che non lascia più spazio alla fantasia…..Devi farti capire….

 

 

Non esistono emozioni di cattivo gusto, sono tutte lecite le emozioni perché le emozioni sono e rappresentano noi stessi, quello che siamo dentro….

Se trova condivisione vorrà dire che si potrà fermare, se non la troverà vorrà dire che dovrà continuare a cercare ancora, ma una emozione provata e rivelata non è mai di cattivo gusto…..

 

 

 

Il cattivo gusto…. È un modo di dire ma anche un modo di essere….

ci fa apprezzare il bello che poi viene dopo….come il dolce che segue all’amaro…..

Come la malattia che ci fa apprezzare l’importanza della salute…..

 

 

Modelli che sfilano con fiocconi e abiti assurdi che nessuno potrà mai indossare….

Modelli di taglie impossibili, spot pubblicitari per l’anoressia, ……

 

Ciampi, Giovanni Paolo II hanno parlato, inutilmente, della valorizzazione del bene….

Vane fantasie di anziani……

 

Tortora osannato e poi lapidato….

 

 

l’uomo non può essere ridotto ad  indice di ascolto…l’uomo ha il diritto ed il dovere ad altre valorizzazioni…..

 

 

Stupire per stupire….senza pensare agli altri ed alle conseguenze dei propri gesti

è di cattivo gusto….

 

 

Urlare per farsi ascoltare per coprire chi parla piano è di cattivo gusto….

Modelli urlati

Diventa verita’ scientifica il detto secondo cui si da’ sempre ragione a chi grida piu’ forte. Lo conferma uno studio svizzero pubblicato su ‘Nature Neuroscience’, che dimostra come il cervello umano tenda a dare retta soprattutto a chi parla con rabbia. I dati raccolti da Didier Grandjean, dell’universita’ di Ginevra, rivelano infatti che le voci ‘arrabbiate’ attivano un maggior numero di centri cerebrali rispetto a quelle ‘neutre’. In particolare, aumentano l’attivita’ del cosiddetto solco temporale, un’area chiave per la comprensione del linguaggio parlato. E il tutto avviene pur senza volerlo: anche se chi ascolta tenta di concentrarsi sulle parole dell’interlocutore meno agitato, finisce per rivolgere l’attenzione a quello adirato.

Ebbene, i risultati della risonanza magnetica funzionale (fMRI) hanno indicato che - indipendentemente dall’orecchio e dalla sequenza con cui venivano ascoltate le voci - le parole dette con tono arrabbiato attivavano la parte mediana del solco temporale in entrambi gli emisferi. Questo succedeva anche quando al volontario venivano fatte sentire contemporaneamente due voci, ciascuna in un orecchio, e gli si chiedeva di concentrarsi su quella neutra e di non prestare attenzione a quella arrabbiata. (Red-Pac/Adnkronos Salute) “

I moderni  urlatori…persone che vogliono prendere il sopravvento, dobbiamo rifiutare queste manipolazioni rifiutare di prenderle in considerazione

 non sono un buon modello ….l’urlo è comunque una violenza verbale propedeutico ad altre violenze….che affonda le sue radici nella storia tragica…..di un diavolo incarnato Adolf Hitler….e di diavoli e di sue stupide imitazioni ce ne sono già troppe in giro….

 

Cattivo gusto è usare doppi legami, una grande risorsa della comunicazione sprecata per apparire e per mettere a disagio gli altri, ti mettono in bocca le parole, se le ripeti sei stupido perché non hai niente di tuo da dire…..se non le ripeti vieni contestato….

Sei contestato comunque sia se sei d’accordo sia se non lo sei…..

Il doppio legame dovrebbe essere proibito in quell’uso….perché

è una manipolazione del pensiero……

 

 

 

Cattivo gusto è un noto mago che entra in un ristorante snack bar e ordina lasagne e secondi vari e li fa mettere in un secchio per i propri cani…..con tutto il rispetto per i cani…c’è gente che muore di fame ed è come sputargli addosso…..

 

Cattivo gusto è parlare di un evento che si ripete e continua da anni e limitarsi solo alle parole perché quell’evento continua a succedere ancora….Darfur….

Donna, 23 anni, febbraio 2005, Darfur meridionale ….

Maima Dedicato a tutte le donne che combattono, insegnando la pace, per un Ideale. E agli uomini che credono in loro Fuori il sole è una palla di fuoco che incendia il cielo. Il vento continua i suoi giochi con la sabbia. Il grido delle donne è più forte, ma questa volta mi sembra un pianto….. Sahara…Amaro come la vita…Dolce come l’amore…Soave come la morte…se una donna giunge a considerare la morte come “soave” vuol dire che ne ha patite tante….ed allora merita il rispetto della parola…..

 

 

Cattivo gusto è giocare alla miseria e alla fame, altri spot per l’anoressia come nell’isola dei famosi, mentre c’è  mezza umanità che su carrette del mare, o sparata sui fili spinati del marocco spagnolo cerca di sfuggirla…..

 

Cattivo gusto è tollerare che bambini ragazzi vivano per strada, nelle fogne  e nelle discariche annusando colla per dimenticare la loro condizione…..

 

Tv Hamas: intervista ai figli della kamikaze

La donna kamikaze palestinese che si è fatta saltare per aria nel 2004 al posto di confine tra Gaza e Israele. 

La tv palestinese Al Aqsa, vicina alle posizioni di Hamas, ha diffuso l’intervista ai due figli di Rim Al Riyashi, una donna kamikaze palestinese che si è fatta saltare per aria nel 2004 al posto di confine tra Gaza e Israele. Cinque le vittime dell’attentato. Nel servizio televisivo i bambini Dohah e Mohammed sono invitati da un giornalista a recitare poesie che inneggiano al martirio, definiscono la loro mamma «una bomba di fuoco». I piccoli sorridono, ovviamente non si rendono conto del significato delle parole, sembra che giochino.

Il filmato, rilanciato dall’istituto di ricerche israeliano Memri, è una rappresentazione della propaganda e dell’uso dei più piccoli da parte di movimenti radicali. L’azione suicida è vista come un gesto positivo, come qualcosa di naturale. E colpisce vedere come i figli di Rim siano in grado di dire quanti «ebrei ha ucciso» la madre. …..

 

Fonte Guido Olimpio 23 marzo 2007, Corriere della sera on line.

Il primo giorno di primavera….

L’intervistatore fa indicare con la manina ad un bambino quanti israeliani ha ucciso la loro mamma….il bambino è indeciso ….non sa bene….poi alza la manina…..5 sono le dita….

Quel bambino non doveva imparare a contare così…..e poi un uomo non si conta….un uomo non lo si marchia con un numero….

 

Preferiamo ricordare altri uomini….che cercano di tenere alto il livello degli uomini invece di abbassarlo…..altri intervistati…..

Lo  zio: «Non importa a chi vanno gli organi di Ahmed: a un ebreo, a un druso o a un musulmano. Un bambino è un bambino. Quel che importa è che si smetta d’ammazzarli, i bambini».

 

Quando hanno ammazzato Ahmed Ismail al Khatib, dodicenne di Jenin, era giovedì. Festa di Eid al-Fitr, fine Ramadan. Una di quelle giornate che i piccoli palestinesi aspettano come un Natale, per farsi regalare le pistole di plastica e andare in strada a giocarci. Battaglie finte, a imitare le violenze vere dei grandi. L’altro giorno, dice l’esercito israeliano, Ahmed aveva pure lui un mitra giocattolo. L’imitazione ben fatta d’un M-16. Il bambino correva, scappava, inseguiva. E a un certo punto è finito tra gente che non faceva «ra-ta-ta-ta!» solo con la bocca. C’è voluto poco, a perderlo. I soldati della brigata Menashe che stavano dando la caccia a terroristi della Jihad. Le loro jeep che venivano colpite da spari, da sassaiole. Il fuggi-fuggi. Uno scambio di fuoco. E un militare israeliano che quell’arma di plastica, a 130 metri di distanza, l’ha scambiata per una minaccia.
Un colpo alla testa. L’ambulanza. Prima all’Haemek Hospital di Afula. Poi al Rambam Hospital di Haifa, più attrezzato. Ahmed è morto sabato. Ieri, l’hanno seppellito. Accompagnato dalla rabbia di tutta Jenin, come ci si aspettava: centinaia di bambini che portavano le foto d’altri bambini, uccisi durante l’intifada. Accarezzato dalle parole dei familiari, meno scontate: «Vogliamo dimostrare la differenza fra noi e le forze di occupazione - dice Mustafa Habub, lo zio -. Loro hanno scelto la morte, per Ahmed. Noi continuiamo a cercare la vita. Abbiamo dato il consenso alla donazione dei suoi organi per la causa dell’umanità, per i bambini. Vogliamo considerare ogni bambino d’Israele che riceve questo dono un nostro bambino. Non abbiamo rabbia verso l’esercito, verso nessuno. Siamo felici che i suoi organi possano salvare un ebreo o un arabo. Dopo tutto, siamo tutti esseri umani».
Il cuore del piccolo palestinese è andato a un’adolescente che l’aspettava da cinque anni: «E’ un grande gesto d’amore - dice suo papà, Riad -. Vorrei che i genitori di quel bambino considerassero mia figlia la loro figlia». Il fegato, i reni, i polmoni sono stati divisi fra un bimbo di sei mesi e due giovani ebree. «Ahmed era un meraviglioso ragazzino che voleva solo giocare», dice lo zio, attivista di Shvil Ha-Zahav, un gruppo che cerca di scavalcare il muro delle coscienze e promuovere il dialogo: «Sta scorrendo troppo sangue. Speriamo che cominci un nuovo corso. Speriamo che questo sacrificio serva ad avvicinare di più arabi e israeliani». La decisione di donare senza riserve, raccontano in famiglia, è stata presa nelle ore dell’agonia e col consenso dell’autorità religiosa: «Mentre andavamo in ospedale, c’erano molti bambini in strada che giocavano. Ahmed era tra la vita e la morte e abbiamo pensato, se ci si doveva aspettare il peggio, perché non dare ad altri bambini la possibilità di continuare a giocare? Abbiamo pregato per un miracolo. Ma quando il miracolo non c’è stato, ci siamo consultati e abbiamo chiesto l’approvazione del mufti di Jenin». 
……

fonte Francesco Battistini Corriere della Sera

 

Grande lezione di civiltà e di umanità di questa famiglia palestinese. Alla rabbia è seguita una lezione di vita per tutti. Per altri arabi, per altri palestinesi, per altri israeliani…

Partire da questo gesto, da un gesto colmo di significati, una vita che si spegne per illuminare la vita di altri che potranno vivere.

Così è la psiche, partire da un gesto di riconciliazione con se stessi e con gli altri.

Tutti i bambini del mondo sono colorati, ed i loro colori, insieme, divengono arcobaleno.

L’arcobaleno atto di riconciliazione dopo il diluvio universale tra Dio e gli uomini.

I bambini devono essere preservati e da li partire con uno sguardo al futuro, e rivolti al passato solo per dire mai più

Mai più la morte di un bambino…Se esiste un nobel…io lo darei a quel bambino e a quei genitori…

Il nobel della pace che parte dall’inventore di un arma di distruzione…

Dalla distruzione alla riconciliazione…

Copyright © 2004-2007 [Gilberto Gamberini]. Tutti i diritti riservati.

 

Su Telesanterno in “Dolce e amaro”al Martedi, Mercoledì, Giovedì ore 13,15

al Venerdì ore 23,15….

in replica alla notte ore 01,15…..

 

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