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La simpatia e l'empatia in psicoterapia

Simpathos….. simbiosi…..sintonizzazione …..idem sentire…condivisione…. compassione... coinvolgimento…partecipazione…provare insieme una emozione….. Prima di condividere occorre comprendere cosa l’altro ha nel cuore….l'empatia…. E per comprendere l’altro occorre prima ancora comprendere se stessi…. avere un canale aperto col nostro inconscio….Creare rapport significa rispecchiare, ricalcare.... sintonizzarsi.... Simpatici a tutti costi? Può essere.... ognuno di noi dentro possiede il ricordo di paure lontane di incertezze, ed allora è portato a strafare….ma in quel tentativo….. Per essere qualche cosa di più si diviene qualche cosa di meno.... Su Telesanterno in "Dolce e amaro"al Martedi, Mercoledì, Giovedì ore 13,15 al Venerdì ore 23,15.... in replica alla notte ore 01,15.....

Simpathos….. simbiosi…..sintonizzazione …..idem sentire…condivisione…. compassione… coinvolgimento…partecipazione…provare insieme una emozione…..

Prima di condividere occorre comprendere cosa l’altro ha nel cuore….l’empatia….

E per comprendere l’altro occorre prima ancora comprendere se stessi….
avere un canale aperto col nostro inconscio….

Se tu mi insegnassi qualcosa se tu condividi qualcosa con me ti troverei simpatico cioè se tu hai un atteggiamento di apertura nei miei confronti e ti lasci andare alle tue emozioni ed io alle mie…..Simpatia
Si può allargare il concetto alle idee….

L’empatia capacità di comprendere cosa un’altra persona sta provando, una specie di sesto senso….

deriva dal greco usata per indicare il rapporto emozionale di partecipazione che legava l’aedo al pubblico che ascoltava le sue poesie canzoni.

Vi è comprensione ma non necessariamente partecipazione emotiva….

IL TUO DOLORE È IL MIO DOLORE

“Le aree cerebrali attivate dall’empatia sono le stesse che utilizziamo quando siamo noi stessi a soffrire.
L’University College di Londra, ha condotto un esperimento con il quale ha scoperto che la capacità di comprendere la sofferenza altrui attiva gli stessi meccanismi cerebrali che scattano quando siamo noi a provare dolore.”

Comunque comprendere è già in fondo una partecipazione al mondo dell’altro, un ascolto che prelude alla simpatia.

Vi è una empatia artificiale?

Le sostanze d’abuso hanno la capacità di produrre effetti gratificanti (euforia, empatia, allucinazioni, ecc.) che inducono nel consumatore un rinforzo positivo, cioè un motivato desiderio a ripetere l’uso della sostanza.

Lasciate perdere….meglio quella naturale….

Per condividere una emozione con qualcun altro bisogna prima essere ed avere un contatto con le proprie emozioni….

in quella condivisione

del sentire e del guardare e dell’ascoltare…..Gli uccelli di uno stesso stormo volano insieme ……

Creare rapport significa rispecchiare, ricalcare….

sintonizzarsi con quel paziente in modo tale che la comunicazione sia fluida e coinvolgente .

Il rapport si instaura uniformandosi al comportamento del paziente.

Bisogna sempre osservare il comportamento del paziente ed il suo modo di comunicare.

Bandler e Grinder dicono: “Parlare di sensazioni, nel momento in cui l’altro ha immagini visive, non costituisce rapport…

Se invece voi calibrate il ritmo della vostra voce a quello della sua respirazione, se sbattete le palpebre, se vi dondolate o annuite allo stesso ritmo suo, creerete rapport.

Se dite “Ti rendi conto del calore della tua mano dei suoni della stanza dei movimenti del corpo mentre respiri

queste parole asseconderanno l’esperienza della persona perché tutte queste cose sono lì presenti.”

Per instaurare una comunicazione con una persona, è necessario parlare il suo linguaggio e ricalcare esperienze che lui conosce.

Inoltre è necessario aggiungere che la comunicazione deve essere armonica, vale a dire: ciò che si dice lo si deve anche sentire dentro altrimenti si ha una trasmissione empatica negativa.

Osservare i messaggi subliminali che inconsciamente trasmettiamo…..

Luigi Dell’Aglio sull’Avvenire intervista Sherwin B. Nuland professore di chirurgia alla Yale School of Medicine (New Haven, Connecticut).

«Le condizioni del malato negli ospedali diventeranno più umane quando il medico, in particolare il chirurgo, abbandonerà l’atteggiamento di assolutismo, narcisismo e freddezza, e sarà capace di empatia e di maggiore compassione; anzi quando riscoprirà quel ruolo che io chiamo “pastorale” e che deve manifestarsi soprattutto quando il paziente non può guarire». E rivolto ai colleghi e chirurghi «Dovete guardare in voi stessi, per arrivare a conoscere il tormento del malato, e aiutarlo»……

“L’ansia dei medici deriva dalla loro paura della morte?”

“Una ricerca dell’University of Southern California rivela che i medici hanno una forte paura della morte. Più di quanta ne abbia la popolazione sana e persino lo stuolo dei pazienti. La malattia incurabile del paziente e il senso di fallimento scatenano nel medico un’ansia straordinaria che può indurlo a distaccarsi (inconsapevolmente) dal malato, anzi addirittura ad abbandonarlo dal punto di vista psicologico, a lasciarlo come un diseredato». ”

La chiave è l’empatia: io debbo immedesimarmi nel paziente, calarmi nei suoi pensieri, nei suoi stati d’animo. Partecipare alla sua sofferenza. Queste sono le armi più efficaci nell’alleanza terapeutica medico-paziente. Questa è l’arte della medicina. E io sostengo che a trarne beneficio sarebbero gli stessi medici. Del resto, non possiamo comprendere gli altri, se non capiamo noi stessi. Soltanto così possiamo vincere le loro naturali incertezze e angosce».”

L’idem sentire, il percorrere la stessa strada o quel tratto di strada insieme, l’esperienza condivisa, il calarsi nell’altro, sono i cardini della Psicoterapia Ericksoniana

Era questa che intendeva Erickson per rapport,

due anime o più anime alla stessa altezza che si parlano e comunicano le loro emozioni, in una emozione condivisa ma che poi secondo la sensibilità di ognuno divergerà verso i rispettivi porti, per ognuno diversi, ma terapia è anche questo la condivisione di un sogno e la partecipazione e comprensione di quel sogno, anche se quel sogno, per ognuno di noi, è differente…..

Bisogna essere se stessi

Simpatici a tutti costi?

Può essere…. ognuno di noi dentro possiede il ricordo di paure lontane di incertezze, ed allora è portato a strafare….ma in quel tentativo…..

Per essere qualche cosa di più si diviene qualche cosa di meno

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