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Psicofarmaci in gravidanza?

Paroxetina sotto osservazione ........ Incidenza bassa rischio minimo.....? .....in realtà è un falso problema..... la depressione è quasi sempre acuita in gravidanza.... a meno che non si inquadri l'evento della nascita come un cambiamento.... un nuovo evento nella vita di quella persona..... di qui l'importanza della psicoterapia.....

Metti un SSRI in gravidanza

La probabilità di andare incontro a depressione maggiore nell’arco della vita oscilla dal 10% al 25%, con un picco massimo di prevalenza nel periodo di gravidanza. Un momento in cui i sintomi depressivi interessano dall’8 al 20% delle donne e il 10% in modo conclamato.
E in molti di questi casi la terapia antidepressiva adottata vede come farmaci di prima linea gli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI). Mai come in questa fase della vita è di importanza critica il profilo di sicurezza di un farmaco, e se la questione si solleva per l’aspirina a maggior ragione lo si deve fare per uno psicofarmaco.
Paroxetina sotto osservazione
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Incidenza bassa rischio minimo
In effetti si parlava di un’amplificazione minima del rischio, la dimensione assoluta di difetti cardiaci dovuti all’esposizione alla paroxetina è piccola: l’1% tra i bambini non esposti e il 2% nei bambini esposti. Di conseguenza le autorità americane, al tempo stesso, sconsigliavano di interrompere bruscamente la terapia antidepressiva che avrebbe portato a grave depressione la paziente. Uno studio svedese molto grande (6481 donne in terapia con SSRI) non rilevò l’aumento di rischio teratogeno associato all’uso nel primo trimestre di gravidanza se non nelle pazienti che assumevano paroxetina con un rischio relativo di 1,6. Un altro studio canadese trovò un maggior rischio di associazione (rischio relativo 3.0) con malformazioni cardiache ma solo a dosaggi quotidiani superiori a 25 mg; da un registro danese, infine, emerse che il rischio relativo di incorrere in tutte le malformazioni congenite era 1,34, ma senza entrare nel merito dei singoli SSRI. I dati più recenti sono stati pubblicati su New England Journal of Medicine, con risultati rassicuranti, fermo restando che una delle due ricerche è sponsorizzata da GlaxoSmithKline, azienda produttrice di un farmaco contenente paroxetina.
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fonte Simona Zazzetta DICA33

Fonti
Alwan S et al. Use of selective serotonin-reuptake inhibitors in pregnancy and the risk of birth defects. N Engl J Med. 2007 Jun 28;356(26):2684-92

Louik C et al. First-trimester use of selective serotonin-reuptake inhibitors and the risk of birth defects. N Engl J Med. 2007 Jun 28;356(26):2675-83

Greene MF. Teratogenicity of SSRIs–serious concern or much ado about little? N Engl J Med. 2007 Jun 28;356(26):2732-3


le consequenze a distanza possono essere notevoli…..


in realtà è un falso problema…..

la depressione è quasi sempre acuita in gravidanza….

a meno che non si inquadri l’evento della nascita come un cambiamento….

un nuovo evento nella vita di quella persona…..

di qui l’importanza della psicoterapia…..



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Commenti dei lettori

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  • maria cristina

    07 Aug 2009 - 12:01 - #1
    0 punti
    Up Down

    secondo me è un articolo molto interessante,come la capisco io è che a bassi dosaggi si possono prendere i farmaci dall’inizio alla fine gravidanza con un rischio minimo in confronto ad una donna che non usa farmaci.giusto?o sbaglio mi date una risposta.nel caso fosse così penso che tante donne si sentirebbero più forti ad affrontare una gravidanza. grazie

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