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Boomerang depressione

per quei farmaci (SSRI, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) si è registrato però un declino imprevisto, relativo al loro impiego contro la depressione negli adulti, insieme addirittura a un calo delle diagnosi, mentre non è diminuito il ricorso alla psicoterapia.....

Boomerang depressione

Un tema sensibile come quello sui rischi di gesti autolesivi per alcuni antidepressivi usati in bambini e adolescenti, sul quale il dibattito è divampato dopo l’avvertenza nel 2005 dalla FDA statunitense sulle confezioni, aveva buone probabilità d’influire sulle prescrizioni. Ed è quanto in effetti è successo in America, dove per quei farmaci (SSRI, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) si è registrato però un declino imprevisto, relativo al loro impiego contro la depressione negli adulti, insieme addirittura a un calo delle diagnosi, mentre non è diminuito il ricorso alla psicoterapia. Sono andamenti riferiti in agosto dalla rivista degli psichiatri statunitensi, che dimostrano ancora quanto possa essere ampio l’impatto della comunicazione sui farmaci e come vadano considerate tutte le possibili conseguenze. E, a distanza di pochi giorni, è seguita la diffusione dei dati dei CDC sui suicidi tra i teenager americani, prima ridotti poi aumentati tra il 2003 e il 2004: un riscontro legato per alcuni all’andamento delle prescrizioni degli antidepressivi e per altri no. C’è abbastanza benzina, insomma, per dare nuovo fuoco al dibattito e alle mai sopite polemiche. …..

Dopo il warning FDA…..


Coincidenza inquietante nei teenager
Ma non è diminuito solo il ricorso agli antidepressivi negli adulti, dato che tra il 2003 e il 2005, dopo che gli organismi regolatori americani ed europei già avvertivano sulla possibile associazione con il rischio di suicidio, le prescrizioni a soggetti sotto i 19 anni d’età erano calate negli USA e per esempio in Olanda del 22% circa. Nello stesso periodo, il tasso di suicidi giovanili è aumentato del 49% e negli Stati Uniti nel 2003-2004 del 14%. A questi si sono aggiunti i dati dei CDC, che mostrano nella fascia d’età 10-24 anni una riduzione del gesto di quasi il 30% tra il 1990 e il 2003 e invece un brusco aumento dell’8% tra il 2003 e il 2004, incremento più significativo per le femmine da 10 a 14 anni e poi da 15 a 19, seguite dai maschi tra 15 e 19. C’è un legame causale tra questi fatti? Per gli psichiatri autori del report c’è (indicativa l’Olanda, con un’associazione inversa significativa), e anche il warning del 2005 benché puntasse a salvare vite avrebbe ottenuto l’effetto opposto di aumentare i suicidi giovanili, rivelandosi uno strumento inadeguato. Per i CDC e l’FDA una coincidenza c’è, ma non si possono trarre conclusioni causali, anche perché tale scelta estrema è un problema complesso e i farmaci sono probabilmente solo uno dei fattori in gioco. In effetti potrebbero essere aumentati i disturbi mentali, l’uso di alcol e droghe, e le abitudini prescrittive. Resta il fatto che quella coincidenza è inquietante e non si può ignorare. La questione è aperta, anzi spalancata.

fonte Elettra Vecchia DICA 33

Fonti
Am J Psychiatry 2007; 164:1356-1363.

Mortality and Morbidity Weekly Report, 7 settembre 2007.

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