Sindrome di Stendhal

....quando la persona si trova di fronte a opere di straordinaria bellezza....Esprime un profondo coinvolgimento emotivo, che trascende l’oggetto ammirato, guardato,ascoltato o percepito, fino quasi a fondersi con esso. All’inizio tale coinvolgimento plurisensoriale è piacevole,ma trascendendo la realtà contingente è percepito come invasione di se stessi,una perdita di controllo che può spingere alla fuga o addirittura alla distruzione dell’opera stessa,che ha generato l’emozione.....E’ un rapimento estetico, estasico. Un rapimento emotivo. Una trance ……quando i suoni e le parole che ascoltiamo, quando le immagini che vediamo e le sensazioni che percepiamo, non vengono elaborate solo per quello che sono ma diventano uno stimolo per una serie di collegamenti e di immaginazioni interiori, che trascendono l'accaduto....

Toscana dove la bellezza si concentra.

Sindrome di Stendhal o sindrome di Firenze.

Sindrome, cioè un insieme di sintomi psichici e fisici, stupore, piazzamento, coinvolgimento emotivo che trascende l’accaduto e va oltre, tachicardia, vertigini, affanno, confusione, allucinazioni, quando la persona si trova di fronte a opere di straordinaria bellezza.

L’impatto emotivo è talmente coinvolgente e straordinario che non si riesce a gestirlo, a sopportarlo fino quasi a divenire un fastidio, che può spingere alla fuga da tale fascinazione oppure alla distruzione dell’opera stessa.

Stendhal l’autore di Il rosso e il nero, così la descrisse durante il suo viaggio in Italia nel 1817.

Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce, ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere. »

Esprime un profondo coinvolgimento emotivo,

che trascende l’oggetto ammirato,

guardato,ascoltato o percepito,

fino quasi a fondersi con esso.

All’inizio tale coinvolgimento plurisensoriale è piacevole,ma trascendendo la realtà contingente è percepito come invasione di se stessi,una perdita di controllo che può spingere alla fuga o addirittura alla distruzione dell’opera stessa,che ha generato l’emozione.

E’ un rapimento estetico, estasico.

Un rapimento emotivo.

Una trance ……cioè ….lo stato mentale di ipnosi

Una ipnosi autoindotta….

Rapito al punto di fondersi con ciò che guarda, o che ascolta o che percepisce.

Un autoipnosi un coinvolgimento profondo per le profonde emozioni che ha suscitato…

Una trance….

La trance è il sinonimo dello stato mentale d’ipnosi.

Uno stato mentale di alterata coscienza,in cui si guarda percepisce e si ascolta in modo diverso senza il filtro della mente razionale.

Esiste la comune trance di tutti i giorni che noi proviamo in ogni momento quando facciamo una pausa e lasciamo vagare la mente.

Il sogno si potrebbe definire una situazione di trance profonda in cui predomina nettamente l’inconscio, che col suo linguaggio analogico, attinto dal serbatoio complesso dei ricordi e dei messaggi subliminali, crea un suo film privato.

In generale possiamo parlare di ipnosi e del suo stato mentale -cioè la trance- quando i suoni e le parole che ascoltiamo, quando le immagini che vediamo e le sensazioni che percepiamo, non vengono elaborate solo per quello che sono ma diventano uno stimolo per una serie di collegamenti e di immaginazioni interiori.

Copyright © 2004-2007 [Gilberto Gamberini]. Tutti i diritti riservati.

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Dall’ Ottobre 2007 a Maggio 2008

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Pubblicato il 26 dicembre 2007 in: 16 Arte Danza Psiche

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