
La vita non è un talk show .
Se lo fosse, dopo una notizia triste ballerebbero le ballerine,
le tette e le cosce riempirebbero lo schermo,
assieme a sorrisi da dentifricio.
La vita non è un talk show,
dove tutto è sullo stesso piano,
le cose serie ed altre no,
alla fine non si capisce cosa è importante e cosa non lo è.
Tutto scorre con la monotonia di un caterpillar.
La vita non è un talk show.

Muore la speranza,
quando muore Benazir Bhutto,
muore la speranza quando muore una donna,
muore la speranza quando muore la emancipazione,
Quasi una psicoterapia la speranza,

oltre il vociare convulso di chi urla,
e gode guardandosi nello specchio della propria stupidità.
Dicono che sono gli italiani gli immaturi,
che i media gli danno quello che chiedono,
anche Hitler, che si sentiva ispirato
diceva che lui dava quello che voleva il popolo tedesco,
erano megalomanie di chi non tollera la critica e preferisce “concentrarla” nei campi.
In realtà stupidi si nasce in pochi,
ma in tanti si rischia di diventarlo.

Muore la speranza,
quando muore Benazir Bhutto,
muore la speranza quando muore una donna,
una delle tante, una delle troppe.

Muore il simbolo del riscatto,
quello che ragiona a testa in giù.
Quando muore una donna bella dentro e fuori .

Muore la grande madre .
E noi bambini mai nati .
speriamo in un’altra nascita

Ma quante pallottole ci sono per fermarla?

Copyright © 2004-2007 [Gilberto Gamberini]. Tutti i diritti riservati.
l’interessante, come sempre, intervento di Guida Storia…
Iside….il passato per comprendere il presente….

gilberto gamberini










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