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Giù il bicchiere anche col sostegno della psicoterapia

Dipende dal grado di coinvolgimento ed intossicazione, dalla collaborazione famigliare e del paziente, dalle sue motivazioni, risorse....L'approccio migliore è quello globale...con diverse figure professionali. ....E' un viaggio di speranza e di illusione a volte senza apparente fine

Giù il bicchiere per salvare il fegato

Quando il fegato è colpito da patologie, in particolare da cirrosi, la strategia più efficace per salvarlo è sospendere il consumo di alcool, astenersi del tutto può anche portare a una regressione della fibrosi, e ricondurre la cirrosi a uno stadio iniziale. Ma rinunciare al bere è forse la cosa più complicata e ardua che si possa proporre a un alcolista che ha anche un secondo problema da risolvere: la dipendenza. Questa, però, resta la modalità più adeguata per gestire il paziente alcolista con cirrosi epatica. Potrebbe essere sufficiente sapere che perseverare nell’abuso è causa diretta di complicanze correlate alla cirrosi, incluso il carcinoma epatico e un ostacolo irremovibile al trapianto di fegato. Ma non sempre è sufficiente informare.

La cirrosi esclude
Il sostegno psicologico, l’approccio motivazionale, l’informazione e gli incontri regolari, da soli non sono sufficienti per eliminare la dipendenza e arrivare a un’astinenza dall’alcool prolungata. Tuttavia non sono in corso studi per testare farmaci su pazienti con cirrosi provocata dall’alcool; tra i motivi anche il profilo clinico dei pazienti e quello metabolico dei farmaci che riducono il desiderio di bere. Si tratta di pazienti con fegato compromesso ed elevati livelli di aminotransferasi e le molecole in questione hanno un esteso metabolismo epatico, cioè la loro eliminazione avviene attraverso il fegato. L’incompatibilità porterebbe all’esclusione dei pazienti dal campione e quindi a non avere una popolazione rappresentativa. Non a caso le molecole con indicazione per il trattamento della dipendenza da alcool sono controindicate per i soggetti con malattie del fegato. …

 

Test sul candidato
Un principio con maggiori prospettive di impiego è il baclofen: come il tapiramato, agisce da agonista con alcuni recettori nervosi specifici (recettori del GABA, acido gamma-aminobutirrico) ma con un basso metabolismo epatico, che si produce in questo organo solo per il 15%, mentre il resto viene eliminato dal rene senza essere metabolizzato. ….. Un candidato ideale per trattare anche alcolisti con cirrosi epatica, le cui prove di efficacia e sicurezza sono state raccolte presso l’Istituto di Medicina Interna dell’Università Cattolica di Roma. ….. Circa 80 soggetti sono stati avviati, in doppio cieco, al farmaco o a un placebo, tutti sostenuti da sedute di psicoterapia, per 12 settimane, e poi monitorati per altre quattro.

Astinenza sostenuta
I due gruppi hanno riportato risultati diversi rispetto alla capacità di astenersi dal bere nel periodo di osservazione: il 71% del braccio farmaco ci era riuscito contro il 29% del braccio placebo. E ciò che i pazienti dichiaravano di aver fatto era comprovato da analisi di laboratorio che avevano rilevato una riduzione significativa dei marcatori di danno epatico (alanina aminotransferasi, gamma-glutamiltransferasi, bilirubina). Un calo del desiderio di bere era stato registrato anche nel gruppo trattato con placebo, ma in misura minore e di certo attribuibile al sostegno psicologico, e con una quota (31%) di abbandoni più alta (14% nel gruppo trattato con baclofen). ……

Simona Zazzetta

Fonti
Addolorato G. et al. Effectiveness and safety of baclofen for maintenance of alcohol abstinence in alcohol-dependent patients with liver cirrhosis: randomised, double-blind controlled study. Lancet. 2007 Dec 8;370(9603):1915-22

Dipende dal grado di coinvolgimento ed intossicazione,

dalla collaborazione famigliare e del paziente,

dalle sue motivazioni, risorse….

L’approccio migliore è quello globale…con diverse figure professionali.

Nessuno è migliore degli altri…..

E’ un viaggio di speranza e di illusione a volte senza apparente fine

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