
Questo amore così violento.
Potremmo distinguere le due parole,
per evitare che amore diventi sinonimo e parte in un qualche modo della violenza
e viceversa
che si possa cogliere nella violenza una forma di amore.
Noo la violenza è sempre
intolleranza dei desideri e dei voleri dell’altro,
ed esprime l’idea,
l’ideologia che l’altro non si possegga,
ma lo si possegga.

“Se mi lasci ti distruggo.”
E’ la premessa ideologica,
l’idea che sta a monte
che giustifica la frase.
Se accetto l’ideologia divengo una vittima predestinata e sacrificale,
se non l’accetto ritorno ad essere libero/a.

L’ideologia è il possesso dell’altro,
l’amarlo ti giustifica questo diritto,
in realtà, è l’altro che ti concede di essere amato,
posseduto,
e quando l’altro non ti ama più,
ti ritira questa concessione.

Il possesso può riguardare coloro che si amano,
ma non solo,
anche i genitori, madri e padri possono divenire spietati aguzzini
quando vengono lasciati,
quando la loro creatura cammina con le proprie “gambine.”

È la difficoltà dell’amore,
non la sua serenità,
che induce questa degenerazione dell’amore.
L’indipendenza dell’amato
o del figlio, o del famigliare,
diviene intollerabile.

Non fatevi mai distruggere da nessuno,
non chiedetevi se lo fa per amore o per odio,
fuggite, ribellatevi, lasciatelo .
è solo una palla al piede, prigionieri/e a vita.

Sono altri i gesti che fanno parte dell’amore
.
bene ha fatto il papa a sottolinearli.

Enfatizzare scelte reciproche di violenza,
condivise, ma comunque minoritarie, ed, a volte,
punte dell’iceberg di turbe psicologiche dovute a passate violenze,
è comunque deviante e può essere, per menti più deboli, un incitamento alla violenza.
Anche il parlarne in un certo modo e la violenza verbale
fanno parte di questa istigazione.
Tutto fa audience, tutto fa violenza .
non facciamoci violentare .
Se non per piccoli e condivisi baci .

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gilberto gamberini









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