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Si sta come d'Autunno sugli alberi le foglie?

Metafora comunque che esprime una realtà, la provvisorietà la caducità della nostra vita, " ricordati che devi morire…." la vita è questo ma proprio perché è questo che noi vorremmo che fosse di più e in quel di più noi ci soffermiamo affinché parlare della vita divenga un inno alla vita stessa, alla sua rinascita continua, perché se è vero che c’è un autunno, è anche vero che alla caduta delle foglie e al gelo, segue la primavera, tutto rinasce tutto ritorna tutto evolve al dolore segue l’oblio di quel dolore, domani è sempre un altro giorno.....Solo chi ha sofferto della e nella vita, può comprenderene la bellezza.....Su Telesanterno TV dal lunedì al venerdì alle 13,00 Replica notturna alle 01,15 Dall' Ottobre 2007 a Maggio 2008


Si sta come d’Autunno sugli alberi le foglie.

Esprime la provvisorietà della vita.

Enzo Biagi la riprese….

ma è proprio chi ha provato il dolore della vita che più ama la vita…..

Metafora visiva d’autunno,

le foglie aspettano il vento che le porti via.

L’attesa di un evento.

Provvisorietà.

Un qualcosa che sta per accadere, un qualcosa che si è già consumato,

che è in attesa di una sua fine, o forse di un nuovo inizio,

le stagioni ritornano

dagli alberi nudi dell’inverno

al rifiorire e allo scorrere della primavera.


E’ il contrario dell’agire e della fierezza

è il contrario della determinazione della rinascita,

la vita non è vana attesa ma riprenderne il possesso,

spesso non senza dolore,

verso un qualcosa di migliore


Metafora comunque triste e negativa che esprime

una realtà, la provvisorietà delle cose, la caducità della nostra vita,

” ricordati che devi morire….”

la vita è questo ma proprio perché è questo

che noi vorremmo che fosse di più

e in quel di più noi ci soffermiamo

affinché parlare della vita divenga un inno alla vita stessa,

alla sua rinascita continua,

perché se è vero che c’è un autunno,

è anche vero che alla caduta delle foglie e al gelo,

segue la primavera, tutto rinasce tutto ritorna tutto evolve

al dolore segue l’oblio di quel dolore,

domani è sempre un altro giorno.

“quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia,

chi vuol essere lieto sia di doman non c’è certezza”

ovverosia alla presa di coscienza della caducità della vita

segua un invito alla vita,

un inno alla vita.


Solo chi ha sofferto della e nella vita,

può comprenderene la bellezza,

il profumo e la fragranza,



e continuare a sperare in essa,

vivendola…….

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