
Psicoterapia della civetteria.
La civetteria
Figura retorica onomatopeica, richiama il suono giocoso vezzoso delle civette.
Leziosità.
Donna che si comporta con grazia maliziosa per attrarre l’attenzione, maschile, ma non solo.
Civetta canta ma non la si può vedere, c’è ma non è quella che appare.
Apparente ripulsa che maschera l’interesse e il desiderio.
Civettare una maniera di porsi, di fare.
Adescare per mezzo di una falsa ripulsa o con moine,
apparentemente concedere per poi non concedere nulla, come il personaggio di Mirandolina, descritto nella Locandiera di Goldoni.
Mostrarsi e ritrarsi.
Dire e non dire, dire e nascondersi,
dire verbalmente quello che si contraddice col linguaggio del corpo.
Una comunicazione paradossale, affermo una certa cosa ma do una particolare intonazione alla voce che cambia il significato della comunicazione.
Una comunicazione paradossale che si svolge a due livelli diversi,
il primo dato dalla parola l’altro dall’atteggiamento corporeo,
i significati della comunicazione corporea e della parola non coincidono.
una comunicazione paradossale può essere un nonsense….
l’importante è che superi le barriere del conscio.

La comunicazione paradossale che ha lo scopo di spiazzare,
di affascinare,
è tipica del linguaggio dell’inconscio,
è una comunicazione efficace che si usa anche
nella psicoterapia
e nella ipnosi ericksoniana.

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Dall’ Ottobre 2007 a Maggio 2008

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gilberto gamberini









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