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Psicosi: tutta un'altra storia

il programma di cura, oggi, presuppone anche la psicoterapia (di tipo cognitivo-comportamentale) integrata con i farmaci e gli interventi di riabilitazione.....Già due o tre anni prima dell'esordio vero e proprio si possono osservare in buona parte dei futuri psicotici sintomi come ansia e depressione o perdita dell'attenzione, cui si accompagnano atteggiamenti come il ritiro sociale e il deterioramento del ruolo....Certamente un ritiro sociale non è sinonimo di psicosi, ma potrebbe farne parte. E' comunque un campanello d'allarme di esclusione di fuga dalla realtà...

Psicosi: tutta un’altra storia

Le malattie mentali oggi devono fare meno paura, perché si possono intercettare e curare prima che compromettano l’integrità fisica, emotiva e sociale della persona

Le malattie psichiatriche hanno un andamento epidemiologico piuttosto costante, la loro incidenza percentuale non è in crescita né in calo. La schizofrenia, per esempio, colpisce l’1% della popolazione, e ciò è vero in tutto il mondo, mentre il disturbo bipolare raggiunge quota 3-4% tra gli adulti. Tuttavia molto è cambiato negli ultimi 50 anni per quanto riguarda la percezione della malattia mentale, le opzioni di cura disponibili e, purtroppo, anche i fattori di rischio. La malattia mentale non è come le altre malattie, ma come diverse altre patologie può essere adeguatamente curata, anche se non guarita. Conoscere aiuta a comprendere e soprattutto nega spazio alla paura, così il professor Alberto Siracusano, presidente della Società italiana di psichiatria (SIP), in conferenza stampa ha rassicurato i presenti, illustrando con chiarezza e semplicità il quadro della psicosi oggi.

Cambia l’ambiente
L’origine della malattia mentale è multifattoriale: i fattori di rischio, o meglio i fattori favorenti, secondo l’attuale modello psicosociale, hanno radici nell’ambiente, nel patrimonio genetico, nelle relazioni e nell’attaccamento sperimentati da ciascun individuo. È facile intuire quindi come situazioni familiari disturbate, piuttosto che un ambiente di vita degradato, come può essere quello di molte periferie moderne (queste sì in crescita) siano delle spinte in grado di precipitare i soggetti già predisposti. Soggetti quasi sempre molto giovani, perché è già nella prima adolescenza che la società di oggi si mostra particolarmente esigente sui suoi abitanti, richiedendo prestazioni funzionali elevate. Una pressione che genera stress e, nei soggetti predisposti, slatentizza i primi malesseri.
Famiglia e scuola sono quindi gli spettatori dei primi segni e sta a loro vigilare e informare, prima che il disagio provochi l’esclusione sociale del soggetto. Non bisogna dimenticare, infatti, che l’esclusione dalla vita sociale è un fattore critico che aggrava la sofferenza del malato e ne compromette gravemente le capacità di recupero.

Cambia la cura
….. il programma di cura, oggi, presuppone anche la psicoterapia (di tipo cognitivo-comportamentale) integrata con i farmaci e gli interventi di riabilitazione. E con un farmaco ben tollerato è più facile che il paziente aderire con costanza al percorso complessivo che dovrà seguire nel tempo.

Tarda la diagnosi
La salute mentale fa parte integrante del diritto alla salute dell’uomo, come ribadito anche dall’Organizzazione mondiale dalla sanità. Eppure, anche a causa di una oggettiva difficoltà d’inquadramento delle malattie psichiatriche, un paziente al primo episodio psicotico non riceve la diagnosi che un anno più tardi. Un intervallo di tempo trascorso senza le adeguate cure che deve essere il più possibile ridotto, imparando a cogliere quei segni “prodromici” che iniziano a comparire alcuni anni prima del manifestarsi della malattia, e a chiedere aiuto al proprio medico. Dice il presidente della SIP “Già due o tre anni prima dell’esordio vero e proprio si possono osservare in buona parte dei futuri psicotici sintomi come ansia e depressione o perdita dell’attenzione, cui si accompagnano atteggiamenti come il ritiro sociale e il deterioramento del ruolo, soprattutto in ambito lavorativo. Altri elementi sono la perdita di sonno e di appetito, i disturbi della sfera sessuale”. Quando questi segni compaiono all’improvviso e si mantengono nel tempo vanno segnalati al medico, esattamente come si farebbe con altri sintomi fisici di cui prima il soggetto non soffriva.

Fonte DOCTOR NEWS

Bibliografia
Conferenza stampa “Psicosi, schizofrenia e disturbo bipolare: è ora possibile recuperare la persona nella sua interezza”. Milano, 30 gennaio 2008

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Quetiapine monotherapy for mania associated with bipolar disorder: combined analysis of two international, double-blind, randomised, placebo-controlled studies. Curr Med Res Opin 2005; 21(6): 923-934

Calabrese JR et al.
A Randomized, Double-Blind, Placebo-Controlled Trial of Quetiapine in the Treatment of Bipolar I or II Depression. Am J Psychiatry 2005; 162:1351–1360

Zhong KX et al.
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Certamente un ritiro sociale non è sinonimo di psicosi, ma potrebbe farne parte.

E’ comunque un campanello d’allarme di esclusione di fuga dalla realtà…

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