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Ami la fine della estate?

Una sindrome depressiva tipica della mancanza di produzione di serotonina nasce proprio in concomitanza della fine della estate, con l’allungarsi della notte a scapito del giorno, con la mancanza di colori, col ritorno dei problemi che abbiamo lasciato a casa......In genere noi odiamo la fine delle cose, la fine di una qualunque cosa, amiamo quella che verrà, perché abbiamo bisogno di aspettative, speranze e di futuro. Noi amiamo l’estate che verrà, la prossima estate. E non è solo illusione, perché nell’immutabile succedersi delle stagioni, per ogni estate che finisce ci sono i germi del suo rinascere.....Su Telesanterno TV dal lunedì al venerdì alle 13,00 Replica notturna alle 01,15 Dall' Ottobre 2008 a Maggio 2009

Ami la fine della estate?

Estate intesa come vacanza….come si fa ad amare la sua fine?

Estate intesa come luce….come si fa ad amare il buio?

Una sindrome depressiva tipica della mancanza di produzione di serotonina nasce proprio in concomitanza della fine della estate, con l’allungarsi della notte a scapito del giorno, con la mancanza di colori, col ritorno dei problemi che abbiamo lasciato a casa.

uno studio canadese pubblicato sugli Archives of General Psychiatry, ha condotto un’analisi

I ricercatori hanno studiato il cervello di 88 volontari sani di età media 33 anni con la tomografia a emissione di positroni (PET) tra il 1999 e il 2003. Le scansioni effettuate con la PET hanno cercato di definire l’attività del trasportatore della serotonina, la proteina che si occupa di “sequestrare” la serotonina nel cervello. Quanto più attiva è la proteina tanto minori sono i livelli di serotonina nel cervello e tanto maggiore la probabilità di umore depresso. L’osservazione dei ricercatori è stata che la proteina fosse significativamente più attiva in inverno e in autunno. In primavera-estate la situazione si inverte e allora la serotonina in circolo aumenta, probabilmente aumentando il tono dell’umore. E’ evidente, osservano i ricercatori, l’effetto diretto della luce sulle attività della proteina. Un fatto con importanti implicazioni per la comprensione dei cambi di umore stagionale che si verificano negli individui sani, della vulnerabilità al disturbo affettivo stagionale, la cosiddetta SAD, che colpisce il 4-5% della popolazione, e delle relazioni tra esposizione alla luce e umore. Lo studio, concludono i ricercatori, offre una possibile spiegazione al regolare ripresentarsi degli episodi depressivi invernali e autunnali in alcuni soggetti vulnerabili.

fonte Marco Malagutti dica 33

Fonti
Praschak-Rieder N et al. Seasonal Variation in Human Brain Serotonin Transporter Binding. Arch Gen Psychiatry. 2008;65(9):1072-1078

In genere noi odiamo la fine delle cose, la fine di una qualunque cosa, amiamo quella che verrà, perché abbiamo bisogno di aspettative, speranze e di futuro.

Noi amiamo l’estate che verrà, la prossima estate.

E non è solo illusione, perché nell’immutabile succedersi delle stagioni, per ogni estate che finisce ci sono i germi del suo rinascere nell’anno che verrà.

E poi quando manca il sole fuori, ce lo possiamo alimentare dentro, sorridendo alla vita, superandone le difficoltà.

Ogni fine ha in se i germi del suo inizio.

Alla fine del giorno ne segue un altro e poi un altro ancora.

Dopo il tramonto, un attimo di riflessione e poi una nuova alba …..

La prossima estate, il prossimo viaggio…..

Anche se poi ogni giorno è nuovo e diverso e può nascondere in se una vacanza.

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