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San Sabba Sterminio a Trieste

Dopo 63 anni, morti vittime e carnefici, la Germania chiede scusa. Ci ha dovuto riflettere "un pò" Qualcuno dice, perché parlare e ricordare queste cose? Chi ha provato questo orrore e ne è sopravissuto, non ne vuole più sentire parlare, e poi perché deve parlarne? Una persona che non ha vissuto tutto questo cosa puoi capirne? E’ strano come, a volte, in questo, vittime e carnefici, siano uniti, nell’affermare la stessa cosa: non parlarne, in modo che i ricordi restino solo dei fantasmi. E’ di questo non parlarne che si sentono forti e sicuri i carnefici.....Joseph Oberhauser il comandante del campo di sterminio di San Sabba, proprietario di una conosciuta birreria a Monaco, è rimasto a vendere birra nella sua ridente città ed è morto all’età di 65 anni nel suo lettino il 22 novembre 1979.

San Sabba a Trieste….Dopo 63 anni, morti vittime e carnefici, la Germania chiede scusa. Ci ha dovuto riflettere “un pò” Qualcuno dice, perché parlare e ricordare queste cose? Chi ha provato questo orrore e ne è sopravissuto, non ne vuole più sentire parlare, e poi perché deve parlarne? Una persona che non ha vissuto tutto questo cosa puoi capirne? E’ strano come, a volte, in questo, vittime e carnefici, siano uniti, nell’affermare la stessa cosa: non parlarne, in modo che i ricordi restino solo dei fantasmi.
E’ di questo non parlarne che si sentono forti e sicuri i carnefici

Risponde Primo Levi “Se moriremo in silenzio come vogliono i nostri nemici, il mondo non saprà mai di che cosa l’uomo è stato capace e di che cosa tutt’ora è capace”
Arrivare alla risiera, non è facile, le indicazioni stradali spariscono ad un certo punto e devi chiedere per arrivarci.
Dalla circonvallazione di Trieste l’uscita è quella di Valmaura e poi subito dopo a destra vi è la risiera, i custodi sono gentili e disponibili e sono prodighi di informazioni, abituati forse all’uso didattico del luogo.

Una gentile signora di Trieste, venditrice di fiori del vicino cimitero, mi ha indirizzato alla risiera dicendomi “non vada là, è un posto triste!”
Cosa ci può essere di più triste di un cimitero? La risiera, lo è per le sue alte mura in cemento armato che ti dirigono al suo ingresso, lo è per le altre mura che circondano il cortile interno, facendoti avere una idea visiva dell’imprigionamento, della lontananza dal sole, dalla luce, dalla libertà, e dell’approssimarsi della angoscia…..
E lo è ancora di più al suo interno, per quelle mura originarie in mattoni rossastri, con le finestre murate, quando da luogo per la pilatura del riso fu trasformata in lager, lo è per il suo museo con la sua sfilata di orrori e per le foto, che provengono e ricordano la vita e soprattutto la morte anche di altri lager più importanti, lo è per quella sua aria triste di risiera, diventata poi fabbrica della morte, lo è per le lapidi che ricordano le morti, dei partigiani yugoslavi e italiani, dei militari italiani, degli oppositori politici, degli ebrei, dei semplici cittadini, che le madri triestine ricordano.
Ce n’è una che dice “ in memoria di tutti coloro che seppero accettare le sofferenze e la morte con coraggio e dignità”
Ma si può morire con dignità quando si è così giovani e pieni di vita, e si lasciano dietro di se, madri, sorelle, mogli, figli e fidanzate e i propri sogni?
Io credo che molti di loro siano morti urlando il loro desiderio di vita e maledicendo i loro assassini…..

Il campo di San Sabba ha questa sua peculiarità è un campo di sterminio delle idee, e del dissenso, non necessariamente legato alla follia della dottrina razziale nazista. Nelle celle si sono trovate migliaia di documenti d’identità, che sono stati prelevati dalle truppe jugoslave che per prime entrarono nella Risiera e furono portate a Lubiana, dove sono conservati ancora oggi presso l’Archivio della Repubblica di Slovenia.

Come per altri campi, vi era in comune, la presenza di laboratori, dove vi lavoravano principalmente gli ebrei che poi, quando c’era un carico sufficiente, (fa rabbrividire usare questa parola) venivano inviati nei campi di sterminio in Germania e in Polonia (a Dachau, Auschwitz, Mauthausen) E’ sottesa l’idea della efficienza e della utilitarietà dell’individuo, che deve rendere e produrre prima di essere ucciso, quasi a pagare le spese della sua eliminazione.
Nel cortile interno della Risiera il forno crematorio collaudato il 4 aprile 1944, dalle migliori intelligenze naziste ….. Joseph Oberhauser il comandante del campo di sterminio di San Sabba, proprietario di una conosciuta birreria a Monaco, è rimasto a vendere birra nella sua ridente città ed è morto nel suo lettino all’età di 65 anni il 22 novembre 1979……fonte www.gilbertogamberini.it
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