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Il terremoto dell'Aquila non scuote solo la terra

ma scuotono le coscienze.....La paura te la porti dentro ed affiora quando meno te l'aspetti. Ti rosicchia dentro come un tarlo.... ma ti dà anche un gran desiderio di vita .... Ai vivi il ricordo....lo stress post traumatico...il PTSD... un fuoco che non si spegne.....Come in una psicoterapia....chi e` immerso nel problema non comprende cosa fare e come farlo, se non nella consueta ripetizione di se stesso...


Il terremoto in Abbruzzo non scuote solo la terra
ma scuotono le coscienze…..

La paura te la porti dentro ed affiora quando meno te l’aspetti.
Ti rosicchia dentro come un tarlo….
ma ti dà anche un gran desiderio di vita ….

Ai vivi il ricordo….lo stress post traumatico…il PTSD…
un fuoco che non si spegne…..

l’ansia per i dispersi…..

i bambini del non ritorno….
Emergono i ricordi di un altro luogo e di un altro tempo….

Nella notte del terremoto del 6 Maggio 1976
in Fiuli, e all`alba del giorno dopo, osservando la desolazione che avevi intorno, ti immedesimavi ed allo stesso tempo ti estraniavi, avevi un`aria di immortalita`, camminavi tra cornicioni e mura pericolanti e non ti rendevi conto di quello che facevi, cercavi punti di riferimento che non trovavi….non riuscivi a coordinare i tuoi movimenti, giravi a vuoto….avevi bisogno di una realta` diversa pulita ed organizzata senza macerie…ma, contemporaneamente eri costretto a fotografare quello che vedevi….

Chi era immerso in quella realta` non poteva ancora capire, aveva bisogno di qualcuno “di fuori” che organizzasse tutto, che pensasse al dopo….e non come te che eri immerso in quello che accadeva con continui riferimenti al prima….

Come in una psicoterapia….chi e` immerso nel problema non comprende cosa fare e come farlo, se non nella consueta ripetizione di se stesso


La notte stessa del terremoto, in un spontaneismo non ancora organizzato, furono coloro che non trovarono i loro cari a scavare con le mani tra le macerie, i soldati, i sottoufficiali e gli ufficiali dell`esercito che cercarono tra le macerie delle caserme distrutte i loro commilitoni e che aiutarono, chi si presentava o chi vagava alla cieca, a cercare i loro famigliari, i carabinieri, i poliziotti, i radioamatori, gli ospedali vicini, le radio locali, i parroci…..

Il giorno dopo il terremoto furono le prefetture a coordinare l`esercito, i carabinieri, gli ospedali e tutti coloro che avevano in un qualche modo una struttura organizzata come i partiti politici, amministrazioni di comuni non coinvolti, la Caritas….

Il comune di Terzo d`Aquileia invio` un camion carico d`acqua, succhi di frutta, latte e pane fresco….lo distribuimmo nelle strade e nelle piazze ancora praticabili, dove si poteva arrivare ad Alesso, Interneppo, Bordano…

perche` tutti si avvicinavano….quando quel silenzio spettrale del giorno dopo….al di la` del sorvolare degli elicotteri…era interrotto dal rumore di un motore…il primo legame con il mondo e con la vita….

fonte www.gilbertogamberini.it

foto del terremoto del Friuli ma non del dolore ma della ricostruzione e del ritorno….

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Friuli Terremoto 1976 Campo profughi di Oncedis Alesso di Trasaghis

Friuli Terremoto 1976 Campo profughi di Oncedis Alesso di TrasaghisNon solo dolore ma anche incontro momenti del ricordo e della ricostruzioneGemona del Friuli Accanto al duomoGemona del Friuli La fontanaGemona del Friuli Tetti e campaniliGemona del Friuli Il collegio dei padri StimatiniFiat 850 coupè Era a Gemona del Friuli il 6 maggio 1976

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