
La trasgressione come fuga degli uomini di potere.
La trans-gressione come fuga degli uomini di potere.
Non dividerei gli uomini in categorie in base al potere che hanno, ma a come lo usano, ed alla presenza o meno degli ideali che li animano.
Qui l’inconscio, parola abusata e fraintesa, c’entra come i cavoli a merenda.
Anche se è indubbio che il potere logora, anche se Andreotti suggeriva il suo esatto contrario, che logorava chi non ce lo aveva.
Indubbiamente il potere, ma io direi il ruolo, la responsabilità a tutti i costi, implica una forte tensione emotiva, lo abbiamo ricordato a proposito della lontana vicenda di Lapo, una responsabilità, un peso, che, forse, andava oltre i propri intendimenti.
Ma la politica è diversa, non la scelgono i tuoi genitori per te, non è un compito da svolgere, ma una scelta ponderata e di ideali, o così dovrebbe essere.
E se non sei di governo devi essere bravo il doppio, così si esprimevano i padri del socialismo italiano e uomini di fede e di integrità
come Mario Lizzero.
Il problema è un altro:
al trans-sesso, si accoppiano come in una trama infernale, alcool e cocaina o altre droghe.
Bene fecero le iene nella loro inchiesta sul parlamento, male fece il parlamento a non accettare questa opportunità
Una semplice domanda Vi fareste operare da una persona che usa droga?
Io no…..ed allora perché un drogato dovrebbe avere la possibilità di governarci?
Una mente ottusa e confusa dagli effetti della droga riguarda solo i poveri diavoli e non gli uomini di potere ?
Avete mai dialogato con una “persona che si fa” Non c’è alcun dialogo ….

Un tempo parlando della pedofilia, feci notare che come uno si eccitava con un minore in Thailandia, allo stesso modo si poteva eccitare col proprio figlio in casa….
Non credo che una persona si ecciti con un trans solo perché è fuori casa, se ci eccita con un trans vuol dire che la sua sessualità è quella ….
Io non lo ho mai preso e non lo mai dato.
Possessioni diaboliche.
Fascino del proibito, non la curiosità di Ulisse ma la morbosa morbosità dell’oscuro.
Censori degli altri e mai di se stessi.

Dio fece l’uomo e la donna. Dio fece Adamo ed Eva. L’uomo inventò le variazioni sul tema.
O la precocità violata della pedofilia o il fascino morboso dell’oscuro.
Il prenderlo o il darlo, la passività cercata o la passività pretesa.
Condita dal filo bianco della cocaina, che non è un bouquet da sposa.
Io parafrasando un presidente infelice con una frase felice, dico “Non ci sto”
Se non ci stessimo tutti, il mondo sarebbe migliore.
fonte www.gilbertogamberini.it
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Il caso del governatore Piero Marrazzo ricorda quanto accaduto ad altre personalità di potere. Raffaele Morelli, psicoterapeuta e direttore di Riza Psicosomatica, apre la porta alle riflessioni: «I veri grandi uomini restano semplici, umili, con amici e famiglia al fianco, in una normalità che li preserva dal potere che dà alla testa. Altri, invece, senza accorgersene, perdono il contatto con i valori più semplici, entrano nella gabbia. Ed è solo cadendo rovinosamente a terra che ritrovano quell’identità che non sanno di aver perso. E che inconsciamente ridesiderano». Chi non è consapevole della gabbia in cui si trova, «usa» quindi l’inconscio come grimaldello? «In un certo senso è così. La trasgressione a rischio diventa una droga: continue scariche di adrenalina che permettono di sopportare la gabbia. Allora, ecco che è l’inconscio a creare la situazione liberatoria. Le condizioni in cui si rischia sempre più di essere scoperti, di essere ricattabili per qualcosa di scandaloso. L’inconscio apre violentemente la gabbia». ……
Mario Pappagallo
25 ottobre 2009
Fonte corriere della sera

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