Questo sito contribuisce alla audience di

Lo stress rende infelice anche chi dovrebbe curarlo

è preso dal tarlo della infelicità, del non essere, del nulla che avanza sul pieno si lascia mordere da quel vampiro famelico del ricordo del dolore e dell’angoscia e, prenda chi prenda, a casaccio, distribuisce la morte e il dolore senza discriminare a chi la dà, come un guerriero dell’apocalisse.


Lo stress riempe d’infelicità anche chi lo cura.

Il maggiore medico Hasan, illustre psichiatra più volte encomiato dall’esercito, è stato probabilmente vittima del suo lavoro, unitamente al suo fanatismo religioso, alimentato dai racconti dei reduci, che lui curava, ritornati dall’Iraq e dall’Afghanistan, che aggredivano la “sua terra”.

Curava lo stress, il famigerato PTSD, lo stress post traumatico da combattimento, la sindrome dei reduci che tornano dalla guerra, il post traumatic stress desorder, che accomuna vittime, testimoni, esecutori, e che si alimenta dei ricordi delle brutture e delle perdite della guerra.

Ma non solo della guerra,
perché la vita spesso è una guerra anche essa, parca di piaceri e irta di spine.

Anche l’abbandono, dopo un amore infelice, che invece di illuminare, boccheggia, come un pesce fuor d’acqua.

Ed allora anche chi lo cura è preso dal tarlo della infelicità, del non essere, del nulla che avanza sul pieno si lascia mordere da quel vampiro famelico del ricordo del dolore e dell’angoscia e, prenda chi prenda, a casaccio, distribuisce la morte e il dolore senza discriminare a chi la dà,
a se stesso e anche agli altri,
come un guerriero dell’apocalisse.

fonte www.gilbertogamberini.it

Copyright © 2004-2009 [Gilberto Gamberini]. Tutti i diritti riservati



Fonte Libero Fonte La Stampa
New York, 8 nov. (Adnkronos) - Non faceva parte di un gruppo terroristico lo psichiatra militare Nidal Malik Hasan che giovedi’ 5 novembre ha aperto il fuoco nella base di Fort Hood, in Texas, uccidendo 12 soldati e una guardia e ferendo altre 30 persone. Lo scrive il quotidiano ‘New York Times’ che cita fonti investigative convinte, al contrario, che il medico dell’esercito di religione musulmana abbia fatto tutto da solo.
La polizia non esclude comunque l’ipotesi, sottolinea il quotidiano, che l’autore della strage volesse compiere un attentato suicida. Dall’esame del suo computer e’ risultato, tra l’altro, che il maggiore 39enne di origine giordana ha visitato diversi siti internet di movimenti islamici, oltre a uno scambio di mail con persone appartenenti a movimenti estremisti….

Le categorie della guida