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  • Droga non è un diritto nè un dovere Il paese dei balocchi

    il tuo umore e le sue oscillazioni non dipendono più dalle emozioni, ma dalla dose che trovi, dalla sua quantità, o dalla sua mancanza…. Pericoloso essere in balia di una sostanza…. Se sei euforico vorresti conquistare il mondo... Se sei depresso piangeraii per averlo fatto…..ti fanno divenire incapace di affrontare le più comuni difficoltà eterni bambini in balia di pillole colorate, prima, e poi del fumo che ti prepara e ti da un alone di magia finta, e poi la polvere bianca, la neve, che ha una purezza solo apparente, come i miti e i modelli di cui ti nutrono…. La cocaina è uno dei veicoli per entrare nel mondo delle falsità degli adulti…. È la sua limousine….. Ne entri da padrone…. Ma ne esci dal paese dei balocchi degli adulti?…..Una volta si diceva che eri fatto sottintendendo che eri un “uomo fatto” Un uomo maturato dalla vita e dalle sue esperienze…. Ma ora sei solo fatto per una sostanza da cui dipendi…..L’eutanasia della mente non può divenire la normalità del domani…..No.....noooo.....no grazie...... Abbiamo già dato.... Molte famiglie hanno già dato.... Troppi giovani non torneranno più da quel mondo dei balocchi....

  • Droga non è un dovere nè un diritto ma un limite da superare

    la droga ti da una apparente felicità…. un sorriso a tempo.... stampato sul viso…. ti da prestazioni massime...Ma c’è un rovescio della medaglia…. un prezzo da pagare…. come quando si vende l’anima al diavolo…. perché in fondo, metaforicamente, diavolo la droga lo è, perchè ti prende ti cattura e non ti molla e, una volta, che ne hai assaporato l’ebbrezza ti da sensazioni talmente forti e peculiari che solo la sua riassunzione ti può soddisfare…. C’è un effetto rebound…. alla euforia iniziale segue una depressione compensatoria…… alla affabilità e simpatia segue un periodo di chiusura mentale…. alla iperlucidità segue la confusione e la pesantezza….. alla iperattività l’abulia….. alla ipersessualità la mancanza della libido…. alla forma fisica la sua prostrazione…. Certo la droga è un arma facile da usare…. è rapida, immediata, alla moda e non ti occorre fare lunghe psicoterapie per migliorarti e per affrontare le cose…. ma la droga è un arma…. un arma letale…. che, prima o poi, ti scoppia tra le mani…. perché non la puoi controllare….. è una assuefazione del tipo di quella da nicotina e di quella da alcool ma di un livello superiore…. non ucciderai mai per una sigaretta ma per la droga potresti arrivare a farlo….. All’effetto rebound ... per sfuggirgli si risponde con altra assunzione di droga…. perché non si vuole essere tristi e pestati…..finchè un giorno ti ritrovi niente….. polvere bianca che si confonde con la polvere delle strade….. sei dappertutto e da nessuna parte…. non sei arrivato…. sei solo perso…..confuso…. inutile e pericoloso, per te stesso e per gli altri…… Non voli hai avuto solo l’illusione di farlo…. e poi neppure questo, perché, col tempo, ne perdi pure la fantasia……

  • Droghe Psicoterapia di vita....non di morte

    liberalizzare le droghe per diminuirne l'uso e lo spaccio e il profitto, potrebbe essere una soluzione... paradossale.... ma pur sempre un tentativo di soluzione.... purchè attraverso la liberalizzazione si arrivi ad un concetto personale e sociale di autoproibizione.....Liberalizzare si …. ma sostituirlo con un qualcosa da creare, che ancora non c’è ma che potrebbe esserci…. Liberalizzare si…. per eliminare spaccio e criminalità…. ma non per arrendevolezza verso un fenomeno che non si riesce a controllare…. La droga cessa di essere un fenomeno individuale, perché come un virus si espande e come una setta crea e cerca adepti per sopravvivere…. sopravvivere si… ma non si sa fin quando, perché comunque non è cultura di vita ma di morte…. è gioia finta… depressione profonda, ottundimento mentale, un Alzheimer provocato che distrugge dapprima le idee … poi anima e corpo…. In tale ottica, non ci sentiamo di restare inerti a veder morire i nostri figli in stanze della morte del buco di stato legalizzato… ma vorremmo salvarli da quella morte e portarli verso una cultura di vita… che noi stessi dobbiamo ricreare e riprogettare.

  • La Speranza del ritorno

    Aveva perso tutto al casinò…..non in una volta sola…ma progressivamente nel tempo….pagamenti rimandati, bugie, prestiti, dapprima da amici, poi banche, strozzini, debiti per coprire altri debiti nella speranza del colpo di fortuna finale, che tutto potesse risolvere, ma poi tutto gli era scoppiato tra le mani....Lui negherà tutto, dirà che tutto è falso...che sono bugie..che è in grado di badare a se stesso...che è solo un momento di difficoltà.... Ma, non è vero....la sua è solo una grande illusione, per una vita che gli sfugge via nelle sue certezze di sempre...Vinci la sua vergogna... e se lo ami portalo via con te....se lo fai ricorda che porti via con te un uomo che vive ancora di sogni, porti via un vecchio che è ancora bambino dentro, come lo siamo tutti noi uomini...."....Itaca c'era e nessuno gliel'avrebbe mai tolta.... la speranza del ritorno...

  • In 80% videogame contenuti violenti 'nascosti'

    Sono tutti i fruitori di messaggi violenti in grado di comprendere e di non superare la sottile linea di demarcazione tra reale e virtuale? E quello che resta nello spazio onirico, quanto poi influenza i comportamenti futuri inconsci? Comportamenti che sembra partano da te....in realtà sei tu portato a quei comportamenti.... L'immaginario, il video game potrebbe essere anche educativo, se lo volesse essere....il gioco come parte del divenire e delle possibilità di quel divenire e non solo del possibile abbruttimento...Giochi sempre più perfetti fuori....ma sempre più imperfetti dentro....E su quei giochi si sviluppa il futuro di molti adolescenti....quando mancano le presenze di altri modelli educativi...quando il futuro non è accompagnato....

  • Droga e discoteche

    Discoteche non è sinonimo di droga, ma ne costituisce il luogo e l'occasione...E' il concetto del piacere che bisogna recuperare. Il piacere non è semplicemente un piacere di un momento, ma un benessere che dura nel tempo....spesso chi spaccia la droga lo fa per mantenere se stesso al legame con la sostanza, in un circolo senza fine, in cui ogni nuovo adepto diviene consumatore e spacciatore, in una sorta di setta satanica di un male che non avrà mai fine, di potenziale morte in altra potenziale morte… finchè non ne rimane nessuno…

  • Lapo Elkann Simbolo del possibile riscatto

    le scelte più facili, e più a portata di mano non sono sempre le migliori…Lapo rappresenta la forza ed il coraggio, che, ognuno di noi, in circostanze difficili, a volte, disperate, riesce a far emergere. Lapo può essere il simbolo ed il riscatto per molti...Dobbiamo apprezzare il coraggio di portare in piazza le cose, quando è un problema che riguarda molti, se non tutti, da chi abusa di semplici farmaci ansiolitici e antidepressivi a chi arriva alle droghe, perché l’atteggiamento mentale è lo stesso: ricercare fuori di noi la soluzione di tutto... la Psiche non un contenitore di frustrazioni e di stress senza fondo…. Solo attraverso il parlare delle cose si superano i problemi sulle cose. Parlarne è già un inizio di psicoterapia. .....Forse Lapo Elkann, come altri dirigenti, ma, oramai il problema, riguarda le persone comuni, che si sentono investite di ruoli, che non vogliono, ma che devono assumere, soffriva di un eccesso di responsabilità, di impegni da soddisfare, di pressing psicologico.... Allo stesso modo di altri, vittime, di burocratizzazione insensata, di vessazioni quotidiane fino al mobbing, quando ti mettono nelle condizioni di fare male qualunque cosa tu faccia.... fino ad approdare ad una depressione maschera, quella che non si vede, ma che ti consuma dentro come un tarlo e ti fa diventare sottile e fragile, come la carta velina, e quando sei così.... il vento ti porta via e tu non sai più dove. E ti ritrovi in un labirinto in cui sei perso…. .. Lapo Elkann lo farà, perché, in parte, lo ha già fatto, divenendo simbolo del possibile riscatto. Accendendo una luce dove prima c’erano tenebre.

  • Torna indietro Siamo in tanti ad aspettarti ....

    Lo hai fatto….lo hai fatto di nuovo…. Sei un nuovo nome, ma un volto simili a tanti altri. Vorrei che mai più accadesse quello che accade ancora e che continua accadere… C’è sempre qualcuno che ti può aiutare…. E’ un onda anomala quella a cui ti sei affidato. Sale sale, sempre più in alto…ti sembra dominare il mondo.. Ti sembra di avere trovato la soluzione a tutto.. Sei apparentemente sereno, ma di una serenità fredda come il marmo, ti lasceranno in pace, nessuno così ti impedirà di…. Quell’onda sale, sale e occupa tutto te stesso, annega il cervello, le restanti isole felici….fino a farle scomparire… E poi piomba giù, con la forza immane dell’assoluto male che non conosce nulla e non rispetta nulla. Lo so… ti capisco… Siamo tutti cani randagi alla ricerca di amore… o di cibo… Di una mano amica che ci accarezzi…… Forse quella mano c’è sempre stata… Ma non la vedevi…. Inverti quell’onda… Torna indietro… Siamo in tanti….qui ad aspettarti …. per iniziare a parlare….

  • Mettersi in gioco….per uscire dalla arena del gioco

    Il gioco del tutto e del niente. Psicologicamente errato, foriero di speranze o di cocenti delusioni. Anche se la speranza dovesse accadere, poi proseguendo nel gioco, la delusione è sempre in agguato. E’ come attraversare una gabbia di tigri, se ti salvi oggi, potrebbe voler dire che hanno appena mangiato, e c’è sempre la possibilità che ti possano azzannare domani….. Le cose escono quando vogliono, quando sei nello stato d’animo per apprezzarle e coltivarle e non semplicemente perché le desideri. ....La psicoterapia magica, speranza assoluta, nella quale basti un tocco, una bella frase per trasformarti da rospo in principe è un gioco d’azzardo……. “Il giocatore non può mai essere più grande del gioco stesso” afferma Enrico Baj. Prosegue Jean Baudrillard "L'evasione è una visione facile, quasi marginale della realtà, mentre quando parlo del gioco parlo del grande gioco del mondo, del mondo stesso che è un gioco ed è in gioco. Qui non si gioca a nascondino perché si partecipa totalmente …..” Mettersi in gioco….per uscire dalla arena del gioco con lo sguardo limpido di chi spera….

  • Il gioco Che gioco è se sei cosi serio e ne va della tua vita?

    In Psicoterapia non consiglio mai di giocarsi tutto nella vita come ad un tavolo della roulette, non consiglio mai di giocare sul rosso o sul nero o di trovarsi ad un bivio nel corso della vita, preferisco consigliare un luogo aperto, non obbligato, dal quale si dipartono diverse strade e da ognuna si può ritornare indietro. … ricordo mio nonno che amava giocare alla roulette, vi andava quando era già molto anziano e per lui quelle uscite rappresentavano la vita e tornava a casa con qualche anno di meno e con la mente più lucida. Per lui era una specie di allenamento mentale….lui giocava il suo piccolo budget…ma erano più le volte che perdeva rispetto a quelle in cui vinceva… Ma a lui non interessava vincere…lui voleva solo partecipare alla vita…ad un aspetto della vita che gli stava fuggendo via… Per contro....un amico è riuscito a perdere la sua vita a quei tavoli...Come tutti i giocatori, ricordava solo delle vincite e dimenticava le perdite e si faceva contagiare dal lusso e dall'apparente potere che ti da quell'ambiente, sempre sopra le righe. Prima era circondato da donne e da amici….ora è un vecchio solo….che i più si affrettano a dimenticare…e Natale o non Natale, sono frettolosi…hanno quasi tutti qualcosa da fare quando lo incontrano....Il gioco?…Ma che gioco è se quando giochi sei così serio e ne va della tua vita?....

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