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  • Lo stress rende infelice anche chi dovrebbe curarlo

    è preso dal tarlo della infelicità, del non essere, del nulla che avanza sul pieno si lascia mordere da quel vampiro famelico del ricordo del dolore e dell’angoscia e, prenda chi prenda, a casaccio, distribuisce la morte e il dolore senza discriminare a chi la dà, come un guerriero dell’apocalisse.

  • Ansia motoria

    Il termine ansia è improprio … stai talmente bene che non vorresti più fermarti il tuo metro la tua misura è il benessere…. non l’ansia…. Se ti dedichi con frenesia a quello che stai facendo significa soltanto che ne stai traendo sempre più piacere…..Nell’ansia non sei sintonizzato con te stesso…. Ma con mille radio che ti parlano lingue sempre più indecifrabili…qual è il tuo metro? Stai superando i tuoi limiti, le misure che te stesso e gli altri ti avevano dato…. vuoi brillare, certamente…. Vuoi vincere ma vuoi farlo in modo lecito ….. Senza overdose di farmaci e di stupefacenti….Ti affranchi da ciò che eri…. Sei nato sgorbio e vuoi divenire semidio e goderti l’alloro della vittoria…. Goditela…......In TV su Telesanterno dal 1 ottobre 2007 ogni giorno ore 13,15 in replica notturna ore 01,15

  • Ne uccide più il PTSD che la guerra……

    le persone che portano in se le conseguenze della guerra, dei propri gesti compiuti o subiti …. sono molte di più…. Vittime e carnefici allo stesso tempo o in tempi diversi……La guerra è un elemento destabilizzante dell’animo umano….. Se la guerra fosse così in sintonia colla psiche maschile…. perché così tante devastazioni a livello psichico……?..... volte il ritorno è peggio di una guerra..... Ma.... a volte è una guerra quotidiana il mal vivere....

  • Quale mestiere non fareste mai?

    Per scoprire qualcosa di nuovo di te devi fare qualcosa che non conosci….. forse l’ignoto ha questo fascino...Oppure se hai un mestiere che non ti piace cosa faresti per cambiare qualcosa del tuo mestiere che te lo renda piacevole…. sarebbe già un passo successivo…. una evoluzione…....A volte focalizziamo sul lavoro un problema che nasce da noi e che dentro di noi dovremmo risolvere…. Potremmo definirle situazioni di falso mobbing, situazioni in cui nessuno ci aggredisce, siamo noi che lo facciamo non accettando l’ambiente che ci circonda.....Diceva in una sua canzone Celentano “chi non lavora non fa l’amore” …....Chi non lavora e ha uno stipendio basso non fa l’amore……se la nostra società ti emargina dal lavoro ti emargina anche dalla tua vita privata….A volte la mente crea degli inganni ….delle generalizzazioni Forse conosciamo qualcosa ma non tutto sulle cose anche riguardo a quello che non faremmo mai…ogni mestiere può essere orribile o bellissimo dipende da come lo fai e dal contesto in cui lo vivi…....In TV Su Telesanterno in "Dolce e amaro" Ore 13,15 Martedì 30 Gennaio, Mercoledì 31 Gennaio, Giovedì 1 Febbraio. Ore 23,15 Venerdì 2 Febbraio

  • Lo Tsunami Non finisce mai PTSD

    Un mare amico fonte di sostentamento diviene nemico.....un tradimento.... onde che ti cullano che divengono incubo....Equilibrio interrotto quello tra l'uomo e la natura che lo circonda....Disastri "naturali" e guerre causano, oltre la morte, nei sopravissuti uno stato di shock traumatico....eventi che l'uomo non riesce a metabolizzare....la psicoterapia di guerra e di pace...propone dei lenimenti e degli accoglimenti.... ma oltre a questo il ruolo dell'uomo può essere grande....far comprendere a chi comprende solo la la lingua della propria sofferenza che non sono soli....e che la loro sofferenza è anche la nostra....perchè è la condivisoine la chiave di volta di una umanità diversa.....

  • PTSD La grande piccola guerra quotidiana del mal vivere

    ricordi intrusivi del trauma, che si concretizzano in 'flashback' della situazione negativa vissuta ....A volte si arriva ad attacchi di panico, paura o aggressività scatenati da stimoli che producono un improvviso ricordo o ripropongono il trauma. .....in molti casi... può evolvere in una modificazione permanente della personalità....la malattia delle conseguenze della grande guerra globale e della grande piccola guerra quotidiana che assilla ognuno di noi....e che in qualche caso può divenire disperazione......la malattia del vivere, del mal vivere, della incertezza quotidiana che ti allontana dai porti sicuri della tua vita e ti trascina al largo nel mare crudele.... come per Ulisse...nel vortice tra Scilla e Cariddi....in balia di Giganti che ti possono solo mangiare... la vita è un viaggio....ma sempre più appare come un viaggio tormentato...in balia di eventi che sfuggono di mano e che colpiscono sempre di più ignari cittadini, colpevoli solo di vivere.... PTSD la sindrome che accomuna ricchi e poveri...ma che come sempre per questi ultimi si somma a precedenti frustrazioni e dolori... perchè la sofferenza psichica segue i suoi sentieri al di la di quello che la ragione propone.... Sindrome del non ritorno...sindrome del viaggio che continua e che non finisce mai senza un porto sicuro a cui approdare....

  • Tsunami Un anno dopo L'ansia dell'Ignoto e del ritorno

    Tutti coloro che fanno ritorno a qualcosa, che in un qualche modo è mutato, che non è più quello di prima, quando tutto quello che avevano lasciato non c’è più: affetti che sono svaniti nell’aria come un sogno del mattino.....Ora restano gli incubi, i fantasmi evanescenti che si materializzano nella Sindrome da Stress post traumatico, PTSD che paradossalmente ti prende quando gli eventi acuti sono sedimentati, e i pensieri della memoria affiorano come bolle di sapone nell'aria. E non puoi farci nulla per fermarli...quando troppe domande non trovano una risposta, quando i pensieri affollano la testa e si spingono l’uno con l’altro in uno spazio confinato, e pesano come se acquistassero corporeità. In tutti quei momenti, si preferisce non tornare….

  • Terrorismo: La strage degli innocenti e La Morte nel Silenzio

    PTSD...Ma la Psicoterapia potrà affrontare queste tematiche senza la censura dei Governi?...L’evento non si cancella non parlandone, solo parlandone lo si supera. La censura di “guerra” rischia di danneggiare l’uomo. Uomo che diviene sempre più “marginale” nella storia della umanità. Uomo comune, pedina, preso in mezzo in una guerra che non è sua, che non ha fatto nulla per creare, non può neppure dichiararsi vittima di questa guerra. Deve solo subirla, e morire in silenzio. Stupidità … Il terrorismo uccide i piccoli e gli innocenti…. che devono morire senza disturbare il cielo...

  • Il Doppio Legame patologico. Dall'infanzia all'adulto. Mobbing

    è un’incongruenza tra due messaggi, il primo di tipo verbale, il secondo, non sempre verbale, posto ad un livello più astratto. Il secondo messaggio può essere dato dall’atteggiamento del corpo, dal comportamento, oppure da una data connotazione affettiva o di ripulsa che si dà al tono della voce.....I messaggi più subdoli sono quelli sensoriali, cioè esprimo un esplicito invito con la voce mentre, con il corpo assumo un atteggiamento d’allontanamento....chi riceve il doppio legame è una vittima, perché non sa e non può reagire al messaggio. Resta bloccato perché se fa, fa male e viene rimproverato, se non fa, disubbidisce ed è ugualmente rimproverato. Qualunque cosa faccia è una vittima designata...I doppi legami patologici, se avviati nell’età infantile...disturbi di tipo schizofrenico....L’insicurezza ed il complesso d’inferiorità sono spesso dei doppi legami...capoufficio che dice loro che devono essere in grado di fare questo e quello ma poi va a controllarle in continuazione. In pratica, è come se dicesse loro che non sono in grado di fare. Questa situazione crea uno stato d’insicurezza totale. Il risultato di tale comunicazione incongruente: qualsiasi cosa gli impiegati fanno, la fanno comunque male....In un doppio legame patologico la vittima è...condannata qualsiasi cosa faccia. Nel Mobbing il doppio legame è uno dei meccanismi più usati per distruggere , psicologicamente l’individuo....

  • Sindrome di Enea: l’Ansia dell’Ignoto e del Ritorno

    Come Enea, l'eroe virgiliano che non voleva lasciare la patria perche' temeva l'ignoto cui andava incontro, un over 65 su due non vuole tornare a casa perche' teme la solitudine e l'abbandono assistenziale.... L’Ansia dell’ignoto e del ritorno attanaglia anche i carcerati...i reduci dalla guerra o da missioni di pacificazione all’estero, come a Nassiria...tutti coloro che fanno ritorno a qualcosa che in un qualche modo è mutato e che non è più quello di prima, o quando tutto quello che avevano lasciato non c’è più: affetti che non gliel’hanno fatta ad attendere, che sono svaniti nell’aria come un sogno del mattino.....Quel muro li protegge dall’ignoto o dal noto, ma, nel contempo, può divenire una prigione, in cui languire, in attesa di un qualcosa o di un gesto, che non trova il luogo e lo spazio di accadere...L’Ansia dell’Ignoto e del Ritorno, può prendere chiunque, in qualsiasi momento, quando troppe domande non trovano una risposta, quando i pensieri affollano la testa e si spingono l’uno con l’altro in uno spazio confinato, e pesano come se acquistassero corporeità. In tutti quei momenti, si preferisce non tornare….

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