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  • Tsunami Un anno dopo L'ansia dell'Ignoto e del ritorno

    Tutti coloro che fanno ritorno a qualcosa, che in un qualche modo è mutato, che non è più quello di prima, quando tutto quello che avevano lasciato non c’è più: affetti che sono svaniti nell’aria come un sogno del mattino.....Ora restano gli incubi, i fantasmi evanescenti che si materializzano nella Sindrome da Stress post traumatico, PTSD che paradossalmente ti prende quando gli eventi acuti sono sedimentati, e i pensieri della memoria affiorano come bolle di sapone nell'aria. E non puoi farci nulla per fermarli...quando troppe domande non trovano una risposta, quando i pensieri affollano la testa e si spingono l’uno con l’altro in uno spazio confinato, e pesano come se acquistassero corporeità. In tutti quei momenti, si preferisce non tornare….

  • Terrorismo: La strage degli innocenti e La Morte nel Silenzio

    PTSD...Ma la Psicoterapia potrà affrontare queste tematiche senza la censura dei Governi?...L’evento non si cancella non parlandone, solo parlandone lo si supera. La censura di “guerra” rischia di danneggiare l’uomo. Uomo che diviene sempre più “marginale” nella storia della umanità. Uomo comune, pedina, preso in mezzo in una guerra che non è sua, che non ha fatto nulla per creare, non può neppure dichiararsi vittima di questa guerra. Deve solo subirla, e morire in silenzio. Stupidità … Il terrorismo uccide i piccoli e gli innocenti…. che devono morire senza disturbare il cielo...

  • Il Doppio Legame patologico. Dall'infanzia all'adulto. Mobbing

    è un’incongruenza tra due messaggi, il primo di tipo verbale, il secondo, non sempre verbale, posto ad un livello più astratto. Il secondo messaggio può essere dato dall’atteggiamento del corpo, dal comportamento, oppure da una data connotazione affettiva o di ripulsa che si dà al tono della voce.....I messaggi più subdoli sono quelli sensoriali, cioè esprimo un esplicito invito con la voce mentre, con il corpo assumo un atteggiamento d’allontanamento....chi riceve il doppio legame è una vittima, perché non sa e non può reagire al messaggio. Resta bloccato perché se fa, fa male e viene rimproverato, se non fa, disubbidisce ed è ugualmente rimproverato. Qualunque cosa faccia è una vittima designata...I doppi legami patologici, se avviati nell’età infantile...disturbi di tipo schizofrenico....L’insicurezza ed il complesso d’inferiorità sono spesso dei doppi legami...capoufficio che dice loro che devono essere in grado di fare questo e quello ma poi va a controllarle in continuazione. In pratica, è come se dicesse loro che non sono in grado di fare. Questa situazione crea uno stato d’insicurezza totale. Il risultato di tale comunicazione incongruente: qualsiasi cosa gli impiegati fanno, la fanno comunque male....In un doppio legame patologico la vittima è...condannata qualsiasi cosa faccia. Nel Mobbing il doppio legame è uno dei meccanismi più usati per distruggere , psicologicamente l’individuo....

  • Sindrome di Enea: l’Ansia dell’Ignoto e del Ritorno

    Come Enea, l'eroe virgiliano che non voleva lasciare la patria perche' temeva l'ignoto cui andava incontro, un over 65 su due non vuole tornare a casa perche' teme la solitudine e l'abbandono assistenziale.... L’Ansia dell’ignoto e del ritorno attanaglia anche i carcerati...i reduci dalla guerra o da missioni di pacificazione all’estero, come a Nassiria...tutti coloro che fanno ritorno a qualcosa che in un qualche modo è mutato e che non è più quello di prima, o quando tutto quello che avevano lasciato non c’è più: affetti che non gliel’hanno fatta ad attendere, che sono svaniti nell’aria come un sogno del mattino.....Quel muro li protegge dall’ignoto o dal noto, ma, nel contempo, può divenire una prigione, in cui languire, in attesa di un qualcosa o di un gesto, che non trova il luogo e lo spazio di accadere...L’Ansia dell’Ignoto e del Ritorno, può prendere chiunque, in qualsiasi momento, quando troppe domande non trovano una risposta, quando i pensieri affollano la testa e si spingono l’uno con l’altro in uno spazio confinato, e pesano come se acquistassero corporeità. In tutti quei momenti, si preferisce non tornare….

  • Suicidio da Stress post traumatico PTSD

    Quasi un’epidemia in Croazia....estrema ed ultima conseguenza della PTSD ....limitata per numero per numero di persone coinvolte e non guerra di popolo, sarebbe interessante conoscere quanti reduci del contingente italiano in Iraq sono affetti e saranno affetti da tale sindrome... per il manifestarsi di tale sindrome possono essere necessari anche molti anni dall’evento traumatico. E non interessa solo chi ha creato o contribuito a creare un evento, ma necessariamente chi lo ha subito, ed anche chi è stato semplice testimone dell’evento stesso. Il manifestarsi della PTSD è direttamente proporzionale al trauma subito. Più violento e disumano è stato l’evento più saranno forti le conseguenze traumatiche psicologiche. Ci sono dei limiti che l’uomo non può prevaricare, a livello della propria coscienza, anche sotto la spinta dei propri ideali e delle proprie idee. Nessuna idea potrà colmare il ricordo di quanto è avvenuto, perché i fantasmi di quella donna violentata aleggeranno sui visi delle proprie mogli, sorelle e madri, perché il ricordo dei bambini uccisi si rispecchierà nel viso dei loro figli, perchè le ferite, le sofferenze e la morte dei loro compagni diventeranno: la colpa di essere sopravissuti...

  • Psicologicamente....tornando da Nassiria

    A Nassiria, la Sabbia è fine come farina, diversa da quella delle nostre spiagge, ti penetra dappertutto e non puoi farci nulla, come tante altre cose della vita, che te le ritrovi dentro, senza neppure rendertene conto e non sai neppure il perché...Qui vivi in uno spazio confinato, la tua è una libertà confinata, la tenda, la base, la tua missione di quel giorno…. ti senti chiuso, prigioniero… come potrebbe sentirsi un ragazzo in un collegio con soli altri ragazzi… o come un carcerato… a volte se non metabolizzi tutto questo… e scoppi, ti prendono degli scatti d’ira e spaccheresti tutto, ma, poi ti limiti a dare un grosso pugno sul tavolo….A volte qualcuno non gliela fa, se non gliela fai non c’è cura, non c’è via di mezzo, divieni un pericolo per te e per gli altri, trasmetti il tuo disagio e crei disagio come un virus ed, allora, devi ritornare a casa. A volte, sono i rapporti con la famiglia, che è rimasta a casa, che ti mettono in crisi, qualcuno non gliela fa a stare lontano tanto tempo dai propri cari o tua moglie non gliela fa… ed allora qualcosa succede… le cose si spezzano… o cambiano in modo tale che non sono e non saranno mai più le stesse…

  • Lo Stress: Energia Negativa che aggredisce Mente e Corpo

    "La vita e' troppo frenetica e l'ambiente e' ogni giorno piu' ostile. E cosi' il nostro organismo 'si ribella' a se stesso. Con il risultato che ''in Italia sono in netto aumento le malattie autoimmuni'', in cui il sistema immunitario attacca una parte del corpo come se fosse un agente esterno. E tra i fattori scatenanti ci sono anche ''lo stress ...ad esempio una malattia che provoca un'iperfunzionamento della tiroide e che colpisce soprattutto donne che, nel loro passato, hanno subito un trauma grave come un lutto o un divorzio''....Il male dentro di noi, che si aggiunge al male proveniente dal di fuori...Lo stress post traumatico paralizza e confonde le difese della Mente e del Corpo, e modifica l’imprinting originale….Estranei tra la gente e per noi stessi...Lo stress: scatena una energia negativa che ci modifica...La Psicoterapia quindi non solo può prevenire danni emotivi ma anche fisici?....In particolare lo Stress emozionale post traumatico sembra in grado di innescare questo processo di autoaggressione ...Quante volte dopo la morte di qualcuno ci si lascia morire? Forse non ci si lascia aggredire dalla sola disperazione....

  • Post Traumatic Stress Desorder PTSD

    PTSD Post Traumatic Stress Desorder: è una Sindrome che si sviluppa dopo esperienze fortemente traumatiche. E’ stato codificato negli USA, all’inizio riguardante conseguenze di eventi bellici,poi è stato esteso a eventi fortemente traumatici...Può riguardare: chi subisce l’evento, ma, anche, chi vi è semplicemente testimone o chi soccorre e si trova coinvolto, indirettamente, nell’evento stesso. Si può parlare anche di PTSD per eventi protratti di violenza subiti, anche e solo, a livello personale e non solo riguardanti l’inconscio collettivo...Per quel che riguarda i bambini: si può parlare di PTSD, anche, per semplice esposizione indiretta e mediatica all’evento, attraverso immagini, video e audio, qualora nell’evento narrato ed evocato, il minore possa cogliere un nesso, un fattore, che gli fa riferire quell’evento alla sua realtà presente o alla sua realtà futura...Nel PTSD: la risposta allo stress e alla paura non cessa quando cessa l’evento traumatico, ma persiste, come se l’evento continuasse, senza fine...si sentono di continuo minacciati e in pericolo, ogni evento nuovo o con analogie con quello traumatico li turba li angoscia e li fa precipitare in uno stato di agitazione o di depressione....Tendenza a cercare sollievo in alcool e droghe o abuso di farmaci...Senso di colpa per essere sopravvissuto Senso di colpa per non aver salvato gli altri....Nella Amnesia retrograda volontaria e/o inconscia, non si vuole ricordare nulla di quell’evento e di tutto quello che può legarsi all’evento, si cerca di cancellarlo o di relegarlo sotto chiave, in una zona nascosta, perché la persona che soffre di PTSD, già, subisce, continuamente, l’evento subito, sotto forma di flash back, ricordi, che si manifestano con incubi notturni o pensieri ossessivi....Per parlare di PTSD è necessario, che, questi eventi, persistano nel tempo e, che, non siano, solo, occasionali e frammentati.....Ma, non sempre, l’evento traumatico è conosciuto e riconosciuto, perché, sottaciuto e non ammesso, da chi soffre di PTSD. Chi soffre di PTSD non vuole ricordare l’evento…. o lo nasconde alla coscienza, perché il ricordarlo gli causa maggior dolore oppure perché lo ha cancellato o segregato nel suo io profondo. Il PTSD può insorgere, ad un intervallo di tempo variabile dal trauma, e non solo nei canonici tre mesi indicati, e può seguire, in modo evolutivo e senza interruzione temporale, l’evento traumatico dello shock e dello stress acuto….La TERAPIA dello PTSD D’elezione è la Psicoterapia ericksoniana: L’evento viene rivissuto, affrontato, confrontato con le altre esperienze, se ne parla insieme, se ne discute, in modo che l’evento sia riportato alla piena coscienza. Le emozioni, nascoste e rimosse, riaffiorano anche mediante una regressione spazio temporale. Una ipnosi regressiva che fa parte della psicoterapia ericksoniana. Quindi la cura sta nel ricontatto, nell’affrontare l’evento, non nel rimuoverlo.....E’ essenziale che le proprie emozioni riaffiorino, è essenziale uscire da quel passato, per poterci riappropriare del proprio presente, e da lì cercare spazio per la propria vita, non più solo fatta di passato, ma di futuro. Ma, per superare il passato, è necessario rivivere quel passato ed ammetterlo nella propria vita, e riportarlo alla consapevolezza della nostra coscienza… Se ci alziamo da terra, se volgiamo lo sguardo da dove provenivamo, e viviamo quell’evento e sublimiamo il nostro dolore, magari, con un pianto o un singhiozzare liberatorio, staremo poco a valutare, poi, dove vogliamo andare, e successivamente staremo poco, poi, a volare, sempre, se troveremo in quel presente, che ha, già, in se, i germi del nostro futuro, degli elementi che ci portino a vivere, ancora, una nuova ed un’altra vita, dopo la morte.

  • PTSD (Post Traumatic Stress Desorder) da combattimento

    Sono state valutate nella ricerca, -la Depressione grave post traumatica, -Sindrome Ansiosa Generalizzata la Sindrome da Stress Post Traumatico PTSD (Post Traumatic Stress Desorder) che comprende disturbi depressivi, ansietà, ossessioni, tendenza al suicidio, aumento della aggressività, abuso di alcool e di farmaci...I reduci dall’Iraq hanno presentato Disordini e Problemi Mentali inerenti nel 17-19,9 % dei casi esaminati ...L’IMPORTANZA delle ESPERIENZE di COMBATTIMENTO nel DETERMINARE la Sindrome da Stress Post Traumatico PTSD...Quando si ha a che fare con una guerra,che non è solo guerra ma anche guerriglia,il nemico non ha volto, non viene identificato come nemico,prima di rivelarsi tale,non ha una divisa,è un volto qualunque tra la folla.Tale situazione,che non permette di individuare chi è il tuo nemico,determina una situazione di forte stress emotivo che può dare luogo al PTSD ...quando muore qualcuno accanto a noi,ci chiediamo sempre se non potevamo essere noi quell’uomo....il sopravissuto porta in se il ricordo della morte..Chi addestrato ad uccidere per non essere ucciso, e lo pratica per otto lunghi mesi, come riuscirà ad inserirsi in una vita normale? Come potrà accettarne le regole? Come riuscirà a guardare, senza sospetto, chi si avvicinerà a lui? La guerra non costruisce solo i cimiteri, ma può costruire anche dei mostri potenziali.

  • Mobbing: una Vita Violentata

    l’attacco collettivo vessatorio di una persona più forte o di un gruppo di persone coalizzate verso una vittima designata..E’ una strategia subdola,non dichiarata, ma attuata in modo sistematico e costante nel tempo, che si può svolgere con iniziali quasi impercettibili insulti..Un vago senso di fastidio, scherzi inopportuni, saluti negati, maggiore distanza fisica e psicologica, sguardi e atteggiamenti di sufficienza e di scherno, intolleranza alle sue idee, fino all’isolamento, l’ignorarlo fino quasi a farlo diventare invisibile (mi viene per analogia a pensare alla infanzia di Marilyn Monroe che si sentiva in egual modo ignorata ed invisibile) in altre parole una violenza psicologica protratta, che per divenire mobbing deve avere la caratteristica di non essere un fatto isolato e temporaneo ma deve prolungarsi nel tempo...Successivamente all’isolamento dapprima solo emozionale (cioè di raccolta di dati a livello emotivo individuale soggettivo) subentrano delle azioni concrete: la sua attuazione, la violenza maggiore. E quando la vittima cerca di capire e domanda spiegazioni le viene detto che sono tutte sue fissazioni oppure le viene impedito di esprimersi o le viene ribadito che il problema sta in una sua malattia....Mantenere l’autostima in tali condizioni di “terreno” non è facile, ed è già tanto se riusciamo a contenere l’autodistruzione, perché l’animo umano è fragile e ha sempre bisogno di qualche conferma attorno a se e non di un tribunale speciale...In una situazione di mobbing mancano delle prospettive future e se a tale mancanza di prospettive sociali e lavorative, si associa una vita privata altrettanto “violentata” allora è molto difficile intervenire....ricostruendo la vita di quella persona dalle macerie di una guerra che ha temporaneamente risparmiato solo una unica cosa “la sua vita”...

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